Isole Far Oer, Danimarca: 5 motivi per andarci

Isole Far Oer Saksun, isole Far Oer

Le isole Far Oer (Fær Øer) sono un mondo a parte. Un po’ Irlanda, un po’ Norvegia, un tocco di Islanda, diciotto isole, poche persone e migliaia di pecore, neanche un albero per questo arcipelago battuto dai venti e dalle mareggiate, verdissimo e montagnoso, un concentrato del meglio che il nord Europa sa dare: scogliere e fiordi, natura incontaminata, casette deliziose con i tetti coperti di erba, e quella malinconica cupezza solitaria che solo i paesaggi nebbiosi possono portare in dote. Se amate il silenzio, gli ampi spazi, e vi piace la sensazione di essere piccoli piccoli di fronte agli elementi, ecco le isole Far Oer non hanno rivali.

Isole Far Oer: Mikynes e scogliere di Vestmanna

Mikynes è la più occidentale della isole Far Oer, vi sorge un piccolo villaggio abitato solo in estate. Si può raggiungere in elicottero o, in modo più tradizionale, con una traversata di una mezz’ora dal porto di Sorvagur. Già il tragitto vale la fatica: il battello sfreccia sul mare grigio lambendo scogli e isolotti deserti che sembrano scaglie di drago, archi di roccia e falesie. Una volta sbarcati nell’unico, piccolo approdo il consiglio è di dirigersi verso il faro, sulla punta occidentale dell’isola. Nel tragitto avrete la possibilità di ammirare l’enorme quantità di uccelli nordici che popolano quest’isola, tra cui i deliziosi pulcinella di mare. La passeggiata presenta qualche tratto difficile perché intagliato nella scogliera a strapiombo, ma per lo più il sentiero procede in un ampio vallone verdeggiante dove le pecore pascolano libere. Il faro, da cui si gode un panorama strepitoso, è costruito su uno scoglio separato dall’isola principale: il collegamento è garantito da un ponte di ferro. Una volta arrivati, godetevi il silenzio e la spettacolare, solitaria vista sull’isola che si allunga in mezzo alle onde. Non troverete panorami paragonabili così facilmente! Nel piccolo villaggio esiste un bed and breakfast e un bar, il The Locals, che serve dolci fatti in casa (tra cui ottime crepe con marmellata al rabarbaro) e bevande calde: ne avrete bisogno!

Isole Far Oer: Torshavn e Kirkjubour

Torshavn ospita la sede del Governo (un palazzo di legno bianco che si confonde completamente con le altre case appena alle spalle del porto) e quello del parlamento della Far Oer, che sono una nazione costituiva della Danimarca ma di fatto sono praticamente indipendenti (e non fanno parte della UE). La sede del Parlamento si trova sulla punta della penisola di Tinganes, in pieno centro, nella parte più antica della cittadina: perdetevi tra le case di legno, i piccoli cortili, ammirate i tetti coperti di torba sui cui cresce l’erba e sbocciano piccoli fiori gialli. La penisola divide in due il porto di Torshavn, crocevia commerciale importante nelle rotte del nord, su cui veglia il forte di Skansin, che merita un giro. Per un pranzo veloce, a pochi passi nell’interno, il Brell caffè prepara piatti caldi, soprattutto a base di agnello, torte e biscotti. Non serve però alcolici.
Il vero pezzo forte della zona però è il vicino villaggio di Kirkjubour, il principale sito archeologico faroese: qui, in un contesto naturale drammatico, affacciato sul mare e con una vista aperta su scogli deserti e selvaggi, sorgono le rovine della Cattedrale di San Magnus, antica chiesa cattolica in pietra, abbandonata dopo il passaggio al protestantesimo e, a pochi passi, la chiesa di Chiesa di Sant’Olav, il più antico luogo di culto luterano dell’arcipelago. Oltre a questo, nel piccolo borgo, esiste la più antica casa ancora abitata del mondo, la Kirkjubøargarður.

Isole Far Oer: Kirkjubour

Kirkjubour

Isole Far Oer: Gásadalur

Gásadalur è un gioiello. Questo minuscolo villaggio si trova sull’isola di Vagar ed è collegato al resto del mondo da una strada solo dal 2006, quando è stata conclusa la galleria carrozzabile che ha portato le auto anche lì. Prima il paese poteva essere raggiunto solo a piedi o, in condizioni di mare calmo (quasi impossibili), in barca. Il villaggio sorge su una scogliere a picco sul mare, in un ampio vallone, costruito ai bordi di un torrente che si getta in mare in una sottile, elegante cascata. Il paesaggio dalla scogliera di fronte, dove si trova l’imbarcadero (in cima a una rampa di scalini scavati nella roccia) sembra dipinto da un pittore manierista: è semplicemente troppo perfetto.
Come nella maggior parte dei piccoli borghi delle isole Far Oer, anche a Gásadalur non esiste un luogo dove mangiare, in compenso a pochi chilometri troverete lo stupendo Cafè Fjoprdoy: un locale ricavato in un vecchio magazzino/emporio, tra le scaffalature e il bancone d’epoca, al posto di corde, chiodi, materiale da pesca e per la riparazione delle imbarcazioni, compaiono oggetti di modernariato, prodotti in lana in vendita (di altissima qualità, come ovunque nell’arcipelago), e diversi tavoli. Fatevi tentare dal salmone, è eccezionale! Sulla strada il vicino villaggio di Bour vale una passeggiata tra le belle case con vista sulla baia e sugli scogli aspri attorno all’isola di Vagar.

