Weekend a Zwolle, Urk e piccole città neerlandesi

Paesi Bassi: Urk Paesi Bassi: Urk | edwin hoek (CC BY-NC)

Un territorio pianeggiante dalla natura sconfinata, paesaggi agresti e mulini a vento come in un quadro. Basta spostarsi di poco dalla grandi città olandesi dall’architettura futuristica, per scoprire i lati più autentici, tradizionali e incontaminati dei Paesi Bassi. Tra le province di Overijssel e Flevoland, dedicate almeno due giorni alla visita di Zwolle, Kampen, Urk e Ghiethoorn.

Noleggiate un’auto e indossate abbigliamento comodo, anche in estate ricordate la giacca a vento: il clima è mite ma le precipitazioni sono frequenti. Anticipate le vostre abitudini, nei paesi del nord Europa gli orari di apertura e chiusura di esercizi e monumenti differiscono all’Italia.

DOVE DORMIRE. Utilizzate la vicina Kraggenburg come base per pernottare. Hotel van Saaze, completamente rinnovato nelle stanze, dispone di ristorante di cucina locale, ottimo rapporto qualità prezzo.

Primo giorno: Zwolle e Kampen

Ore 9:30. Partenza alla volta di Zwolle capoluogo della provincia di Overijssel, raggiungibile da Kraggenburg in 30 minuti. Si hanno notizie di primi agglomerati fin dal 1040, fece parte della Lega Anseatica ed ebbe grande risonanza nel medioevo, quando divenne importante centro culturale. Passò sotto il dominio di Carlo V e nel 1580 vi si affermò il luteranesimo. Ebbe il suo massimo splendore nel XVII secolo, a testimonianza gli splendidi palazzi e chiese gotiche visibili in loco.

Parcheggiate l’auto e dirigetevi nel centro storico, partendo dalla Porta dei Sassoni (Sassenpoort), simbolo della città, perfettamente conservata. Prezioso esempio di porta medievale risalente agli inizi del XV secolo, è stata inserita dall’UNESCO tra i cento monumenti più importanti dei Paesi Bassi. Originariamente svolgeva funzione difensiva, successivamente intorno il 1592, a seguito di modifiche e aggiunte alla fortificazione, fu adibita a prigione fino al 1739 per poi diventare monumento protetto nel 1967. È visitabile al suo interno.

Spostatevi verso est e visitate la vecchia Sinagoga (Synagoge), bell’esempio di architettura risalente alla fine del XIX secolo. È considerata tra le più belle meglio conservate sinagoghe dei Paesi Bassi, sopravvissuta ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Soffermatevi al suo interno, troverete pareti sfarzosamente decorate color oro.

Zwolle

Zwolle | Foto di Will Bakker (CC BY-NC)

Camminate in direzione nord-ovest su Grote Markt, raggiungerete il Municipio datato 1448 e la vicina Grote of Sint-Michaëlskerk, cattedrale cattolica dedicata a San Michele, patrono e santo protettore della città. La chiesa fu edificata tra il 1406 e il 1466 su una costruzione di epoca romanica. Presenta tre navate al suo interno in stile gotico inferiore. La torre più alta della chiesa, fu gravemente danneggiata dal costante abbattersi di fulmini, tanto che crollò dopo un incendio nel 1682 ed al suo posto fu costruita una sala concistoro di forma ottagonale. Soffermatevi ad ammirare l’organo progettato dal costruttore tedesco Arp Schnitger e il pulpito ad opera di Adam Straesz, iniziato nel 1617 e terminato nel 1622. Recentemente sono stati rinvenuti sei sepolcri, utilizzati per la costruzione di un impianto di riscaldamento centralizzato nella sezione alta del coro.

