Cosa vedere a Spalato, tra le mura di Diocleziano

© viaggionelmondo.net | Foto di Dimitri Patrizi

Perché Spalato? Perché c’è il mare, perché ci sono duemila anni di storia tutt’intorno e soprattutto perché è una delle città meno care di tutto l’Adriatico.

Tutto inizia con Diocleziano, l’Imperatore romano che nel 305, dopo aver riformato l’Impero, dopo aver scatenato persecuzioni di Cristiani qua e là e aver lasciato in eredità alla Chiesa cattolica la maggior parte dei martiri che venera tuttora, si ritira a vita privata in un palazzo fatto costruire vicino al porto allora fiorente di Salona. Il palazzo (noto come “Salonae Palatium“, cioè Il Palazzo di Salona – da cui verrà il nome Spalato) è enorme, ha mura poderose, ha un porticciolo tutto suo – è quasi una città intera: se lo gode poco, una decina d’anni, dopodiché muore e si fa seppellire nel mausoleo che aveva previdentemente fatto costruire nell’area del palazzo.

Passano gli anni, Salona decade, viene spazzata via dal tempo e soprattutto dalle varie invasioni: solo le mura del palazzo di Diocleziano rimangono e resistono – la gente del luogo si rifugia lì. Il palazzo, ormai abbandonato, è talmente grande che ci possono vivere tutti, al sicuro: è così che nasce Spalato che nel medioevo diventa dominio della Serenissima Venezia, acquistando quelle caratteristiche architettoniche che nel 1979 l’hanno fatta dichiarare Patrimonio UNESCO.

cosa vedere a Spalato

Spalato - © dimitri patrizi

La cosa incredibile è che oggi, in quel palazzo, ci possiamo ancora camminare: il centro storico di Spalato è, letteralmente, quel palazzo, tra le cui mura sono state ricavate case, botteghe, chiese, strade. A ovest delle mura romane, poi, l’insediamento si è ampliato nel Medioevo e oggi, al di là della piazza principale, Narodni Trg, si estende il delizioso quartiere di Veli Varos. Più a ovest, la città è protetta dall’ameno Colle Marijan; mentre a nord e a est la bellezza del centro storico si smarrisce sgomenta nei quartieri dell’epoca della Jugoslavia di Tito, dagli inquietanti casermoni in stile soviet. Per cui, l’esperienza nella seconda città della Croazia, si circoscrive all’interno di un’area ben delimitata.

L’ideale è arrivarci via mare, per godere del colpo d’occhio sulla facciata dei resti del Palazzo Imperiale – comunque l’aeroporto è a soli 12 km di distanza (in linea d’aria: in realtà la strada, un po’ tortuosa, vi fa arrivare in città dopo aver coperto una trentina di km) e raggiungere la città è molto comodo (da e per l”aeroporto l’autobus da prendere è il 37).

Cosa vedere a Spalato

A Spalato si può andare a zonzo a caso, e godersene il fascino particolarissimo, così, senza meta e guidati dal caso; ma è facile anche suggerire un percorso per ottimizzare i tempi. Iniziamo da uno sguardo d’insieme, dal porto: il vecchio braccio occidentale concentra i residui della vita un tempo molto più attiva dei pescatori e del mercato del pesce – oggi si è sviluppato invece il braccio orientale, scalo dei traghetti che attraversano l’Adriatico.

Dal porto, costeggiando il piccolo parco percorrendo Tomica Stine e Ban Mladenova, si arriva al quartiere medievale, Veli Varos. Qui la via principale, Bana Jelacica, è chiusa da un arco che vi immette nella piazza oblunga della Repubblica, Republike Trg: attraversando l’altro arco opposto al primo, si arriva al Mercato del Pesce cittadino. Andando dritti, poco dopo un negozio della catena Konzum, sulla destra si apre la piazza di Narodni Trg, dove i tavolini dei caffè tutt’intorno si contendono ogni spazio libero. Sul lato nord spicca la facciata del vecchio palazzo comunale, ma oltre la Porta di Ferro vi aspetta il Palazzo di Diocleziano, il cuore di Spalato, la fonte antica del suo fascino. Prima di varcarne l’arco, sbirciate se le scale che portano al tetto sono aperte: la vista sulla città antica è degna di una bella foto.

Appena entrati tra le mura di quel che fu l’ultima dimora dell’Imperatore e ora è dimora di tanti semplici cittadini, ma soprattutto labirinto di ristoranti, bar, localini e botteghe, ci sarebbe già da fermarsi, in via Bajamontijeva 3: alla Trattoria Bajamont il profumo del pesce alla griglia da innaffiare con un bel sorso di vino dalmata (o birra croata) vi tenterà invitandovi a sedervi. O cedete, o resistete annotandovi l’indirizzo, dove potete tornare per la sera: tenete presente infatti che la maggior parte dei locali nel centro storico si sono ovviamente adeguati al sempre crescente flusso turistico snaturandosi e soprattutto aumentando i prezzi.

