Viaggio in Ecuador: Cuenca e il Parco Nazionale El Cajas

cuenca, ecuador Cuenca, Ecuador - Foto di Eva Troncon

Percorrendo le Ande verso sud, si incontra Cuenca, città di 500 mila abitanti situata a 2500 metri sul livello del mare, tra le più belle e caratteristiche dell’Ecuador, che deve il suo fascino alla convivenza eclettica del presente, del passato e del futuro. A Cuenca (nome completo Santa Ana de los Ríos de Cuenca) la mescolanza di culture e tradizioni fa sfoggio di tutta la sua ricchezza e così, passo dopo passo, potrete fare esperienza diretta di tutte le fasi e le tappe che la storia dell’Ecuador ha percorso per potersi trasformare in presente.

Arrivai in città al tramonto, affascinata dalla sua luce, dalle vie piccole e strette, brulicanti di locali, persone, viaggiatori, sentii improvvisamente il sapore di casa, una sensazione dovuta, come scoprii più tardi, ad una forte influenza europea e nord americana, risalente non solo all’epoca coloniale ma anche a quella contemporanea; a Cuenca infatti si sono stabiliti molti stranieri, spesso in tarda età che, desiderosi di cambiare vita, sono stati inevitabilmente importatori diretti di gusti ed usi a noi familiari.

La forte presenza di stranieri ha giovato alla città e alla sua vita, ora dinamica, animata e accogliente, ma ha causato un aumento generale dei prezzi e dei costi che le conferiscono la fama di città più cara del paese. In effetti sia i prezzi delle stanze che quelli dei menù di ristoranti e caffè sono molto prossimi allo standard europeo, decisamente fuori portata per gli ecuadoriani che di fatto la frequentano poco, preferendo la vicina Loja, una città gioiello che non ho avuto modo di visitare ma che, se ne avrete la possibilità, farete bene a non perdere.

Dormire e mangiare a Cuenca

La posizione migliore e più conveniente per alloggiare è tra le strade Honorato Vasquez, Luis Cordero, Presidente Còrdova. Mi sento di consigliare l’Hostal Villa del Rosario, all’incrocio tra Vasquez e Cueva, confortevole ed economico, con un bel giardino interno.

Nello stesso quartiere troverete numerosi ristoranti e caffè, cucina internazionale e fast food, tra cui il Goza Espresso Bar sulla Plazoleta de la Merced, un punto di riferimento per stranieri e turisti, ottimo per un buon caffè e uno spuntino.

Cosa vedere

Per rimanere in tema movida, Cuenca potrebbe essere paragonata a un cocktail ben fatto, dove sapori e colori si bilanciano nel loro contrasto, dando vita a qualcosa di unico, nuovo e irrinunciabile. Tre giorni basteranno per assaporare ogni sfaccettatura di questa città: coloni e indigeni, tradizione e contemporaneità, natura e urbanizzazione.

Cuenca

Foto di wogo24220

Il centro di Cuenca, organizzato secondo la classica pianta a scacchiera, è ricco di eccellenti esempi di architettura coloniale, ben conservati, che costituiscono un patrimonio storico e culturale di rilievo, tanto da essere classificato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Il centrale Parque Abdon Calderon, è il punto di riferimento per ogni itinerario cittadino; si trova tra le due cattedrali, quella Vecchia costruita intorno alla metà del XVI secolo, che ora ospita un museo di arte sacra e quella Nuova costruita nel 1880 per rimpiazzare la Vecchia, ritenuta troppo piccola; questo edificio, costruito in stile neogotico, è uno dei simboli della città con le sue cupole azzurre e le due torri troncate, che non furono mai portate a termine a causa di un errore di progettazione; infatti se fossero state ultimate, le fondamenta non sarebbero state in grado di reggerne il peso. Sul parco si affaccia anche il bellissimo palazzo della Corte Suprema, non fatevi intimorire dalle guardie e dal metal detector, e visitate il bellissimo patio interno, sfarzoso ed elegante.

Cuenca, città universitaria, ospita un gran numero di musei, gallerie d’arte, esposizioni permanenti e temporanee. Lasciatevi guidare dalla curiosità e non tralasciate: la Casa de la Cultura, il MMAM (Museo Municipale di Arte Moderna) e il Museo de Las Culturas Aborigenes. Tutti e tre questi luoghi meritano di essere visitati sia per la bellezza degli edifici che per le collezioni che ospitano. Se potrete concedetevi sempre una sosta nei patii, per respirare un’aria buona, carica di storia e cultura.

Mercati e centri culturali

Come in tutte le città ecuadoriane, anche a Cuenca in ogni piazza troverete un mercato, i più apprezzati sono senza dubbio quelli dell’artigianato. Il Centro Municipal Artesanal, collocato in un’antica casa all’incrocio tra Calle General Torres y Presidente Còrdova, ospita 84 stand, con un’offerta ampia e conveniente di prodotti, nello specifico oggetti realizzati in paja toquilla, tra cui il famoso cappello panama, originale proprio dell’Ecuador (non di Panama come si crede erroneamente); al vicino mercato in Plaza San Francisco troverete invece manufatti di lana, provenienti da Otavalo.

Visitate anche il mercato alimentare in Calle Larga, i banchi più interessanti sono quelli straripanti di erbe, fiori e spezie, dietro cui donnone sorridenti in gonna e cappello compiono la limpieza dalle energie negative, soprattutto ai bambini, con fascine di erbe, uova crude, canti e massaggi, un rituale da non perdere e se ve la sentite, da provare.

