Cosa vedere a Petra: un itinerario passo passo

Petra, cosa vedere © Luisa Puccini
L’articolo fa parte del viaggio in Giodania di Lucia, qui puoi leggere l’itinerario completo »

Petra è probabilmente ciò che più è conosciuto e che più attrae della Giordania: paesaggi stupendi, archeologia, architettura, storia e, perché no, cinema. Chi può dimenticare l’ingresso di Indiana Jones nel Tesoro di Petra e la cavalcata finale attraverso il Siq?
Visitare Petra è una delle esperienze che chiunque dovrebbe fare nella vita, proprio per la sua capacità di soddisfare le passioni più disparate: amanti dell’archeologia, del trekking, della fotografia, delle escursioni a cavallo o sul dorso di un mulo.

PRONTI PARTENZA VIA

Entrando a Petra i primi monumenti che vedrete sono la Casa dei Djiin (I sec d.C.) e la Tomba dell’obelisco (I sec d.C.), ma ciò che per prima cosa vi toglierà il fiato è il Siq. Si tratta di un lungo canyon, uno stretto passaggio tra due pareti di pietra che con i suoi giochi di luce e ombra illumina i bassorilievi raffiguranti carovane di cammelli e busti dei re: a queste figure che giganteggiano su di noi spettava, e spetta tutt’ora, il compito di accompagnare i mercanti e i visitatori all’interno della città, di rendere nota fin da subito la grandezza e la magnificenza di Petra, la sua ricchezza e il suo potere.

Il Siq ci porta davanti al Tesoro, una monumentale struttura scolpita nella pietra tra il 100 a.C. e il 200 d.C. forse per ospitare la tombe di Areta III o dei suoi successori. La facciata manifesta le influenze dell’arte greca: non ha precedenti a Petra e solo la Tomba corinzia e il Monastero, o Tempio di El Deir, richiamano la sua forma. La struttura richiama un tempio ellenistico con quattro colonne che portano ad un pronao, uno spazio sacro che introduce al vero e proprio tempio. Al di sopra delle colonne troviamo trabeazione (una membratura orizzontale che sovrasta gli elementi verticali e sostiene quelli superiori), frontone e timpano (rispettivamente la cornice triangolare posta sopra la trabeazione e la superficie che la riempie) con testa di Gorgone, tutti elementi dei templi greci. Le stesse forme sono richiamate nell’ordine superiore, interrotte al centro da una tholos, ovvero un piccolo tempio circolare, sormontato da un’urna che si dice racchiuda il tesoro del Farone poiché sulla tholos è raffigurata Iside. I capitelli richiamano l’ordine corinzio, ma la decorazione floreale e lo stile richiamano quelli nabatei. Ai lati, su entrambi gli ordini, vediamo delle figure a cavallo e delle nike, cioè delle vittorie, alate, ricorrenti nell’arte greca.

Se si procede nella visita, si entrerà nella strada delle facciate, lungo la quale si trovano circa quaranta tombe scavate nella rocca in uno stile che ricorda l’architettura assira. Una in particolare non è scavata nella roccia, ma sormontata da una struttura a ziqqurat. Da qui si hanno due scelte…

» SE SALITE ALL’ALTURA DEL SACRIFICIO

Percorrerete una ripida salita sulle rocce rosse di Petra fino ad arrivare in cima al Jebel Madbah che i Nabatei spianarono per ottenere una piattaforma per i sacrifici e dei canali di scolo per il sangue. Se proseguite ancora vi troverete all’estremità dell’altura da dove potrete godere della spettacolare vista della parte romana del sito. Da High Place (l’altura del sacrificio è chiamata anche così), potrete scendere da una strada alternativa che vi porterà a una serie di tombe, triclini e templi, tra cui la fonte del leone (i Nabatei erano abilissimi nel catturare l’acqua tramite canali e cisterne e così riuscivano a rendere verde una zona desertica con giardini e fonti, addirittura si dice che ai lati di una delle Tombe Reali scorressero due cascate), la tomba del frontone spezzato, la tomba del rinascimento. Interessante è la tomba del soldato romano, collegata in antichità al triclinio che le stava di fronte tramite un giardino colonnato. Lo stile architettonico e le figure assomiglianti a soldati romani inducono a pensare che sia stata costruita in seguito alla conquista romana, cioè dopo il 106 d.C. Le sculture di legionari danno il nome alla tomba, mentre il triclinio è l’unico a essere decorato all’interno. La strada scende e porta dietro al Palazzo della Figlia del Faraone.

La via per High Place

© Luisa Puccini

» SE PROSEGUITE VERSO IL TEATRO

Immaginiamo invece di aver proseguito dritto al bivio per High Place: ci troveremo a percorrere la strada delle facciate e alla nostra sinistra si aprirà un teatro, costruito dai Nabatei circa 2000 anni fa e capace di ospitare circa 3000 spettatori, ampliato in epoca romana fino a poterne accogliere circa 8000. Lo spazio per l’orchestra era scavato nella rocca, mentre la scena retrostante, di cui restano pochi reperti, era stata costruita su ordini di nicchie.

