Wadi Rum, il deserto di Lawrence d’Arabia

Wadi, Rum - Giordania © Luisa Puccini
L’articolo fa parte del viaggio in Giordania di Lucia, qui trovi l’itinerario completo »

Il Wadi Rum è famoso come il deserto di Lawrence d’Arabia, archeologo, scrittore e ufficiale dei servizi segreti di Sua Maestà britannica, paladino del nazionalismo arabo di inizio Novecento. Fu nel deserto del Wadi Rum, infatti, che fissò la sua base operativa durante la Rivolta Araba del 1917/18. Il libro che raccoglie le sue memorie, The Seven Pillars of Wisdom (I sette pilastri della saggezza, Bompiani ed.) dà il nome ad una delle formazioni rocciose più suggestive del deserto del Wadi Rum. Ma questa non è l’unica traccia del suo passaggio.

Tutti gli uomini sognano. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché ad essi è dato vivere i sogni ad occhi aperti e far sì che essi si avverino.
Thomas Edward Lawrence, I sette pilastri della saggezza

Il Wadi Rum è un’area protetta nel sud della Giordania che si trova a circa 60 chilometri da Aqaba. Una volta arrivati dall’autostrada, guardando fuori dal finestrino vi si aprirà uno spettacolo: le colline rocciose sullo sfondo con una piana davanti dove qualche dromedario pascola beato, una macchiolina verde ogni tanto e il rosso come colore dominante.

deserto del Wadi Rum

© Luisa Puccini

Il villaggio di Rum è piccolo, polveroso, c’è solo un ristorante e un piccolo minimarket e subito oltre le case si apre il deserto roccioso. Se arrivate in tarda mattinata vi stupirà non vedere quasi nessuno per le strade: il caldo e la polvere a quell’ora sono soffocanti e in giro si vede solo qualche turista coraggioso e chi lo accompagna. Nel villaggio ci sono molte agenzie che offrono ai turisti la possibilità di fare dei tour nel deserto, di passare la notte in tenda e tornare al mattino dopo. Se non avete già deciso a quale di queste rivolgervi prima del vostro arrivo a Rum, girate per le strade e ne troverete facilmente una che farà al caso vostro. Generalmente ci sono diversi tour offerti con un percorso diverso: alcuni partono di mattina presto e prevedono lunghe distanze e molti punti di interesse, altri partono intorno all’ora di pranzo e si spingono a distanze medie, altri ancora, i più economici, partono dopo pranzo e prevedono i luoghi di interesse più vicini. Tutti i tour possono essere fatti in jeep, con un cammello o entrambi, dividendo il percorso. Quello che abbiamo scelto noi è il più economico e breve, ma non per questo meno interessante. Siamo partiti dopo pranzo, consumato nella hall dell’agenzia con semplici alimenti acquistati al supermercato, e la prima tappa è stata la Sorgente di Lawrence.

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Se vi aspettate il deserto sabbioso e con le dune siete fuori strada: il deserto qui è roccioso, di un colore rossastro e si snoda tra le varie rupi, non per nulla è chiamato anche Valle della Luna. La Sorgente di Lawrence è appena fuori il villaggio. Qui si può vedere la sorgente liberata da Lawrence e l’acqua, raccolta in una vasca, serve da abbeveratoio per i cammelli, mentre gli uomini si riposano all’ombra di una tenda.

Una volta che tutto il gruppo si è riunito (c’è la possibilità di arrivare fino a qui con i cammelli) si parte per la tappa successiva: il sito preistorico di khazali. Si tratta di un piccolo canyon la cui entrata si trova all’ombra di un albero e all’interno del quale è possibile vedere le incisioni rupestri di epoca preistorica che raffigurano uomini e antilopi. Si narra che qui ebbe luogo la storia di Jebel Kazhali, un uomo che per scappare dagli abitanti di un villaggio si era rifugiato in cima alle montagne che formano questo canyon.

deserto di Lawrence d'Arabia

© Luisa Puccini

Terza tappa del nostro tour nel Wadi Rum è stato il “piccolo” arco di pietra (quello “grande” è più lontano e richiede il tour di una giornata intera). Quest’arco è ad una decina di metri di altezza ci si può facilmente arrampicare fino in cima e sedersi con le gambe penzoloni a godersi lo stupendo panorama.