Tra tutti i mercati che ho visitato, ritengo irrinunciabile quello dei fiori, nella piccola piazza all’incrocio tra Calle Sucre e Calle Padre Aguirre, nei pressi della cattedrale nuova. I profumi, i colori, i volti delle donne in gonna e cilindro bianco non potranno che deliziare i vostri sensi.

Parlando di cappelli, Cuenca ne è, in un certo senso, la capitale. Troverete molti negozi di artigiani che da generazioni producono questi pezzi unici e li esportano in tutto il mondo. Il modello di cappello associato alla città di Cuenca è un mezzo cilindro bianco, rigido e pesante, un accessorio soprattutto femminile. All’incrocio tra Calle Larga e Tarqui potrete visitare alcuni degli atelier più affascinanti che producono sombreros panama, di ogni dimensione, qualità e colore.

Vi consiglio poi di percorrere la vicina La Condamine, una corta strada pedonale con tre luoghi unici: un affascinante negozio di antiquariato, un centro culturale molto alternativo e il negozio di un cappellaio, dove mensole e pavimenti straripano di cilindri bianchi; arrivando alla Bajada del Vado, voltatevi ed ammirate la piccola casa alla vostre spalle, vi sembrerà insignificante ma avvicinandovi vedrete che il rivestimento esterno è “peloso”, si tratta infatti di un esempio, in ottimo stato, di architettura coloniale rivestita con una miscela di argilla e paglia, isolante e a quanto pare estremamente resistente.

Lungo il fiume

Cuenca è attraversata da un piccolo fiume, il Rio Tomebamba. La passeggiata che lo costeggia è davvero gradevole, ci sono molte possibilità di sosta e relax nel verde, locali dove fare uno spuntino o bere qualcosa. E’ un luogo molto frequentato dagli abitanti della città e dagli studenti dell’Università.

Percorrendo tutta la passeggiata in direzione Est, incontrerete il piccolo Museo Pumapungo e l’adiacente sito archeologico di epoca incaica. Perfetto per chi volesse, per qualche ora, fare un salto nella storia dell’Ecuador e avvicinarsi a usi, costumi e tradizioni delle popolazioni indigene. Proseguendo oltre si raggiungerà il Parque El Paraiso, il polmone verde della città, con aree attrezzate, lagune, ponti, percorsi e scorci di paesaggi con una flora esuberante e una fauna particolare.

Nei dintorni

Parlando di parchi, quello che merita assolutamente una visita è il Parque Nacional El Cajas. Dista circa 35 chilometri da Cuenca. Come spesso accade in Ecuador, per ottenere informazioni precise e sicure su orari e compagnie non vi resterà che chiedere direttamente alla stazione degli autobus, ad ogni modo le corse sono frequenti perché la meta è davvero una delle più ambite dai turisti.

Parque Cajas, Ecuador - foto di Eva Troncon

Parque Cajas, Ecuador – foto di Eva Troncon

Il Parco Cajas vi permetterà di visitare uno degli ecosistemi più particolari del paese, il pàramo andino. Situato a 4000 metri sul livello del mare, è un ambiente freddo ma umido, il paesaggio è simile a quello della steppa del continente asiatico ma la sua consistenza tutt’altro che arida lo fa somigliare anche a un ambiente paludoso. Pioviggina spesso e raramente la nebbia si alza, come fosse un velo che copre ma non nasconde, donando alla natura un’aurea di mistero e di fascino.

Il percorso di visita al parco è abbastanza esteso. Al vostro arrivo, dopo la registrazione, fatevi consigliare quale tratto percorrere. Eccetto il punto accoglienza all’ingresso non troverete servizi all’interno del parco, quindi meglio essere ben attrezzati e se possibile avere con sé un thermos con una bevanda calda, il modo migliore per combattere il freddo, l’umidità e l’altitudine.

Il paesaggio è davvero affascinante, i colori nelle sfumature più tenui del grigio argento, del verde salvia e della sabbia lo rendono rilassante e lunare, la vegetazione bassa gli conferisce una texture vellutata, “pelosa” e appoggerete spesso i piedi su superfici soffici e morbide (attenzione perché i tappeti erbosi del pàramo sono vere e proprie spugne, e ritrovarsi inaspettatamente con i piedi a mollo non è poi così difficile). Infatti, nonostante l’aspetto lunare e arido del paesaggio, c’è una grande abbondanza di acqua, che si raccoglie al centro del parco, in splendide lagune, denominate appunto cajas.

Albero della Carta

Foto di Chiara Sonzogni

Particolare e assolutamente da visitare il bosco degli alberi di quinoa (che non hanno nulla a che vedere con il più celebre cereale) detti anche della carta, il cui tronco si sfoglia dando forma a splendide composizioni di fogli dorati, delicatissimi e meravigliosi, anticamente usati proprio per scopi decorativi. Nonostante il freddo e l’umidità questo luogo merita una visita, è davvero unico al mondo e vi darà la sensazione di essere stati per qualche ora dentro ad un quadro, con il silenzio a fare da colonna sonora, respirando tranquillità e serenità.

Queste sensazioni si faranno ancora più intense quando improvvisamente, risvegliandovi dal torpore del viaggio, verrete investiti dalla vivacità di Cuenca. Il caos vi confonderà ma vi permetterà di riprendere il contatto con la realtà, prima di riprendere il viaggio, questa volta in direzione nord per l’ultima tappa andina del nostro itinerario, la città di Baños de Agua Santa, da dove si comincerà a respirare profumo di Amazzonia.

Il viaggio in Ecuador continua nelle riserve dell’Amazzonia