Ciaspolata in Val di Fassa: il passo Forca Rossa

Ciaspolata Val di Fassa © Matteo Dalla Sega

Un classicone della Val di Fassa è l’itinerario che da Passo San Pellegrino porta in cima alla Forca Rossa. Ottimo per i grandi appassionati che vogliono rifarsi le gambe prima di inaugurare ufficialmente la stagione, per chi ha un minimo di esperienza o comunque non si lascia spaventare da un po’ di fatica e in generale per tutti gli amanti dell’ambiente dolomitico, grazie agli splendidi paesaggi di questo piccolo tour.

Dal passo San Pellegrino si scende in auto verso Falcade, si tiene la destra seguendo le indicazioni per Baita Flora Alpina e si lascia l’auto al parcheggio della Baita. Da qui parte il sentiero segnalato che porta al rifugio Fuchiade, sempre aperto per una colazione veloce sul sentiero e per fornirvi relax al vostro ritorno. Bellissima vista su pendio aperto sulle montagne del Sass di Tasca e Sasso di Valfredda, poi un paio di stradine battute si allargano attraverso le belle baite di località Colcodé, fino a raggiungere effettivamente il rifugio.

Dopo esservi goduti la vista su Punta Zigole e sul passo delle Cirelle (e magari dopo un buon caffè), tenete la destra, lungo la dorsale che si diparte dal pendio sopra il Fuchiade. Qui la via procede a mezzacosta sulla dorsale in direzione nord-est. Chi bazzica la zona in estate riconoscerà il tracciato del sentiero n. 670. Questo è forse il tratto più faticoso e un po’ più monotono del giro. Ma ben presto inizia il piccolo altipiano di Pian della Schita, la vallata torna ad aprirsi e il percorso a variare, alternando pianori successivi e pendii a volte anche impegnativi per raggiungerli, come su di una gigantesca scalinata naturale.

Forca Rossa, ciaspolata

© Matteo Dalla Sega

Più ci si alza nel percorso, più dominiamo le vallate circostanti, fino a raggiungere Passo Forca Rossa, dopo l’ultimo strappo che spezza un po’ il fiato e mette alla prova i polpacci. Qui l’ambiente diventa tipicamente Dolomitico, con i grandi massi della Forca che spuntano dal manto nevoso in tutta la loro maestosità. Affiorano anche, a tratti, le rocce rossastre che danno il nome al passo, che contrastano splendidamente con la neve.

Una volta giunti al passo, si apre la vista della Marmolada in tutto il suo splendore, dalla parte del versante di Malga Ciapela e del passo Fedaia, dove partono gli impianti del comprensorio sciistico Dolomiti Superski, 1200 chilometri di piste che collegano l’area Tre Valli con Passo Rolle, Val di Fassa e altre 10 aree sciistiche in Trentino, Veneto e Alto Adige. Sconsigliatissimo il pendio che porta in valle da questo lato (causa rischio slavine), si aggirano i grandi massi e si torna per la via da cui siamo venuti, oppure si chiude l’anello scendendo il costa poco dopo i massi stessi e si ridiscende verso Fuchiade.

Massimo quattro ore di viaggio a piedi, silenzio assoluto, vie battute da altri escursionisti e condizioni di sicurezza garantite, con la raccomandazione di evitare di affrontare l’ascesa all’indomani di nevicate molto copiose o in giornate primaverili troppo calde.

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