Uscendo dalla chiesa, noterete una scultura in vetro raffigurante l’arcangelo Gabriele alta più di tre metri, realizzata nel 2010 con blocchi di vetro dall’artista Herman Lamers. Proseguite verso ovest, alla volta della torre De Peperbus, punto di riferimento di Zwolle, alta 75 metri e visitabile all’interno. In stile tardo gotico, appartiene alla Basilica di Nostra Signora dell’Assunzione. Fu costruita tra il 1454 ed il 1463 a seguito del crollo della torre della Grote of Sint-Michaëlskerk, con l’intento di dare una nuova torre alla città. Nel 1815, un incendio bruciò la parte superiore, fu restaurata applicandovi un tetto a cupola di stile neoclassico. Tra il 2002 ed il 2005, ha subito diverse ristrutturazioni e nel 2004 sono stati collocati quattro nuovi orologi, rendendola il più grande carillon dei Paesi Bassi.

Adiacente la Torre, trovate la Basilique Notre-Dame-de-l’Assomption de Zwolle, chiesa cattolica realizzata in 4 fasi: tra il 1394 ed il 1399 fu creato il coro, successivamente il transetto e la parte est della navata nel 1417; lavori interrotti e ripresi nel 1452. Nel 1580 il cattolicesimo fu bandito e l’edificio fu utilizzato a scopi civili, ma nel 1809 fu restituito alla Chiesa cattolica. Si fa notare lo splendido organo che conta 38 registri e tre tastiere più una pedaliera, del 1697.

Ore 12. Brunch presso la Brasserie Jansen, piatti tipici olandesi ed internazionali. Nota importante: la maggioranza dei ristoranti olandesi non posseggono menu in lingua inglese, consigliabile munirsi di traduttore o dizionario, onde evitare fraintendimenti.

Esplorate quindi i vicoli seguendo il perimetro del fossato che delimita il centro, ammirate le splendide fortificazioni. Per lo shopping gastronomico, non perdetevi specialità locali quali i biscotti Blauwvingerkoekjes, le caramelle Balletjes, la senape di Zwolle e il formaggio Peperbuskaas.

Zwolle

Zwolle | Foto di Daniela Bardi (CC BY-NC)

Ore 14. L’itinerario riprende direzione sud, verso il Museum de Fundatie, avveniristica architettura che magistralmente fonde lo stile neoclassico datato 1838 di Eduard Louis de Coninck nella parte inferiore dell’edificio (ospita opere di Vincent van Gogh, Piet Mondrian, Chagall), e uno spazio espositivo nella parte superiore chiamato The Eye della superficie di mille metri quadrati, dalla sorprendente forma ellittica. È ricoperto di mattonelle bianche e blu, tra le quali spicca una grande finestra ovoidale da cui si beneficia di una panoramica sulla cittadina. L’opera architettonica moderna è frutto dell’architetto olandese Hubert-Jan Henket e generalmente accoglie mostre temporanee.

Ore 15. Prendete l’auto destinazione Kampen, piccolo centro abitato ubicato sulla riva sinistra del fiume Ijssel, sempre nella provincia di Overijssel, considerato tra i centri storici meglio conservati del Paese, raggiungibile in circa venti minuti. Si registrano tracce di prime abitazioni dal 1150, ma ufficialmente viene menzionata come città intorno al 1227. Data la posizione strategica, Kampen fu importante centro commerciale. Conosciuta come la “Rotterdam del medioevo”, possedeva una cospicua flotta di navi da carico. Si unì alla Lega Anseatica nel 1441.

Attraversate il possente ponte parcheggiando l’auto lungo la riva del fiume. Incamminatevi alla porta del mercato del grano (Koornmarktspoort) la più antica della città, e spostandovi in direzione sud-ovest noterete la Chiesa Superiore (Bovenkerk), la più grande costruzione religiosa protestante di Kampen, dall’interessante organo monumentale. L’edificio è in stile gotico, eretto su una preesistente chiesa romanica del XII secolo dedicata a San Nicola. Alla fine del XIII secolo furono realizzate modifiche di stile proto-gotico, e alla fine del XIV secolo subì un ennesimo stravolgimento ad opera del Maestro Rutger da Colonia, che ricostruì il coro a deambulatorio con cappelle radiali. All’inizio del XV secolo, si modificò il piedicroce diventando a cinque navate. Nel 1516 fu innalzata la torre della facciata e si presume che venne ultimata nella seconda metà del XV secolo.