Gasadalur

Gasadalur | Foto di Felipe Tofani (CC BY-SA)

Isole Far Oer: Vidareidi

Vidareidi non ha in realtà nulla di particolare, a parte una bella chiesa bianca affacciata sul mare e lambita dalla nebbia, che sembra uscita fuori da un thriller. Il mio consiglio è di andare fino a Vidareidi per assaporare veramente cosa significhi vivere in un luogo come le isole Far Oer. Questo villaggio, il più settentrionale dell’isola, si trova nella remota isola di Viðoy, l’ultimo lembo di terra collegato da strade o tunnel alle isole maggiori. Per raggiungerlo si devono percorrere un paio di tunnel a senso unico scavati nella roccia, privi di semaforo. Se si incontra un’auto che viene in senso opposto, uno dei due dovrà attendere il passaggio dell’altro infilandosi in una delle nicchie scavate ai lati. Così un tunnel di poche centinaia di metri diventa molto lento da percorrere.
Una volta arrivati non troverete neanche un luogo per passeggiare tra le case, ma si può arrampicarsi verso la vetta del Villingadalsfjall, il rilievo principale della zona: in vetta avrete un’overdose di vertigini, ma già dal basso le linee consumate dagli elementi di questa isola, le altissime scogliere e la poetica desolazione di questi luoghi vi lasceranno senza parole.

Isole Far Oer: Saksun

Il piccolo borgo di Saksun è al capo opposto rispetto a Torshavn dell’isola di Streymoy, la più ampia e popolosa dell’arcipelago. La peculiarità di questo luogo è che sorge a ridosso di un’ampia insenatura in cui si getta un pittoresco torrente, e l’insenatura è divisa in due da una gran spiaggia di sabbia e rocce nere, che unisce i due bordi del piccolo fiordo: una parte dell’insenatura quindi è un lago d’acqua dolce, mentre l’altra si apre sull’oceano. La vista sul golfo con le antiche case di pietra con i tetti coperti d’erba è meravigliosa, e la passeggiata nella valle e lungo l’ampia spiaggia è assolutamente consigliata.
Un’altra meta da non perdere a Streymoy sono le scogliere di Vestmanna: partendo dal borgo omonimo un battello vi poterà a ridosso di queste falesie nere, punteggiate di macchie di erba e muschio, tra insenature nascoste, spiaggiette deserte e cascate: la sensazione di essere precipitati in una saga fantasy è assicurata. Per mangiare qualcosa da queste parti non perdetevi il ristorante del tourist center: per poche corone faroesi potrete gustarvi un’ottima zuppa di pesce e verdure e una Föroya Bjór, la birra locale, rigorosamente ambrata e dal gusto rotondo e pieno.

Vi fornisco ora qualche consiglio pratico: alle isole Far Oer può fare molto freddo, anche in estate. Durante il mio viaggio sull’arcipelago, in pieno luglio, la temperatura non ha mai superato i 10 gradi, neanche negli angoli più riparati dal vento. In quelli più esposti ci si avvicinava allo zero. Il meteo è imprevedibile e può essere diversissimo da un angolo all’altro della stessa isola o dalla mattina al pomeriggio, però state sicuri che ogni giorno pioverà almeno un poco e sarete investiti dalla nebbia o da una nuvola bassa che abbraccerà la montagna su cui avete deciso di avventurarvi. Un istante dopo, però, aspettatevi il sole.

Dove dormire alle isole Far Oer: le soluzioni più comode ed economiche sono l’affitto di un appartamento (ce ne sono di stupendi) oppure la Guesthouse undir Fjalli & Marknagil, uno studentato che in estate viene utilizzato come albergo e che, oltre alla prima colazione, per una cifra abbordabile offre anche la cena.

Come arrivare alle isole Far Oer: dall’Italia non esistono voli diretti, lo scalo è necessario a Copenhagen, Londra o Bergen e i voli sono tutt’altro che economici, come la maggior parte degli alberghi. Qui potrete valutare le offerte più economiche.

Le isole Far Oer non sono il luogo adatto per chi desidera fare baldoria: l’unico pub degno di questo nome in tutto la nazione è a Torshavn, la capitale, una metropoli di 20mila abitanti scarsi. Qui troverete anche qualche ristorante, di qualità e molto cari, e diversi fast food. Se cercate svago e musica, c’è la Nordic house, un bell’edificio di legno e vetro su una collina, con un bel programma di concerti a tema classico.

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