Spalato, centro storico

© dimitri patrizi

Oltre la trattoria, il Palazzo e i suoi anfratti da esplorare: su tutti, da non perdere il Tempio di Giove, con tanto di sfinge egiziana, decapitata, ahilei, ma risalente al IV secolo d.C., probabilmente portata qui direttamente dall’Egitto di allora. La porta a Nord, detta “Porta Aurea”, vi lascia intravedere, oltre le mura, la statua di Gregorio di Nona: coll’Imperatore non c’entra niente, è stata realizzata nel 1929 per celebrare il vescovo che nel X secolo tradusse il messale romano in croato favorendo la cristianizzazione della terra, non ha niente di particolarmente notevole, se non le dimensioni (è alta 15 m. ), ma tutti vanno a vederla, perché, se gli accarezzi il piede, la credenza locale vuole che tornerai sicuramente a Spalato. Dicono poi che, miracolosamente, a differenza di quello che succede a San Pietro, a Roma, il piede della statua, nonostante i ripetuti struscicare e brancicare, non si sia ancora consumato. Sarà.

Il resto è tutto uno spettacolo di spazi antichi riadattati e resi a nuova vita: persino la sede della Banca di Spalato in centro conserva un pavimento romano da lasciare a bocca aperta; ma il pezzo forte sono i sotterranei del Palazzo. Dovete resistere al primo impatto: il vestibolo è ormai un suq di souvenir e improbabili pezzi artistici venduti ed esposti su bancarelle affastellate una addosso all’altra – ma la parte visitabile a pagamento invece merita il prezzo del biglietto d’ingresso. Umido ma suggestivo, tenendo presente che tutto è rimasto come ai tempi dell’Imperatore.

Nei periodo di maggior flusso turistico, potrà capitarvi la divertente esperienza di incontrare Diocleziano in persona: un gruppo di attori di strada, pagati dall’Ente del Turismo, circa verso mezzogiorno, improvvisa uno spettacolino pieno di humour con tanto di cambio della guardia imperiale, centurioni romani, tuniche, loriche e peplum. Drizzate le orecchie: se sentite un tamburo dal suono antico riecheggiare per le strade, l’Imperatore è vicino. Surreale.

Oltre i sotterranei, la Porta di Bronzo, antico approdo che dava un tempo direttamente sul mare per le imbarcazioni private dell’Imperatore, vi riporterà sul lungomare, “La Riva”: tenendovi le mura sulla sinistra, voltate l’angolo e sbucherete nel vivace e vitale Mercato della Verdura, animato e pieno di colori e profumi. Sotto le fronde di alberi secolari, nonostante sia chiamato il Mercato Verde, troverete di tutto – tutto quello che vi può servire e forse molto di quello che non vi serve a niente, come cappelli da turisti impilati in torri e i soliti giochini a pile che potete trovare ormai in qualsiasi meta turistica d’europa.

Per un aperitivo potete restare sulla Riva, anche se la strada litoranea è un po’ troppo trafficata; oppure ritornate a Palazzo. Un locale da suggerire è il Decumanus, i cui interni sono assolutamente d’epoca – romana, beninteso.

Da Konoba Vidakovi (20) in Brace Kaliterna 8 vi aspetta una bella cena, a base di pesce alla griglia, con tavoli all’aperto per la bella stagione. Dopodiché la serata continua tra le vie del centro storico, dove si affacciano locali cui basta qualche cuscino colorato e qualche candela sapientemente accesa tra le antiche pietre per creare un’atmosfera di sicuro impatto e assolutamente indimenticabile. Locali per tutti i gusti, ognuno troverà il proprio.

Avendo un giorno in più, una visita al sito archeologico di Salona è caldamente consigliata: l’area degli scavi è tra le più ampie d’Europa e una mattinata passa in fretta tra le rovine. Il resto della giornata merita di essere destinata a una bella passeggiata tra il verde del Colle Marijan, tornati in città: è il parco pubblico di Spalato, tra i più vasti d’Europa, coi suoi 168 ettari di pineta mediterranea, e vi offre, con un minimo sforzo, salendo per una dolce gradinata tra gli alberi, la possibilità di godervi una vista a 180 m. sull’Adriatico.

Mare a Spalato

Ciliegina sulla torta: anche se vi sembrerà tardi, andate in spiaggia. Bacvice, la spiaggia di Spalato, una delle poche sabbiose della costa, è com’è facile immaginare un po’ affollata, ma vi offre la possibilità di prendervi qualcosa di fresco verso sera nei baretti sul mare, mentre i colori del tramonto sull’Adriatico, la brezza, e i profumi  della sera vi faranno sentire i padroni del mondo. Anzi: gli Imperatori.
Se non vi basta, con 50 minuti di traghetto potete raggiungere Brac, l’isola che ospita la più bella spiaggia della Croazia.

Dove dormire a Spalato

Godetevi la suggestione di un soggiorno tra mura di diciassette secoli fa e prendere una camera all’Hotel Peristil Split, anche se non è una soluzione particolarmente economica. Se vi accontentate di alcune pietre prese dai resti antichi e recuperate come materiale da costruzione di una modesta casa poco fuori le mura, a cinque minuti di cammino dalla porta Nord, c’è l’Ostello di Spalato, dove spendete la metà.