Mimì a spasso per Lisbona

Mimì a Lisbona © Testi e disegni di Lorenza Luzzati

Ciao a tutti, mi presento, sono Mimì e oggi mi trovo a Lisbona. Venite con me? Vi porto nei posti che preferisco della capitale portoghese.
Prima tappa il Convento do Carmo.

Si tratta di una chiesa gotica in rovina, distrutta dal grande terremoto del 1755 e mai ricostruita. Speriamo che tenga… Dal 1864 è stata trasformata in museo archeologico. L’esterno diroccato è molto suggestivo. A me sono piaciuti in particolare i sarcofagi del IV secolo e le due mummie peruviane. Sapete com’è, ho un debole per le mummie…
E ora dritti al Mosteiro dos Jeronimos!

Nato per celebrare la scoperta della via per l’Oriente di Vasco da Gama, un tempo ospitava i monaci dell’ordine di san Geronimo, poi è diventato un orfanotrofio e ora un museo. I suoi archi merlettati, le statue, i doccioni e i bassorilievi sono stupendi, sembra di stare in una torta di nozze. Il monastero contiene anche alcune tombe di personaggi famosi, fra cui quella di Pessoa (che io adoro!). Giusto due suggerimenti: ogni prima domenica del mese si entra gratis; per evitare la fila, spesso molto lunga, ricorrete alla Lisboa Card.
Io inizio a sentire un leggero languorino e voi?

Il Mercado da Ribeira si trova vicinissimo alla fermata della metropolitana di Cais do Sodre. Ha sia le tradizionali bancarelle di frutta e verdura, sia negozietti di alimentari e souvenir, più uno spazio con circa 30 stand dei migliori ristoranti della città. Io me ne sono innamorata! Occhio, negli orari di punta è difficile trovare un posto a sedere.
E ora una tappa per favorire la digestione.

Il mio punto panoramico preferito di Lisbona? Quello che si gode dal Castelo de São Jorge. L’ingresso è a pagamento, ma ne vale la pena. Il Castello di Lisbona ha origini antichissime, risale ai Visigoti del V secolo. La vista panoramica sulla città che si gode dallo spiazzo dopo l’ingresso e dalle torri è impareggiabile.
Burp! Ecco fatto. Possiamo proseguire.

Perché visitare il Museu Nacional do Azulejo? Le piastrelle smaltate dipinte a mano di origine moresca sono un tuffo nella storia e nei colori del Portogallo. Oltre a quelle più tradizionali, ce ne sono di decisamente buffe. Le mie preferite? Il pannello di 36 metri raffigurante Lisbona prima del terremoto del 1755 e la cappella barocca, soffocata dall’oro e dagli azulejos. Riprendo a passeggiare ed ecco che Lisbona mi afferra di nuovo per la gola.

La ginjinha è un liquore portoghese ricavato da una particolare specie di ciliegia. Il posto migliore per degustarlo è A Ginjinha, uno storico negozio della città, in Praça Dom Pedro IV 71. Un bicchierino costa 1,50€ e il liquore si può avere con ciliegie o senza. Il locale è minuscolo, per cui bisogna bere fuori. Di ginjinha ci tante altre varietà, fra cui la meno dolce – e mia preferita – è l’Espinheira e la più dolce è la Ginja de Óbidos, che spesso viene servita in un bicchierino fatto di cioccolato. Buonissima!
Ma è ora di un grande classico.

La cattedrale di Lisbona risale al 1150, somiglia ad una fortezza per via delle mura spesse e delle torri merlate. Al centro del chiostro gotico si trovano scavi archeologici risalenti a più di 2000 anni fa. Il tesoro contiene opere d’arte religiose sfarzosissime, ma mi è piaciuto soprattutto per la possibilità di accedere ad una balconata interna da cui vedere da vicino il rosone e ammirare dall’alto l’interno della cattedrale.
Certo che non mi sono fermata un attimo! Come rimediare?

La Praça do Comércio è particolare perché su tre lati ha arcate settecentesche, e sul quarto il fiume Tejo, che si apre poi verso il mare. Pare che un tempo tutti i viaggiatori che giungevano a Lisbona in nave sbarcassero qui. C’è perfino la spiaggia, sembra di stare al mare. Di fronte al fiume si trova l’Arco da Victória di Verissimo da Costa, con statue di portoghesi famosi. Un ottimo posto per una penichella.

Ancora cibo direte voi, ebbene sì! Sono una golosona e i pasteis de nata non me li posso perdere. Sono i dolci tipici di Lisbona, una sorta di cestini di sfoglia ripieni di crema pasticcera. Mmmmmm… Che bontà! I più famosi della città sono quelli della Pastelaria de Belèm, fatti con una ricetta segretissima del vicino Monastero dos Jeronimos. Fuori dal negozio si trovano spesso code chilometriche, ma ne vale la pena. E quando arriva la sera e la città si accende…

Mi fiondo all’Elevador de Santa Justa. Un ascensore in ferro battuto in stile neogotico, progettato da Raul Mesnier, apprendista di Gustave Eiffel. È il solo ascensore stradale verticale di Lisbona che porta a una terrazza panoramica. La coda è lunghissima e, considerando che Lisbona è piena di bei punti panoramici gratuiti, probabilmente non vale la pena salire. Ma ci siete mai stati al crepuscolo, quando è tutto illuminato?