Atene in due giorni, le origini della civiltà occidentale

acropoli, Atene Acropolis, by Aleksandr Zykov

Ai confini della sua Europa, Atene conserva ancora oggi una forte dignità, tipica di quelle città che almeno una volta sono state grandi. In questo caso, la più grande. Ricordare che è qui che nasce la civiltà europea, potrebbe sembrare inutile retorica. Ma sicuramente serve a non ignorare la storia, quella di tutti noi europei. Una visita ad Atene, senza preferenze di stagione, può essere vissuta come una sorta di ritorno alle origini. Un’impresa semplice, poiché ad ogni angolo sbucano testimonianze degli antichi fasti.

Primo giorno ad Atene

Ore 10. L’epoca classica è decisamente la più imperante. Atene senza Acropoli non sarebbe Atene. E quindi cominciamo il nostro percorso proprio da qui. Patrimonio Unesco dal 1987, svetta al di sopra della città e si raggiunge percorrendo a piedi una breve salita. Nell’ordine si incontrano il Tempio di Atena Nike, i Propilei, l’Eretteo con la Loggetta delle Cariatidi – figure femminili adornate con lunghe vesti (quelle originali sono conservate nel Museo dell’Acropoli, a pochi passi) – e Il Partenone, opera magna di Fidia (V sec. a.C). Anche se nel corso dei secoli ne ha viste di tutti colori (è stato chiesa, moschea e addirittura arsenale) questo imponente tempio dedicato ad Atena ha conservato la sua maestosità, tanto da essere uno dei monumenti più visitati al mondo. Sulle pendici dell’Acropoli, alle due estremità, anche il Teatro di Erode Attico, oggi vocato ai concerti all’aperto, e quello di Dionisio.

Ore 13. Dopo un tuffo nel passato a metà tra storia e leggenda, consigliamo una pausa ristoro nel quartiere più antico e pittoresco della città, la Plaka, ai piedi dell’acropoli, in direzione Giardini Nazionali. Potreste fermarvi alla taverna Byzantino (Kydathineon 18, Plaka), considerata una delle migliori del quartiere, molto vivace e a buon mercato.

Ore 15. Nel pomeriggio rimaniamo nel cuore della polis, sempre alla ricerca di testimonianze storico-artistiche dell’antico splendore ateniese. Tra queste, il Monumento di Lisicrate, dal nome di uno dei sostenitori delle competizioni corali che si tenevano al teatro Dionisio. E la Torre dei Venti (100 a.C), che con i suoi 12 metri di altezza, nell’antichità, oltre a segnare il vento, fungeva da orologio cittadino alimentato ad acqua. Nelle vicinanze, tra le attrazioni più spettacolari, l’Agorà, fulcro della vita politica e religiosa dell’antica Atene. Tra i resti meglio conservati, il teatro coperto di Odeion di Agrippa, il Tempio di Efesto e lo Stoà di Attalo, un porticato lungo più di 100 metri.

Ore 17. Ci dirigiamo a Monastiraki, il quartiere noto per il mercato delle pulci e i suoi ottimi affari, soprattutto in fatto di tessuti e argenteria. Atene, infatti, non offre solo vestigia marmoree, come ben sanno i frequentatori di Psiri, la zona più alla moda della città: gallerie d’arte ospitate in palazzi neoclassici, negozietti di artigianato che strizzano l’occhio al design e tanti localini dove assaporare la “mitica” cucina greca.

Ore 20. Per la cena ci fermiamo qui. Wien bar e ristoranti ci offrono sfiziose proposte culinarie, tra cui moussaka e souvlaki e vino della casa. Un paio di nomi: il Moma (29 Andrianou St.) e il Cafe Avissinia (7 Kinetou St.).

Secondo giorno ad Atene

Ore 10. Il secondo giorno partiamo dalla zona a nord del centro per una visita a uno dei musei più prestigiosi al mondo: il Museo Archeologico Nazionale, custode di pezzi unici di inestimabile valore, come sculture classiche, ceramiche e, imperdibile, la maschera dorata di Agamanneone. Dirigendoci verso il nucleo cittadino, attraversiamo i quartieri di Exargheia e Pafkakia con il Museo del Teatro, l’Accademia di Atene e la Biblioteca Nazionale e raggiungiamo il Parlamento, in piazza Syntagma. Qui consigliamo di assistere al cambio della guardia che si tiene allo scoccare di ogni ora.

Ore 13. Un pasto fresco a base di insalata con olive e feta e tzatzìki, il tutto annaffiato con una buona birra greca, la Mhytos, ritemprerà anima e corpo.

Ore 15. Restiamo nelle vicinanze e visitiamo almeno uno dei seguenti centri culturali: il Museo Benàki con la sua collezione di gioielli di oltre 5.000 anni; il Museo d’arte Cicladica con la più bella collezione d’arte cicladica mai vista; e la Galleria Nazionale d’Arte con opere di Caravaggio, Picasso, Rembrandt e molti altri. Anche in questa zona della città, le proposte commerciali non mancano. Per chi vuole dedicarsi a un sano shopping il luogo giusto è Kolonaki, il quartiere più elegante di Atene, con negozi di grandi firme.

Ore 20. Per la cena torniamo verso Monastiraky e la Plaka. E’ qui infatti che si concentrano i locali dove si suona il rebetiko, genere folk dei primi del Novecento che sta alla Grecia come il tango all’Argentina o il fado al Portogallo, anche se decisamente meno noto, ma non meno coinvolgente. Ne sa qualcosa un nostro famoso connazionale, Vinicio Capossela, che l’ha rispolverato di recente nel suo album Rebetiko Gymnastas.

Dove dormire ad Atene. L’Hotel Hachilleas è un buon tre stelle in pieno centro, precisamente a Kolonaki. Valido è anche The Student & Travellers Inn, sempre che si sia disposti a condividere il bagno, il budget è ridotto e la posizione, nel cuore della Plaka, non ha eguali.