Shirakawa-go e la valle del fiume Shogawa

Shirakawa-go Foto di Daniela Travaglini (CC BY-NC)

Shirakawa-go, con la vicina regione di Gokayama, si trova nella valle del fiume Shogawa, ai piedi delle Alpi giapponesi, tra le prefetture di Gifu e Toyama. Gli antichi villaggi immersi nella natura sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1995 e sono famosi in tutto il mondo per le gassho-zukuri, case tradizionali dai grossi tetti di paglia spioventi che servivano a sostenere le forti nevicate della zona, alcune delle quali hanno più di 250 anni. Tali costruzioni erano le antiche abitazioni dei contadini che si dedicavano alla coltivazione dei campi e alla produzione di seta. Ancora alla fine del XIX secolo si contavano più di 1800 di queste abitazioni, ma già nella prima metà del XX erano diventate circa 300, questo principalmente a causa dello spopolamento della zona, ma anche perché il loro mantenimento era ed è ancora piuttosto dispendioso.

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Il villaggio più grande e turistico della zona di Shirakawa-go, con circa 600 abitanti, è Ogimachi, una delle mete più gettonate, un luogo squisitamente turistico: è di fatto un villaggio “finto”, nel senso che qui è dove sono state trasportate e ricostruite le vecchie abitazioni gassho-zukuri abbandonate dai contadini e che man mano andavano cadendo in rovina. Tutto qui sembra fatto per suscitare stupore e attrazione da parte dei numerosi visitatori. E ci riesce. Tutto è artefatto e allo stesso tempo estremamente reale, e il contesto in cui è stato sviluppato questo progetto è di un incanto unico. Una valle incastonata tra le montagne, intorno a noi soltanto il verde tra i monti e l’azzurro del cielo.

Nonostante i tanti turisti, l’atmosfera della zona rimane speciale, sembra di fare un salto nel Giappone rurale d’altri tempi. Prendetevi il tempo per scoprire, oltre alla bellezza naturalistica del luogo, la vita durissima che raccontano queste case, regolata dalle stagioni e fatta di lavori pesanti e di condizioni estreme. Qui potrete capire meglio come fosse la vita in Giappone prima della rivoluzione tecnologica e della globalizzazione.

villaggio Giappone

Foto di Daniela Travaglini (CC BY-NC)

Arriviamo nel primo pomeriggio e ci dirigiamo verso il Minshuku (221 Ogimachi), alloggio tradizionale che ci ospiterà per la notte: diverse delle antiche abitazioni gassho-zukuri sono state infatti riconvertite in alloggi per turisti, e dormire in una di queste antiche case, in un clima assolutamente famigliare, è un’esperienza unica che permette di vivere al meglio il villaggio e di conoscerlo in un’atmosfera più intima. Il Minshuku ha poche stanze e tutte senza chiave: la sensazione è proprio quella di stare in famiglia.

Attraversando il bellissimo ponte sospeso sul fiume si raggiunge il Gassho-zukuri Minkaen, museo a cielo aperto dove sono state collocate 25 case abbandonate, e rese accessibili al pubblico. Le case sono molto grandi e di solito si sviluppano su tre o quattro piani, progettate per famiglie numerose, e il piano superiore veniva solitamente adibito all’allevamento dei bachi da seta.

Minshuku

Foto di Daniela Travaglini (CC BY-NC)

Per avere una meravigliosa vista d’insieme del villaggio, vi consiglio di arrivare fino all’Osservatorio Tenshukaku, raggiungibile con un autobus che parte ogni ora dai pressi della Wada-ke, antica residenza aperta al pubblico, oppure con 15-20 minuti di passeggiata tra le campagne. Il paesaggio vi stupirà.

Di sera, il villaggio cambia completamente aspetto. Le strade si fanno man mano più vuote e silenziose, i negozi di souvenir e i ristorantini cominciano a chiudere, ci si sente completamente soli. Torniamo nella nostra stanza, l‘okaasan, la padrona di casa, ci chiama per la cena: lo spettacolo che ci accoglie è quasi commovente, la cura nella presentazione e la gentilezza dimostrataci è un motivo di continuo stupire in questo paese. La cena è deliziosa e la gustiamo in compagnia di una simpatica famiglia giapponese. È una serata piacevole e l’atmosfera è rilassata.

shirakawa-go di sera

Foto di tsuda (CC BY-SA)

Il giorno successivo vi consiglio di proseguire il viaggio in questa vera e propria “valle incantata”, fino a Gokayama dove troverete un villaggio ancora più incontaminato, e visitare i villaggi di Ainokura e Suganuma, ancora poco assediati dal turismo di massa. Ainokura in particolare è il villaggio più remoto della regione Gokayama, mentre Suganuma si compone di due aree: il villaggio Suganuma e il Gokayama Gassho no Sato.

Come arrivare a Shirakawa-go. Siamo partiti dalla bellissima e futuristica stazione di Kanazawa, dove abbiamo preso l’autobus Nohi che può essere preso anche da Takayama. Il viaggio dura circa 50 minuti da Takayama (2,600 Yen; a/r 4,600 Yen) e 75 da Kanazawa (2,000 Yen; a/r 3,600 Yen).

Dove dormire a Shirakawa-go: Shiroyamakan