A Busan per mercati, spiagge, templi e musei

Busan, Corea del Sud Busan, Tom Page Creative Commons

Mettete insieme moderni grattacieli, mercati tradizionali, spiagge animate, templi buddisti in mezzo alle scogliere o sulle montagne e un enorme porto: ecco a voi Busan, la seconda città più grande della Corea del Sud, nonché il quinto porto al mondo per la movimentazione di container.

Per avere un’idea della vastità della città e soprattutto del suo porto, si può salire in cima alla torre di Busan, all’interno del parco Yongdusan. Più semplicemente, ci si può fermare sulla terrazza dalla quale si accede alla torre, che oltre ad offrire un bel panorama, è tappa obbligata per tutti gli innamorati: qui non solo si scattano fotografie e selfie romantici, ma si scambiano promesse attaccando lucchetti e cuori colorati alle ringhiere (oppa Moccia style!).

Un vero richiamo di Busan è il cibo: le strade del centro sono disseminate di baracchini dove, le signore locali sono felici di servire i loro ravioli al vapore, gli spiedini di pesce o i frittini misti di verdure. Sedersi a questi piccoli tavoli lungo i marciapiedi e assaporare queste specialità è un’esperienza decisamente imperdibile.

Ma l’esperienza più particolare che si può avere a Busan è quella del Mercato del pesce, il più grande di tutta l’Asia orientale. File e file di venditori, bancarelle, acquari con al loro interno pesci e crostacei di ogni varietà, anguille, lumache, calamari, granchi enormi, polipi. Meglio di una gita all’acquario! E nessun odore, se non quello dell’acqua di mare che i venditori lanciano continuamente sul pescato; ma soprattutto un vero e proprio fast food. Così fast che il cliente arriva, sceglie il pesce che vuole, sale al piano superiore e se lo fa cucinare in tempo reale nei numerosi ristorantini presenti. File di piastre e tavoli che si affacciano direttamente sulle acque del porto, dove poter assaporare il pesce più fresco che avete mai mangiato.

Dopo essersi rifocillati, si può prendere la metro e in venti minuti essere sui campi da beach volley della spiaggia di Gwangalli. Negli ultimi anni, questa spiaggia è diventata una meta obbligata per chi visita Busan, non solo per i numerosi divertimenti, ma soprattutto per la meravigliosa vista sul Gwangandaegyo Bridge, che attraversa la baia. Il ponte, soprattutto la sera, è molto suggestivo, con le sue luci colorate che si riflettono sul mare e le notizie che scorrono in tempo reale sui banner luminosi.

Se alla sabbia preferite gli scogli, prendete la metro e recatevi al tempio di Haedong Yonggungsa, uno dei pochi templi coreani situati lungo la costa. Costruito nel 1376 da un maestro buddista e ricostruito parzialmente nel 1970, il tempio offre un accesso al mare unico e suggestivo: 108 scalini che conducono fino in acqua tra le scogliere.

Un tempio altrettanto suggestivo, ma decisamente più tipico per la location è quello di Tongdosa, incastonato tra le montagne alle spalle di Busan (a circa un’ora di autobus dal centro). Questo tempio è uno dei più importanti siti buddisti della Corea poiché qui sono conservate le vere reliquie del Buddha storico. Le reliquie sono custodite in un altare circondato da una natura incontaminata, che rende il luogo ancora più suggestivo. Il tempio si concentra sulla divulgazione degli insegnamenti del Buddha mediante speciali funzioni religiose e in determinati periodi dell’anno offre ai credenti buddisti laici l’opportunità di sperimentare in prima persona la vita del tempio.

Infine, una tappa imperdibile per chi vuole comprendere meglio la Corea moderna e il ruolo chiave che ha ricoperto Busan nella storia del paese è il Busan Modern History Museum. Attraverso un tour cronologico su più piani, si scopre che Busan ha sempre avuto stretti rapporti commerciali col Giappone, anche dopo l’invasione nipponica del 1592 e la successiva guerra. Nel 1876, è diventata il primo porto internazionale del paese. Allo scoppio della guerra di Corea, la città è diventata la capitale provvisoria della Repubblica di Corea trasformandosi nell’ultimo bastione del potere nazionale e il ritrovo per numerosissimi rifugiati. Dal 1950 al 1980, Busan è stata poi il fulcro della ricrescita economica e del consolidamento della democrazia.

Tongdosa

Tongdosa, Ilaria Ugolini

Dove dormire. Busan è una grande città e offre diverse possibilità per l’alloggio. Un alberghetto senza pretese ed a poco prezzo è il Mirabell Motel nel quartiere cinese di Busan, dieci minuti a piedi dalla stazione centrale dei treni e degli autobus. Un’alternativa più chic è il Boutique Hotel YTT Nampo.

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