Orientatevi a nord verso Vispoort (Porta del pesce), raggiungerete la vecchia fabbrica di sigari oggi divenuta Museo (Sigarenfabriek De Olifant), dove è possibile vedere il sigaro più lungo del mondo.

Kampen

Kampen | Foto di Daniela Bardi (CC BY-NC)

Mantenete la direzione lungo Oudestraat, arriverete al Municipio costruito tra il 1345 ed il 1350 in stile gotico; nel 1543 fu ristrutturato in stile tardo gotico con aggiunte di elementi di epoca rinascimentale. È disposto su due piani a base quadrangolare, adiacente c’è una torretta a base quadrata con fini merlature ed un bulbo sopraelevato di forma ottagonale. La facciata ovest mostra una balaustra traforata arricchita da statue e baldacchini. Ospita il Museo Civico (Stedelijk Museum), che propone una collezione di argenteria, e materiale storico/informativo che ripercorre la storia della città.

In prossimità del municipio, vedrete la Nieuwe Toren, torre costruita su una precedente cappella andata distrutta nel 1646. La sua ricostruzione è stata più volte interrotta, l’inizio lavori risale al 1649 e l’ultimazione al 1663. Mostra quattro orologi posti su ogni lato e un carillon composto da 40 campane. Curiosità: durante l’estate, noterete appesa alla cuspide di una delle facciate, la sagoma di una mucca. I cittadini di Kampen raccontano divertiti la leggenda che aleggia intorno a questa bizzarra scultura: si narra che, ultimati i lavori di costruzione, fosse cresciuta dell’erba rigogliosa sulla cima della torre e che l’amministrazione comunale decise di non mandare perduto quel prato ma di sfruttarlo, issando una mucca sulla cima per farla pascolare. La mucca morì strangolata prima ancora di arrivarci, ed è così che viene ricordata ogni anno.

Ore 18. Passeggiate alla scoperta della cittadina, non trascurando di percorrere la riva del fiume, dove sono ormeggiate barche storiche, apprezzerete la De Kamper Hanze Kogge, fedele replica di una nave mercantile medievale.

Ore 19. Per la cena provate De Stadsherberg Kampen, struttura con privilegiata vista sul fiume Ijssel, piatti della cucina tradizionale olandese ed europea, oppure Herberg de Bonte Os, dietro Nieuwe Toren, propone cucina tradizionale, steakhouse e vasta selezione di birre in un ambiente informale dove intrattenersi dopo cena.

Secondo giorno: Urk e Ghiethoorn

Ore 9. Partenza per la pittoresca Urk, antico villaggio di pescatori distante circa venti minuti, nella provincia di Flevoland. Originariamente Urk era un’isola, ma nel 1942 a seguito del prosciugamento del polder Noordoostpolder, si unì alla terra ferma. Urk, vive in prevalenza di pesca in particolare quella dell’anguilla, ma è in forte incremento il settore turistico. Il villaggio è stato scelto per girare alcune scene del film Dunkirk del 2017, scritto e diretto da Christopher Nolan. Si sconsiglia di visitare Urk di domenica. I cittadini preservano l’abitudine della giornata di riposo tramandata dalla fervente e rigorosa religiosità protestante, di conseguenza la quasi totalità degli esercizi rimane chiusa.

Parcheggiate in prossimità del porticciolo. Dalla banchina scorgerete una fontana raffigurante un’orca assassina, che spruzza acqua ad intermittenza. Addentratevi nei ginkies (vicoli), tra piccole case schierate di legno e mattoncini rossi. Seguite la direzione sud ovest percorrendo Raadhuisstraat, fino al piccolo Museum et Oude Raadhuis, ospitato all’interno del vecchio Municipio, riconoscibile grazie alla vistosa boa rossa all’ingresso. All’interno oltre l’ufficio del turismo, si possono visionare foto e disegni che illustrano la storia di Urk.

