L’arte rupestre di Twyfelfontein e Brandberg

viaggi Namibia: arte rupestre © Carla Squaiella
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Lasciamo il Kaokoland in direzione sud verso il Damaraland, terra del popolo Damara. Una regione arida, dal paesaggio e dai colori spettacolari, dove si alternano pianure a catene montuose e stravaganti formazioni geologiche. Un tuffo nella preistoria tra le incisioni e le pitture rupestri di Twyfelfontein e Brandberg.

Viaggi Namibia - Burnt MountainA circa 40 km a ovest di Khorixas visitiamo la Foresta Pietrificata, indicata con il cartello ufficiale del governo, senza abboccare ai numerosi Petrified Forest disseminati lungo la strada che offrono ben poco oltre a una bancarella di souvenir. La foresta merita una breve sosta. L’ampia pianura è cosparsa da tronchi pietrificati lunghi fino a 30 m con una circonferenza di 6 che risalgono a 260 milioni di anni fa. Privi di rami e di radici, si ritiene che siano stati trasportati da una gigantesca alluvione al termine dell’era glaciale. Questa foresta è un esempio di eco-catastrofe naturale avvenuta molto prima della comparsa dell’uomo sulla terra. La maggior parte dei pezzi di tronco, molti dei quali parzialmente sepolti nell’arenaria e altri pietrificati nella silice, appartengono al gruppo delle gimnosperme, a cui oggi vengono classificate le conifere, le cicadacee e le welwitschie, curiosa pianta rara, tipica del deserto del Namib, che qui vediamo per la prima volta. L’entrata è gratuita, ma la mancia alla guida locale che ci accompagna per i 500 m del percorso è d’obbligo.

Raggiungiamo il Twyfelfontein Country Lodge (067 697022 ) nel tardo pomeriggio. L’ampia terrazza di questa grande “capanna” a due piani addossata alla parete di arenaria, si affaccia sulla secca pianura disseminata di massi. Al lodge si possono noleggiare mountain bike o prenotare safari alla ricerca di elefanti del deserto, ma per quanto ci riguarda, ci attende una ricca e piacevole cena a lume di candela.

Viaggio in Namibia - Le canne d'organoL’indomani visitiamo uno dei maggiori musei all’aperto del mondo, la famosa Twyfelfontein (“sorgente dubbia” nome dato dai primi coloni bianchi arrivati nel 1947 che non trovarono la sorgente). Dal 1952 è monumento nazionale ed è nota per le circa 2500 incisioni e numerose pitture rupestri che risalgono fino al paleolitico, circa 6000 anni fa. La maggior parte di questi petroglifi (incisioni) scolpiti nella dura patina superficiale dell’arenaria, si ritiene che furono realizzati dai cacciatori San (boscimani). La patina riformandosi avrebbe poi protetto nel tempo le incisioni dall’erosione. Accompagnati da una delle tante guide all’entrata del sito, ci muoviamo tra le rocce in questo splendido paesaggio di pietra rossa, alla ricerca di graffiti di animali come elefanti, giraffe, leoni, rinoceronti, e perfino otarie (molto rare invece sono le figure umane). Ci raccomandiamo di non saltare la parte iniziale del percorso con le famose incisioni della Sorgente, della Wave rock a forma di artiglio e della Pompa. Tutta l’area è percorribile anche individualmente e terminato il giro guidato, proseguiamo la passeggiata, godendoci i facili percorsi che conducono a altre opere rupestri.

A sud est di Twyfelfontein proseguiamo fino ad un crinale vulcanico lungo 12 km noto come la “Montagna bruciata“. La collina dal paesaggio brullo di colore nero, non è mai stata in fiamme, ma ha avuto origine circa 125 milioni di anni fa da una reazione chimica dell’incontro del magma incandescente con la terra argillosa (fenomeno noto come metamorfismo di contatto). Al calar del sole si possono scorgere interessanti effetti ottici nella roccia nera della montagna, formati da sottili strati rosso porpora, dovuti a ossidi di ferro e manganese. Seguendo un sentiero oltre il parcheggio si giunge ad una gola dove s’innalzano delle colonne di basalto chiamate Organ Pipes, risalenti a 120 milioni di anni fa. Una formazione di dolerite a lastre parallele che ricordano appunto le canne di un organo.

Lasciamo il nostro lodge di mattina molto presto e proseguiamo in direzione sud verso la città di Uis, dove raggiungiamo in sole 2 ore il Massiccio del Brandberg (montagna di fuoco), che vanta il picco più alto della Namibia, il Koenigstein (2574 m).
L’attrattiva principale del Brandberg è costituita dalle pitture rupestri dello Tsisab Ravine (burrone del leopardo) tra cui la famosissima pittura della Dama Bianca uno dei pochi siti accessibili al pubblico tra gli 8000 documentati nel massiccio.

Namibia - SuricatiAlloggiamo al vicino Brandberg White Lady Lodge (064 684004), dove organizziamo con una guida un trekking di circa 5 ore nello Tsisab Ravine. Dopo circa un’ora di cammino arriviamo al Maack’s shelter dove si trova la stupenda pittura in cui spicca la Dama Bianca. Non è certo si tratti di una donna. La figura è alta 40 cm, tiene in una mano un arco con frecce e nell’altra quello che sembra essere un calice di vino (un’azienda vinicola sud africana non ha esitato sull’interpretazione del calice riportando la Dama Bianca sulla sua etichetta). L’origine della pittura è ancora molto incerta ma si presume risalga a 16000 anni fa.

Proseguiamo nella Tsisab valley per un sentiero sempre più impervio tra splendide pareti di roccia, dovendo superare grandi massi in prossimità del burrone, sui quali gruppi di procavie amano crogiolarsi al sole. Incontriamo altri siti di arte rupestre prima di raggiungere la cima. Il paesaggio è bellissimo e la montagna si tinge di diversi colori man mano che passano le ore; al tramonto la parete di granito si accende di rosso come fosse in fiamme, da qui il nome “montagna di fuoco”. Stanchi ma felici dell’arrampicata, ritorniamo al nostro accogliente, piccolo lodge, dove un buffo suricati alla finestra ci da il benvenuto.

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