Viaggio in Corea del Sud, così lontana così vicina

Corea del Sud, street-food Street Food in Corea del Sud - Foto di Ilaria Ugolini

Guidata da un presidente donna, vanta il più alto tasso di istruzione giovanile ed è tra le prime quindici economie del mondo. E pensare che per millenni la Corea (한국) fu sottomessa alla Cina e più recentemente, nella prima metà del Novecento, venne occupata e umiliata dai Giapponesi. Negli anni cinquanta, infine, fu teatro di una devastante guerra civile. A cosa si deve l’esaltante sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni? Merito della politica delle esportazioni? Del ruolo pianificatore dello stato? Del rigore confuciano?

Probabilmente il merito è dei Coreani che hanno saputo mantenere la propria identità nonostante i vicini ingombranti, primi tra tutti Cina e Giappone: l'alfabeto ne è esempio. Mentre in Italia Lorenzo il Magnifico si circondava di intellettuali dando vita al Rinascimento fiorentino, in Corea, Senjong il Grande inventava lo hangul, un sistema di scrittura non ideogrammatica per favorire l'alfabetizzazione dei sudditi. Nella piazza Gwanghwamun di Seul, di fronte al Palazzo Imperiale e ai piedi della statua del sovrano illuminato, un museo sotterraneo racconta l'interessante storia dell’alfabeto e del suo ideatore.

Alfabeto comune e molti credo: in Corea convivono cattolici, protestanti, metodisti, battisti, atei, buddhisti. Il buddhismo arriva nel 500 d.C. e qui è conservato il più antico canone buddista del mondo, il Tripitaka Koreana: 80 mila tavolette lignee incise, base per i canoni buddhisti del Giappone, della Cina e di Taiwan. Il Tripitaka è oggi conservato nel tempio di Haeinsa, sul monte Gaya, ma non è visibile; ci si può consolare con una visita al tempio di Tongdosa e una pausa pranzo nel più grande mercato del pesce di tutta l’Asia orientale a Busan, a circa un’ora di autobus dal tempio.

Jeju Island

Jeju Island – CC Republic of Korea

L’esperienza culinaria più tipica tuttavia non è il sashimi al mercato del pesce, ma il ristorante barbecue, in compagnia di nuovi amici conosciuti sulle spiagge di Busan o mentre siete alla ricerca di un’indicazione stradale in caratteri occidentali. Il più giovane versa birra e soju, quindi inizierete a grigliare sulle piastre, posizionate al centro di ogni tavolo, sottili fette di manzo accompagnate da una miriade di piattini vegetariani, gustosissimi e molto piccanti. Tra questi il kimchi (il re della cucina coreana) di cui esistono infinite variazioni. Sul kimchi i coreani non scherzano: antichissime giare per la fermentazione possono essere ammirate nel palazzo reale di Seul e stabiliscono l’autenticità del prodotto.

Dopo avervi raccontato la storia del kimchi i commensali, incuriositi dai motivi che vi hanno spinto a visitare il loro paese, vi chiederanno: “Cosa conoscete della Corea?”. Le più probabili risposte sincere saranno: Psy, il noto rapper di Gangnam style, Samsung e Corea del Nord.

Incomincerete con la musica, con Psy e vi ritroverete a parlare dei coreani, della loro attenzione nei confronti dell'aspetto fisico e dell'abbigliamento. Un regalo tra i più richiesti per il diploma è l’intervento di chirurgia estetica di occidentalizzazione degli occhi accompagnata, per le ragazze, da gonne cortissime e zeppe. Le maglie sono sempre accollate, l’abbronzatura non è gradita e quando, nonostante i grandi cappelli, i costumi coprenti e i lunghi parei, si diventa un pò meno pallidi, si copre il rossore con la cipria.

Affrontate poi l’argomento Samsung, ma solo se siete veramente sicuri di voler approfondire la storia economica coreana. Samsung rappresenta una parte molto consistente del prodotto interno lordo del paese: se da un lato ha favorito l’impressionante sviluppo economico e quindi sociale, dall’altro ne influenza in modo pesante le scelte politiche.

gyeongbokgung palace

Seul, gyeongbokgung palace – CC Román Emin

Infine sarà inevitabile parlare della Corea del Nord. Le due Coree sono state unite per secoli, sono omogenee dal punto di vista etnico e linguistico, la maggior parte dei Coreani ha parenti dall’altra parte del confine. La visita, organizzata e di gruppo, delle zone di frontiera è permessa ed interessante. La terra di nessuno, o zona demilitarizzata, visibile ma ovviamente non visitabile, è una striscia di terra che taglia l’intera penisola coreana lungo il trentottesimo parallelo, larga quattro chilometri. Istituita nel 1953 e successivamente protetta militarmente in modo ossessivo, è oggi una delle aree con clima temperato meglio preservate: insomma un parco naturale involontario in cui hanno trovato un habitat perfetto numerose specie a rischio.

