Borneo malese: Kuching e il parco Gunung Gading

Borneo malese CC Lenny K Photography
Questo articolo è una tappa del viaggio di Thomas in Malesia. Leggi l’itinerario completo qui »

Sono trascorsi sei giorni da quando siamo arrivati alle isole Perhentian, una parentesi di completo relax nel nostro viaggio in Malesia. Lasciamo il villaggio su una specie di taxi boat a doppio motore che si immette in una specie di rodeo marino saltellando di onda in onda per 20 minuti fino a giungere sulla terra ferma, il molo dal quale eravamo salpati. Appena ormeggiato ua fila di taxisti si è avvicinata offrendo servizi. Consigliati da un anziano serafico mezzo cieco (forse un PR di taxisti), saliamo su un taxi rosso pulito ma senza fronzoli alla volta dell’aeroporto Sultan Ismail Petra di Kota Bharu; il nome stesso sottolinea il carattere fortemente musulmano del territorio nord-orientale al confine con la Tailandia. Per fugare ogni dubbio al riguardo dai minareti cittadini echeggiano canti coranici ogni 3 ore, altenati ad altoparlanti sugli edifici che riproducono lo stormire degli uccelli (pare infatti che i locali siano degli estimatori ed assidui organizzatori di festival canori di uccelli).

Il volo locale di AirASia prenotato online dall’italia, in meno di 2 ore, ci porta su una nuova isola a sud-ovest, quella del Borneo, per minima parte territorio malese (Sarawak), con capologuo Kuching. Le principali attrattive sono la città stessa e la sua vicinanza a diversi siti naturalistici. La città è un ibrido tra vicoli coloniali, quartieri tradizionali e hotel moderni. Consiglio di camminare per Kuching al mattino presto, per osservare le botteghe che aprono i battenti, e al tramonto sul lungo fiume dalla sponda dei templi, quando si alza una leggera brezza.

La ristorazione è un mix di sei cucine tradizionali diverse ma in strutture moderne. L’esempio, da provare, è il Top Spot Food: un improbabile cortile in cima ad un palazzo – nella zona degli uffici e hotel più prestigiosi che ospita una decina di bancarelle illuminate dai neon ed una marea di tavolini di plastica a libero uso dei clienti. L’offerta è principalemente pesce e crostacei cucinati in ogni modo, accompagnati da verdure locali e della jungla, con la possibilità di dessert ai frutti tropicali, cocktails e frullati. Ci siamo tornati più volte, uscendone satolli fino a scoppiare, per poco più di 15 € a testa, al cambio.

Per la sistemazione si possono trovare online numerose offerte negli hotel 4 e 5 stelle, che nei piani alti offrono una vista mozzafiato sulla forseta circostante e sul fiume, così come piccoli ostelli per backpackers in cui i gestori sono in contatto con diversi gruppi di trekking e visite ai parchi naturali. Abbiamo passato le prime notti presso il Tribal Lodge B&B in una matrimoniale con bagno privato molto intima ed aiutati dal gestore (John) ad organizzare un mini tour; le ultime 2 notti invece nell’Hotel Imperial, lussuoso davvero, di cui ricordo il mattino presto, nella sala per la colazione, 3 cuochi cucinare a vista 3 tipi di colazione diverse (europea, americana e asiatica).

Non poteva mancare nel Borneo una escursione nella giungla. Abbiamo deciso di organizzarci in autonomia e visitare il Gunung Gading National Park più lontano da Kuching, nell’estremo nord-ovest, vicino al paesino di Lundu. Abbiamo raggiunto il paese più occidentale, Sematan, prendendo un autobus di linea, trovando alloggio in un resort sul mare, il Palm Beach Resort, pochi turisti e una spiaggia a totale disposizione che si perde per km all’orizzonte tra barche e reti da pesca. Tutta l’area è piena di piccoli villaggi di contadini dediti alla raccolta di riso e alla pesca, merita un giro in bici o in scooter per fare qualche foto.

Il parco Gunung Gading è ben organizzato, con sentieri delimitati e puliti che salgono sui monti circostanti verso pozze d’acqua, cascatelle e torrenti. È possibile pagare un ranger per una gita guidata. Nella stagione giusta si può osservare la raflesia, il fiore più grande al mondo, il resto dell’anno ci si accontenta di uccelli variopinti, gruppi di scimmie, rane farfalle e aguzzando gli occhi con un po’ di fortuna serpenti che pisolano a distanza di sicurezza. Il caldo umido non è stato così angosciante come ci si aspettava, e alla fine della vacanza abbiamo considerato come saggia la decisione di non fare la profilassi antimalarica: zero punture nel Borneo, solo una a Kuala Lumpur. Con un po’ di spray antizanzare, si può girare la Malesia davvero a cuor leggero, con la mente libera per fare belle foto, mangiando divinamente e specchiandosi in un mondo altro ma gentile.

parco nazionale Gunung Gading

A sinistra: CC Tim Mansfield | A destra: CC Pavel Kirillov