Il senso del viaggio nel Belgio patagonico di Eldorado Road

Eldorado Road Eldorado Road

Ti avverto, io non prendo mai l’autostrada

Una Chevrolet del ’79 nella pianura che sembra infinita. Al volante c’è Yvan, quarantenne grasso e abbruttito, commerciante fallito di auto usate. Al suo fianco Elie, giovane tossicodipendente magro e impaurito. Sembra l’inizio di un racconto di Osvaldo Soriano ma è invece Eldorado Road (semplicemente Eldorado il titolo originale), un road movie ad alto tasso di nostalgia ambientato in un Belgio inedito, patagonico, con le nuvole che corrono basse sopra un’umanità marginale e anarchica. Un film ricco di leggerenza e intensità, poesia e divertimento.

Per riscoprire il senso del viaggiare, anche nel cuore dell’Europa, basta alzare il piede dall’acceleratore e uscire dalle autostrade, perdersi lungo vie secondarie e dimenticate, dove coesistono fallimento e libertà. E lì, nei paesi abbandonati e nelle discariche della modernità, che possono avvenire gli incontri con persone che vivono senza il telefono cellulare, a cui è rimasta la stanchezza di vivere e la libertà di chi non ha più niente da perdere. E può accadere che ritrovi il senso del viaggio. Scopri che l’ampiezza del viaggiare non si misura con i chilometri percorsi. Chi ha una destinazione si sposta. Viaggia veramente solo chi ha rinunciato ad avere un obiettivo.

Eldorado Road è un film di Bouli Lanners del 2008.
Titolo originale: Eldorado. Cast: Bouli Lanners, Fabrice Adde, Didier Toupy, Philippe Nahon.