Da lì ci siamo diretti alla casa di Lawrence che, purtroppo, non è che un cumulo di pietre ammassate lungo una parete rocciosa e che nella forma vagamente rettangolare ricorda il vano di una casa. Qui ci siamo fermati a bere un tè con i beduini e a fare due chiacchiere. Abbiamo anche approfittato per fare un tatuaggio tipico, con l’henna.

Come penultima tappa, le dune di sabbia rossa: siamo saliti fino in cima con la jeep e siamo rimasti a goderci la sabbia finissima sotto i piedi scalzi. Approfittatene per riposare, godervi la pace e la quiete del deserto. Abbiamo visto il tramonto in cima a delle formazioni rocciose, poco distanti dal campo dove abbiamo passato la notte. Il sole che scende crea suggestivi effetti sulla roccia, dando mille sfumature fino a far cadere il deserto nella semi oscurità, nascondendosi dietro le montagne.

Il campo dove abbiamo pernottato era molto comodo ed ospitale, con bagni e docce pulitissimi. Sono disponibili tende doppie o comitiva con sette letti. Al loro interno, le tende sono equipaggiate con comodi letti e coperti (le notti nel deserto possono essere molto fredde). Per la cena è organizzato uno spazio comune con un fuoco al centro e una dimostrazione di come si cucina tradizionalmente: si scava una buca profonda e la si lascia scaldare, si mette dentro il cibo, si copre, si accende un fuoco e voilà, la cena è servita. Oltre alla carne cucinata in questo modo, la cena era a buffet con verdure, riso e carne. Dopo cena agli ospiti viene offerto il tè mentre i beduini suonano alla luce della luna e al calore del fuoco, creando un’atmosfera romantica, di tranquillità, allegria e spensierata. Le emozioni non potranno che sopraffarvi e un sorriso spunterà spontaneo. Al mattino la colazione è sostanziosa e si rientra al villaggio con la prima luce.

Come arrivare nel deserto del Wadi Rum. Si può comodamente raggiungere in macchina da Amman percorrendo verso sud la Desert Highway (circa 3 ore e mezzo) o da Aqaba, da ci vogliono solo 40 minuti circa. Da qui è possibile anche prendere un minibus, che costa 3JD e impiega circa un’ora. Questi autobus sono pensati soprattutto per gli insegnanti che devono raggiungere il villaggio di Rum e dunque gli orari variano secondo le loro esigenze. Da Aqaba si può anche prendere un taxi che costa circa 20JD. Il Wadi Rum è raggiungibile anche da Petra con i mezzi pubblici: un autobus per i turisti parte dalla stazione degli autobus a Wadi Musa e prende i turisti direttamente ai loro alberghi, ma è necessario prenotare e accordarsi prima o tramite l’albergo o direttamente con l’autista. La partenza per tornare a Petra è alle 8.30. Il costo è di 5JD a tratta, ma è possibile, in caso ci siano pochi passeggeri, che chiedano un pagamento extra. Anche da Petra è possibile prendere un taxi che costa circa 35JD. Giunti a destinazione si accede al Wadi Rum dal Visitors Centre.

decorazioni beduine

© Luisa Puccini

Dove dormire nei dintorni del Wadi Rum. Nel villaggio potete trovare una Rest House dove alloggiare, ma l’esperienza migliore è quella di dormire nel deserto in uno dei campi beduini. Una volta arrivati al villaggio troverete numerose agenzie che vi proporranno gite nel deserto con inclusa la notte in tenda. Noi siamo andati al Bedouin Traditional Camp, dove sono gentili ed ospitali, e il costo della visita va dai 40JD a testa a seconda del tour che si sceglie.

Biglietto d’ingresso al Wadi Rum. L’ingresso all’area protetta del Wadi Rum è compresa nel Jordan Pass un biglietto universale da comprare su internet. In alternativa il biglietto è acquistabile al Visitors Centre, ma prestate attenzione: al centro ci sono false guide che richiedono il pagamento di biglietti finti quindi andate dritti alla biglietteria ed eventualmente al banco delle informazioni, ma non pagate nessuno senza esserne certi al 100%. All’ingresso ci sono anche guide che vi porteranno nelle loro agenzie: se non sapete dove andare potete affidarvi a loro, ma non è detto che sia la scelta migliore o più economica.

A breve la prossima tappa dell’itinerario di Lucia in Giordania. Per non perdere i prossimi articoli segui la nostra pagina Facebook!
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