Paesi Bassi: Urk

Urk | Daniela Bardi (CC BY-NC)

Poco più avanti, raggiungerete la Bethelkerk, l’edificio religioso più grande di Urk. Costruita nel 1851, subì svariati ampliamenti fino all’ultimo restauro del 1981. Al suo interno si trova lo splendido organo del 1792, originariamente realizzato per la chiesa cattolica romana di Ijsselstein, trasferito nella destinazione attuale nel 1910. La torre fu commissionata nel 1870, e nel 1910 venne sostituita con quella attuale.

Proseguite in direzione ovest sulla Wijk 3 e raggiungerete l’incantevole Chiesa sul mare (Kerkje aan de Zee) risalente al 1786. L’attuale edificio è costruito sull’area di una chiesa preesistente del 1600, che a causa delle maree si trovò isolata e circondata dalle acque, raggiungibile solo via mare. Le precarie condizioni in cui versava, costrinsero a demolirla e ricostruirla come appare oggi. La torre campanaria è del 1461, mentre l’orologio è del 1936. Dietro la chiesa, c’è il piccolo cimitero ben conservato, e un monumento commemorativo ai pescatori e marinai vittime del mare, che si affaccia su una spiaggetta.

Scendete lungo la Wijk3 direzione sud-ovest, proseguite fino alla Schoolstraat, ed arriverete all’incantevole faro bianco e rosso del 1837 visitabile al suo interno, simbolo della cittadina che domina da un’altura. Ammirate all’orizzonte le numerose pale eoliche che scenograficamente incorniciano il paesaggio.

Ore 12. Spendete la pausa pranzo da De Boet, elegante struttura dall’invidiabile panorama e piatti di pesce freschissimo; oppure da ‘t Achterhuis, locale affacciato sul porto che propone piatti di pescato fresco tipici della cucina locale in ambiente informale.

Ore 14. Partenza per Giethoorn, lontana da Urk circa 40 minuti. E’ un’incantevole cittadina quasi totalmente pedonalizzata immersa in un parco. Venne fondata nel XIII secolo dalla setta dei Flagellanti, originariamente il suo nome era Geitenhoorn (corno di capra), riferito alle numerose corna di capre selvatiche rinvenute nella zona nelle torbiere circostanti, tuttora raffigurate nello stemma del villaggio. Fino al 1973, Giethoorn era comune a se stante, venne incorporato a diverse municipalità, nel 2001 fu assorbita nel nuovo comune di Steenwijkerland.

Giethoorn

Giethoorn | Foto di Daniela Bardi (CC BY-NC)

Visitatela con calma, rimarrete estasiati dalla fiabesca bellezza del luogo: le piste ciclabili percorrono tutto il centro abitato e alle strade si succedono canali con attraversamenti e piccoli ponti (ben 176); le abitazioni dall’inconfondibile architettura, si affacciano sulle sponde dei corsi d’acqua, delimitate da giardini in una natura lussureggiante. È possibile visitare Giethoorn noleggiando una barca (con o senza autista), ma l’affollamento delle piccole imbarcazioni creano spesso ingorghi dai quali è difficile districarsi. Recatevi al Museo (Museum Giethoorn ‘t Olde Maat Uus), all’interno di una vecchia fattoria dell’Ottocento, dove ripercorrerete le origini della cittadina visionando stanze allestite con antiche suppellettili.

Ore 19:00. Per la cena fermatevi da Eetkamer van Giethoorn: ambiente ricercato, piatti tipici anche rivisitati, spazio gioco per i bambini; De Sloothaak, rustico e menu vario con piatti della tradizione e ricette internazionali.