Praga incantata, itinerario tra fiaba e leggenda

Praga - CC Tim Adams

Alchimisti, formule magiche e folletti. Praga è la capitale europea della magia bianca, quella che parte dagli elementi della natura e che spesso genera miti intramontabili, qualche volta di pura fantasia e qualche volta riconducibili a eventi storici. Che abbiano un fondamento reale o meno, le leggende e le storie che ammantano la città ne fanno un luogo letterario straordinario e incantato. Ci addentriamo nello splendido centro storico, ricco di simbologie e storie da svelare.

Il quartiere ebraico

Affascinante zona di Praga, il quartiere ebraico custodisce la leggenda più popolare della città: nel 1580 Rabbi Low – rabbino realmente esistito e, come mito tramanda, dotato di poteri magici – ricevette in sogno l’ordine divino di creare un’entità che difendesse la comunità ebraica da una minaccia incombente. Con argilla, acqua, fuoco e aria, secondo un preciso cerimoniale, Rabbi Low realizzò la creatura, il Golem, che si animò solo dopo che il suo creatore soffiò su di lui l’alito di vita, chiaro riferimento alla creazione di Adamo.

Dopo un lungo periodo di fedele servizio, quando ormai per la comunità non esisteva più alcun pericolo, il Golem fu privato del soffio vitale e tornò ad essere materia. Oggi i suoi resti riposano nel sottotetto della Sinagoga vecchia-nuova del quartiere, la più antica d’Europa (1270) e, secondo la tradizione, in parte costituita da pietre portate in volo dagli angeli dal Tempio di Gerusalemme. Oltre a questa, merita una visita anche il cimitero di Praga, area monumentale di origine medievale simile alla “bocca spalancata di una vecchia strega sdentata”, come ha scritto Umberto Eco. Tra le migliaia di lapidi sovrapposte, quella dello stesso Rabbi Low, ancora oggi meta di pellegrinaggio per tanti fedeli e turisti che qui lasciano bigliettini di carta con impressi i propri desideri.

Dove mangiare. Anche il Restaurant U Golem può essere un’esperienza leggendaria, soprattutto per l’ottimo gulash.

Praga, Cimitero Ebraico

Praga, Cimitero Ebraico – Dino Quinzani CC

La piazza della città vecchia

A sud del ghetto, nel quartiere della Città Vecchia si trova un altro luogo mitico, la spettacolare Old Town Square. A cominciare dai nomi dei palazzi che vi si affacciano – All’unicorno d’oro, Alla volpe rossa, Alla stella azzurra, Alla campana di pietra e altri – qui tutto evoca il fantastico.

Lo stesso Orologio astronomico (1490) cela simboli e allegorie, tanto che, allo scoccare di ogni ora, folle di curiosi si accalcano sotto la torre per assistere al suo spettacolare meccanismo: la processione dei 12 apostoli, l’animazione impersonificata di vanità, morte, lussuria e cupidigia, i movimenti di sole, luna e segni zodiacali e il canto del gallo. E per finire, leggenda vuole che Hanus, il mastro orologiaio, fu accecato dopo averlo realizzato cosicché non potesse più riprodurne di uguali.

Sulla piazza spiccano anche le guglie della Chiesa di Santa Maria di Tyn, mirabile esempio di architettura gotica anch’essa custode di storie tenebrose. Tra cui quella dell’astronomo danese Brahe qui sepolto, morto probabilmente avvelenato ai tempi dell’impero di Rodolfo II. E così arriviamo al periodo di maggior concentrazione di narrazioni a metà tra realtà e fantasia, il regno dello stesso Rodolfo appunto, a cavallo tra XVI e XVII secolo.

Il Castello di Praga

Ossessionato dallo studio dell’alchimia, Rodolfo II, sotto il quale il Castello di Praga, fondato nel IX secolo, conobbe il suo massimo splendore, obbligò i suoi alchimisti servitori a lavorare notte e giorno per trovare la formula che tramutava materiali grezzi in oro e quella per la giovinezza eterna. I laboratori, ridotti nelle dimensioni e vivaci nelle tinte, sono visibili tuttora lungo il famoso Vicolo d’oro a Hradcany, la cittadina sorta intorno al Castello e ottimamente conservata. E qui i rimandi leggendari si sprecano, come i fumi che la notte uscivano dai comignoli delle botteghe per scomparire al mattino. Pare che anche Kafka abitò nel vicolo per qualche tempo e da qui partiva per le sue passeggiate notturne.

Nelle immediate vicinanze, imperdibili la Cattedrale di San Vito, la Torre delle Polveri e la Torre Dalibor, dove il prigioniero da cui prende nome imparò durante la reclusione a suonare il violino, allietando quanti lo ascoltassero. Ma c’è anche chi sostiene che quel suono non fosse altro che il lamento straziante del povero condannato a morte, torturato con atroci strumenti presenti ancora oggi.

Il Ponte Carlo

Altri racconti arcani riguardano questa volta il Ponte Carlo, il ponte sulla Moldava più antico della città (1357), con le statue di santi che sembrano animarsi durante la notte. Attraversarlo al calare delle ombre con vista sul castello illuminato, vale quanto mille leggende. Tra queste, quella del sacerdote Giovanni Nepomuceno, gettato dal ponte su volere di re Venceslao per non avergli rivelato le confessioni della regina. Da quel giorno il mito vuole che la struttura crollò proprio nel punto in cui il futuro santo fu gettato e ogni volta che si tentava di ricostruirlo, crollava nuovamente. Oggi la sua statua è tra le più venerate di Praga.

La Moldava

Molte leggende praghesi sono ambientate fuori o sotto le strade più battute. Pare che la Moldava sia abitata da dispettosi o bonari folletti, a seconda delle versioni, i vodnik. Presumibilmente tre, dimorano in diverse aree, l’isola di Kampa, Vysehrad e Na Frantisku, e non possono sopravvivere lontano dall’acqua, tanto che quando la loro giacchetta verde inizia ad asciugarsi, devono bagnarsi in fretta, continuando a contendersi le anime dei morti affogati, raccolte in magiche ampolle custodite sul fondo del fiume.

Casa di Faust

Il nostro viaggio termina al civico 40 di Karlovo Namesti, dove una residenza barocca racconta di alchimisti, sparizioni e patti con il diavolo. Di qui passò Edward Kelly, altro mago alla corte di Rodolfo II, incarcerato perché rivelatosi un ciarlatano. E ancor prima qui abitò il Dottor Faust – cui Gothe si ispirò per la sua famosa opera letteraria – che vendette l’anima a Belzebù purché esaudisse ogni suo desiderio e sparì in un buco sul soffitto quando si oppose al maligno che voleva riscuotere il suo compenso. Uguale sorte infame toccò infine a un giovane studente che con Faust ebbe in comune non solo un alloggio ma la stessa diabolica bramosia. Ultima storia di questa città tra le più arcane al mondo.

Come arrivare. Voli diretti per Praga partono dagli aeroporti di Roma, Milano e altre città italiane, con Easyjet, Ryan Air, compagnie di linea e low cost. Trova l’offerta più conveniente.

Dove dormire a Praga: Per entrare appieno nel magico clima cittadino, gli Old Town Square Apartments sono una buonissima soluzione: tutti in posizione centrale, vicini all’omonima piazza.

Da leggere: Praga magica di Angelo Maria Ripellino, Il cabalista di Praga di Marek Alter, Il cimitero di Praga di Umberto Eco.