Rifugi di montagna, idee per un capodanno alternativo

rifugi Capodanno© rifugio Lagdei

Se tirare le sei di mattina in discoteca con tacco dieci o incappare in patetici trenini con cappellini glitterati non fa per voi, se avete voglia di un’alternativa alla classica festa con amici e parenti, ecco una proposta originale: rintanarvi in un piccolo paradiso terrestre lontano dal caos: un rifugio di montagna.

Attenzione: festeggiare il Capodanno in un rifugio significa prima di tutto condivisione. Non esistono camere singole, generalmente si dorme in camerate, si mangia a tavola tutti insieme e in qualche caso i bagni sono in comune. Certo bisogna essere svelti a organizzarsi, non ci sono innumerevoli posti letto a disposizione, ma ne vale la pena: divertirsi ritrovando piaceri semplici e riscoprendo attività all’aria aperta non ha prezzo.

Di rifugi sulle nostre Alpi e sugli Appennini ce ne sono a bizzeffe, alcuni veramente sul cucuzzolo della montagna. Non tutti però sono aperti durante l’inverno, e solo alcuni organizzano il Cenone per l’ultimo dell’anno. Ricordate che la scelta del rifugio deve esser fatta con cura: valutate bene la vostra esperienza e capacità, e quelle di chi è con voi, le quote altimetriche e i relativi accessi. Informatevi sulle previsioni meteo e tenete conto che possono cambiare orari e condizioni tra il 31 dicembre ed il 1 gennaio: per cui, prima di prepararvi per il vin brülè chiedete il consiglio dei rifugisti.

Piccola guida ai rifugi

Per gli ecologici

In Lombardia a Valmalenco, in località Campo Moro, troviamo il Rifugio Zoia (2021 mt.). Facile da raggiungere (dal parcheggio auto, si sale a piedi in pochi minuti e per i bagagli si usa la teleferica) e ristrutturato di recente, rientra nelle strutture ecosostenibili: l’acqua viene infatti riscaldata giornalmente da pannelli solari. Riapre per la stagione durante il ponte di S. Ambrogio (7 dicembre) e propone un Capodanno all’insegna della natura, con ciaspolate e escursioni, e della buona tavola con i tipici piatti della Valtellina. Essenziali le sette camere, per un totale di venticinque posti letto, tutte rivestite in legno e ognuna con bagno. La prenotazione per l’ultimo dell’anno è minimo di tre notti. Il panorama semplicemente favoloso!

Per gli sportivi

In Valle d’Aosta, per chi ha gambe allenate, suggeriamo il Rifugio Arp (2446 mt.) nel comune di Brusson, località Alpe Palasinaz – Pian Fret. Di norma è aperto da fine maggio a inizio ottobre ma per il week end di Capodanno ha un programmino niente male, adatto a chi non ama la pigrizia. Il venerdì mattina, da Brusson si raggiunge il rifugio con la seggiovia per il primo tratto (fino a 2150 mt) e poi via con le ciaspole per due belle orette fino a destinazione. Dopo uno spuntino, e meno male, il pomeriggio è dedicato ai giochi: spazio alla discesa con i gommoni. La serata si conclude con la degustazione di liquori sotto il cielo stellato.

Per stare in famiglia

Rifugi montagna a Capodanno

In Piemonte il Rifugio Crosta (1751 mt.), gestito da Enrico e Marina, vi farà vivere in un’atmosfera casalinga. Situato in Val Divedro, è raggiungibile da Maulone o San Domenico per mezzo di ciaspole o sci alpino; su richiesta è possibile chiedere una guida per la salita. Il 31 dicembre, arrivati in loco si inizia con una spaghettata collettiva e dopo la sistemazione in camera si ha il pomeriggio a disposizione per oziare o dilettarsi sulla neve prima del cenone, seguito da brindisi di mezzanotte, falò e fuochi d’artificio. Per chiudere in bellezza un bel vin brülè, così il giorno dopo siete belli carichi per l’escursione!

Per stare in compagnia

Al centro delle Dolomiti, in Trentino-Alto Adige, all’interno dell’incantevole Parco Naturale di Fanes – Senes – Braies vi aspettano Petra e Max al Rifugio Fanes (2060 mt.). È l’ideale per un bel Capodanno di gruppo: dispone di ottanta posti letto e per gli ospiti è previsto un servizio di trasporto con gatto delle nevi da Pederü; i più disinvolti possono arrivare con gli sci o le ciaspole. Punto di forza è la cucina ladina, ma non mancano i piatti della cucina nazionale e internazionale. È quasi un regno a parte questo rifugio: davanti ad un buon bicchiere di vino si mescolano lingue diverse che convogliano in canti e cori a riscaldare il cuore e lo spirito. Il brindisi di mezzanotte, ravvivato dai fuochi, è sotto le stelle e dopo… la festa continua. Dal rifugio si possono inoltre organizzare escursioni di sci alpinismo oppure raggiungere gli impianti del comprensorio Dolomiti Superski, il top per sciare in Italia e non solo.

Per i più pigri

Prodotti tipici e convivialità sono il pallino anche dei rifugi degli Appennini: il rifugio Lagdei a 1250 mt., situato nell’omonima piana dell’Appennino Tosco-Emiliano e attorniato da un meraviglioso bosco, è a poco più di un’ora da Parma. Facile da raggiungere è l’ideale per i più pigri. Propone un pacchetto di due notti con cenone per il 31, oltre alle colazioni. Per il dopocena ognuno si organizza: chi si darà allo scopone scientifico, chi farà una romantica passeggiata nel bosco chi si distruggerà a palle di neve.