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Ushuaia, Patagonia, la città alla fine del mondo

Finalmente a Ushuaia, la città più a sud del mondo, tra i venti battenti della Patagonia argentina.

Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide in Sudamerica. Leggi l’itinerario completo qui »

Partenza la mattina presto dopo 24 ore di Rio Gallegos: bus tutto sommato scalcinato in confronto ai precedenti, 14 ore per arrivare a destinazione, Ushuaia, la città (o sarebbe meglio dire, il paese) più a sud del mondo. Il pullman che mette in moto accende anche un’adrenalina pazzesca, una sensazione irreale di emozione mista a stordimento.

Il viaggio è lungo. Per arrivare alla punta della Patagonia argentina è necessario passare la frontiera con il Cile, attraversare con il traghetto salutati dai delfini (nella foto) lo stretto di Magellano per poi rientrare in Argentina. Qui trovate la mappa che aiuta a comprendere meglio come è fatta questa piccola fetta di territorio.

stretto di Magellano
© Davide Fracasso

Argentina, Cile, Argentina: poi le ultime ore fino alla meta. Ushuaia, città più australe al mondo, capoluogo della provincia argentina della Terra del Fuoco, circondata dalle montagne che si specchia nel canale di Beagle.

Nonostante ci arrivi a fine Novembre, che corrisponde in pratica all’estate in Argentina, la temperatura di notte è sotto lo zero e imperversa un vento battente che non ti abbandona mai: risultato, abbattuto e due giorni di febbre e cioccolate in ostello.

La città è piccola, intorno ai 70.000, abitanti, trampolino di lancio per chi si vuole avventurare verso Capo Horn e il Polo sud, tentazioni fortissime, quasi quanto i costi per andarci, che non scendono al di sotto delle migliaia di euro: peccato. Si può sempre provare però a chiedere a qualche peschereccio prezzi di favore.

Ushuaia è piccola, ma ci vuole talmente tanto per arrivarci ed è così difficile farlo che meno di tre giorni non si può stare, sia perché andare via è altrettanto complicato (pochi pullman, due volte a settimana) sia per godersi queste atmosfere australi: in più la città è vicina al Parco Nazionale della Terra del Fuoco, dove passare almeno una giornata nel silenzio e nella pace della natura patagonica.

ushuaia, patagonia
© Davide Fracasso

Ostelli: non abbiate paura, non rimarrete al freddo nelle lunghe notti, ci sono un sacco di casupole pronte ad ospitarvi. Vi segnalo la Aijpel Guest house, per chi voglia concedersi un’ottima accomodation da 20 euro a notte; per i più spartani in cerca sempre di ostelli, prezzi stracciati e caciara andrà più che bene il Freestyle Backpackers Hostel. Dove starete è importante, perché in un luogo così freddo e ventoso dovrete concedervi ampie soste e momenti di relax: e la sera sarà tutta una scoperta, ma al calduccio in qualche ristorantino o nell’ostello, appunto.

Il tempo scorre lento nella città patagonica, alcune ore usatele per il Glaciar Martial, attrattiva non così sbalorditiva ma meritevole di una tranquilla passeggiata, a 7 km dal centro di Ushuaia.

La lentezza scandisce le ore, ma è dura non provare malinconia quando si va via alle prime luci dell’alba, unico orario possibile in cui ripartire: è un luogo dove è difficile tornare due volte, ma è bello lasciare aperta una porticina e pensare di poterlo fare.

Mentre riparto su un bus improbabile alla volta della Patagonia cilena leggo una scritta sul muro della città:

Ushuaia, fin del mundo principio de todo.

Il viaggio di Davide in Sudamerica continua nella Patagonia cilena »
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