Sul lato opposto si aprono le Tombe Reali, le più belle e importati del sito (sono circa 500 in tutta Petra). Sono state costruite nel complesso di Jabal al-Khubtah e tutte insieme, viste da lontano, ci regalano uno spettacolo di maestosità e imponenza. Le Tombe sono 5 e si può accedervi sia da destra che da sinistra. Immaginiamo di prendere la scalinata a destra che porta ai piedi della Tomba dell’Urna. Questa fu costruita nel I sec d.C. come tomba forse per Areta IV o per il figlio Malichus II. La tomba dispone di un grande terrazzo e di un porticato in stile dorico intagliato nella roccia. È formata da una stanza centrale sovrastata da tre camere minori. Nel V sec fu usata come Chiesa dai Bizantini e in seguito come archivio e tribunale, da qui il nome “dell’Urna”.

Spostandoci verso sinistra, incontriamo la Tomba della Seta e la Tomba Corinzia, che offre un’ibridazione tra lo stile nabateo del portico e quello ellenistico degli elementi decorativi del livello superiore. Incontriamo poi la Tomba del Palazzo, così chiamata perché richiama un palazzo romano, e, più staccata, la Tomba di Sesto Fiorentino, costruita tra 126 e 130 d.C. per un governatore romano.

Le tombe dei re

© Luisa Puccini

Uscendo dall’area delle Tombe Reali troviamo un altro bivio: salire sull’altura che permette di vedere il Tesoro dall’alto o scendere verso la Chiesa Bizantina, che merita una visita per i mosaici del pavimento.

Ci troviamo poi nella parte prettamente romana della città, a cui si accede tramite la strada colonnata di Traiano. Una volta superato il Ninfeo e percorsa la strada, sulla nostra sinistra c’è il Grande Tempio, costruito nel I sec a.C. e dedicato a divinità nabatee. Oltre troviamo le rovine di Qasr al-Bint, il Palazzo della Figlia del Faraone. Su queste alture è possibile anche individuare le rovine di un castello medievale. Da qui si può imboccare il sentiero, percorribile anche a dorso di mulo, che porta al Monastero. Poco dopo l’inizio della salita non perdete la Tomba dei Leoni alati, raggiungibile con una piccola deviazione sulla sinistra.

Una volta in cima (circa un’ora di cammino) davanti ai vostri occhi si aspre uno spiazzo con un chiosco sotto una grotta e tavoli e panchine. Se andate avanti e in fondo allo spiazzo vi guardate alle spalle, vedrete l’imponente struttura di al-Deir, il monumento più grande dell’intero sito. Fu costruito tra II e I sec a.C. dai Nabatei come tomba per re Obodas I, ma il suo nome è dovuto alle numerose croci bizantine ritrovate al suo interno. La struttura è simile a quella del tesoro, richiamante un tempio greco all’ordine inferiore e con una tholos a quello superiore, anche se la decorazione non è altrettanto ricca: non ci sono infatti sculture o fregi a decorarne le superfici.

Dal Monastero allungatevi ai punti panoramici che regalano la vista della valle oltre le colline di Petra. Affacciarsi alla precaria balaustra con la pelle accarezzata dal vento vi darà un senso di vertigine mentre guardate la valle aprirsi sotto di voi con il Monastero e Petra alle spalle. Godetevi, se la discesa al buio non vi spaventa, la luce del tramonto sorseggiando una limonata alla menta, ai tavoli del più antico “bar” di Petra costruito sulla sporgenza della roccia.

Petra al tramonto

© Luisa Puccini

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE PETRA

Dove acquistare il biglietto. Si può acquistare sia sul posto che sul sito visitjordan.com. Oppure c’è il Jordan Pass, un “biglietto universale” da comprare online che comprende, oltre al visto, l’ingresso per svariati siti e musei inclusa Petra.
Quanto rimanere a Petra. È possibile decidere di acquistare l’ingresso per 1, 2 o 3 giorni. Per visitare con calma luoghi e monumenti principali il minimo che consiglio sono 2 giorni e ricordate che è possibile entrare a Petra anche di notte (il lunedì, mercoledì e giovedì) e ammirare la città illuminata dalle candele (costo 25J).
Evitate di entrare senza cibo e acqua. Sarete circondati da bancarelle dove potrete acquistare tutto quello che vi serve, ma il prezzo è quello dei turisti, circa 1/3 più caro del normale.
Dove dormire a Petra. Se cercate il lusso consiglio il Mövenpick Resort a 50 metri dall’entrata di Petra. Una soluzione economica è il Saba’a Hotel, essenziale, pulito con bagno privato e terrazza panoramica, offre buona colazione e possibilità di pranzo al sacco.
Come arrivare a Petra. Raggiungete Amman con un volo low cost (su Skyscanner.it prezzi a partire dalle 200 €). Poi noleggiate un auto, spostarsi con mezzi propri in Giordania è facile e sicuro, in 3/4 ore (circa 245 km) sarete a Petra, potete optare per l’autostrada o la strada panoramica che passa per il Mar Morto. Oppure c’è l’autobus, il JETT Bus che costa 8,50JD o il minibus pubblico che costa 5JD.

A breve la prossima tappa dell’itinerario di Lucia in Giordania. Per non perdere i prossimi articoli segui la nostra pagina Facebook!