Nemmeno i treni oggi attraversano la zona demilitarizzata. L'argomento deve essere affrontato con delicatezza: il desiderio dei Coreani, finita l’università, è quello di salire a bordo di un treno nella loro città, attraversare tutta la penisola, ricongiungersi con la Transiberiana ed arrivare in Europa, ma questo sogno si spezza quasi subito alla stazione ferroviaria di Dorasan. Tenuta in ordine e pronta in ogni momento a far funzionare i binari già dedicati ai treni per Pyongyang, è oggi una deserta stazione di testa, dal grande valore simbolico e merita di sicuro una visita.

Finita la cena al ristorante barbecue ci si rimette in viaggio verso l’isola di Jeju, con i tunnel di lava e i crateri. E poi l’antica città di Andong, sede della scuola confuciana Dosanseowon e vicina allo splendido villaggio tradizionale Hahoe. E l’immensa e multiforme Seul. La velocissima metropolitana rende vicini gli affascinanti palazzi reali a Gangam, il quartiere più trendy d’Asia, lo splendido parco olimpico ed i musei, ai caotici centri commerciali ed il distretto universitario di Hongdae all’area dove risiedono i militari americani, l’unica dove si può trovare cibo non piccante.

Gyeongju, viaggio Corea del Sud

Gyeongju – Foto di Ilaria Ugolini

Per finire in bellezza, visitate Gyeongju. Questa città, capitale del Regno di Silla, dominatori della penisola dal VII secolo a.C. al XIII secolo, è uno dei luoghi più affascinanti del paese. Il Sacro Monte Namsan, l’impressionante statua di Buddha nel Grotto Seokguram, il parco dei tumuli dove sono sepolti i re sotto verdissime collinette artificiali, e molto altro ancora, rendono Gyeongju un luogo davvero indimenticabile.

Ad eccezione del taekwondo e, in misura minore, dello hwarangdo, la cultura coreana non ha mai avuto una grande influenza in Europa, pertanto un soggiorno in Corea può essere un vero viaggio di scoperta. Esistono tuttavia diversi libri e film tradotti in Italiano. Kim Ki-Duk, leone d’argento a Venezia e orso d’argento a Berlino, ha mostrato al Mondo l’ottimo livello del cinema coreano contemporaneo con film intensi come Ferro 3, La Samaritana e Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera.

Il poeta Ko Un, più volte candidato al premio Nobel per la letteratura, dopo una lunga
esperienza da monaco buddista e molte permanenze in carcere, ha raccontato nella sua raccolta di poesie Fiori d’un istante la dominazione giapponese, la dittatura militare ed il dramma della divisione. In ogni caso, i film ed i libri di maggior successo in Corea non sono tradotti, per cui non resta che partire.

Viaggiare in Corea è facile. Il paese è sicuro ed estremamente pulito, autobus e treni sono affidabili e confortevoli. Sebbene non sia banale trovare persone che capiscano l’inglese, la squisita gentilezza ed ospitalità dei Coreani facilita la comunicazione. E’ preferibile visitare la Corea del Sud in primavera o in autunno. Le stagioni corrispondono a quelle europee, con inverni freddi ed estati calde. Un ultimo consiglio: durante il viaggio provate tutti gli stranissimi sapori dello street food coreano. Non abbiate paura e sarete ampiamente ripagati!

Dove dormire. Kibun, ovvero l’attenzione nei confronti del prossimo rende tutto più semplice. Fatevi coinvolgere e cercate di alloggiare nella stanze in affitto presso case private. Esperienza da non perdere. La nostra preferita è Tavo House a Gyeongju, indimenticabile.

Come arrivare. Trova il volo più economico per Seul su Skyscanner. A partire da 398 € andata e ritorno.

L’autrice ringrazia Niccolo’ Traverso Ziani per la collaborazione nella realizzazione dell’articolo e dell’itinerario.