Saragozza, cosa vedere in due giorni

Saragozza © Marianna De Palma

La sagoma della Basilica del Pilar con il fiume Ebro che scorre ai suoi piedi, magari all’ora del tramonto, è una delle immagini più ricorrenti e identificative di Saragozza, perla e capoluogo dell’Aragona, nel nord-est della Spagna.

Per chi arriva in treno, magari dalla costa, d’estate, il viaggio – guardando fuori dal finestrino – è già una scoperta. Rigogliosa vegetazione catalana, vigneti, poi zone dall’aspetto desertico, con la terra spaccata dal sole, nessuna coltivazione, nessun villaggio per chilometri, pale eoliche come moderni mulini a vento – simbolico richiamo a una Spagna letteraria – sullo sfondo del cielo terso blu.

Fondata nel 24 a.c. con il nome di Caesaraugusta (unica città romana a portare il nome completo dell’imperatore), Saragozza è stata protagonista del susseguirsi di popoli, culture, religioni. Iberi, romani, visigoti, cristiani, arabi e poi la reconquista hanno determinato un sovrapporsi di storia, testimonianze, influenze.

Per apprezzare i vari aspetti della città, compresa la gastronomia (tra le più rinomate di Spagna), è consigliabile fermarsi a Saragozza almeno due giorni.

Primo giorno: Basilica del Pilar, centro storico, Museo Goya

Ore 10:00. Dopo colazione, partiamo a conoscere Saragozza proprio dal cuore della città. 
E’ infatti attorno alla grande Piazza del Pilar che si trovano alcuni degli edifici e delle testimonianze più significative. Nella piazza c’è un ufficio informazioni dove è opportuno munirsi di mappe cittadine (compresa quella dei trasporti) e qualche volantino o libricino sui luoghi da visitare.

La Basilica di Nostra Signora del Pilar è la presenza che domina l’omonima piazza. Santuario mariano più grande al mondo, è uno dei più importanti luoghi di culto in Spagna. Secondo la tradizione, la Basilica è stata fondata dall’Apostolo Giacomo (che a Saragozza si riuniva con i primi convertiti al Cristianesimo) dopo che Maria, ancora vivente a Gerusalemme, gli era apparsa in carne e ossa, seduta su un pilastro (pilar) chiedendo la costruzione della chiesa.

L’attuale santuario, di dimensioni gigantesche, fu eretto a partire dagli ultimi decenni del 600. La Basilica presenta un’imponente e ricca struttura barocca. Al suo interno, l’affresco che decora la volta e la cupola costituisce una delle opere più rilevanti di uno dei maggiori pittori spagnoli, Francisco Goya. Nelle tre navate e undici cappelle sono visibili le influenze del barocco romano e in particolare del Bernini. Un affresco sull’altare riproduce l’evento dell’apparizione della Vergine a San Giacomo.

Saragozza, Basilica del Pilar

Saragozza, Basilica del Pilar – CC Les Haines

In onore della Madonna del Pilar, ogni anno si celebrano grandi feste, solitamente dall’11 al 18 ottobre e in queste occasioni si balla la jota, danza sacra e popolare.

11:30. Usciti dalla Basilica, dopo una pausa caffè o bibita fresca, passiamo alla Lonja, che sorge proprio accanto. Nato nel XVI secolo come luogo per le contrattazioni commerciali, in questo edificio in mattoni, un occhio esperto può notare influenze dei palazzi fiorentini del Quattrocento italiano ma con sfumature proprie del mudéjar. La Lonja risulta il più importante palazzo rinascimentale dell’Aragona. Oggi è adibito a sala espositiva.

12:30. Ci dirigiamo verso uno dei luoghi che più testimoniano l’epoca romana della città. Dalla Lonja, prendendo Calle Don Jaume I, camminiamo cinque, dieci minuti fino a incrociare Calle San Jorge; da qui si passa a Calle San Andres e poi Calle Veronica e arriviamo al Teatro Romano. Il Teatro e il Museo del Teatro fanno parte della Ruta de Caesaraugusta, un itinerario alla scoperta della Saragozza romana, comprendente anche il museo del porto fluviale, l’antico foro, le terme. Per chi ha  un giorno in più di vacanza, è un percorso interessante, suggestivo e ben organizzato (Museo del Teatro de Caesaraugusta).

Ore 13:30. E’ ora di pranzo: perdiamoci tra i vicoli del centro storico leggendo i menù dei locali, senza troppo allontanarci dalla piazza del Pilar dove torneremo nel pomeriggio. Molti i tapas bar o ristoranti con tavoli all’aperto in angoli caratteristici, piazzette, cortili. La gastronomia, molto curata e di qualità, è qui particolarmente a base di carne, salumi e verdure, ma non mancano specialità di formaggi o pesce (soprattutto di fiume). Da provare: Bar Erzo e La Pilara.

Ore 15:00. Riprendendo Calle Don Jaume I, arriviamo velocemente alla Cattedrale del Salvatore, che sorge a una delle estremità della stessa piazza del Pilar. L’edificio somma in sé una mescolanza di stili, dal gotico al mudejar al barocco, che gli conferiscono un fascino particolare. La cattedrale fu eretta sul sito dell’antico foro romano di Augusto e della moschea maggiore della Taifa (piccolo stato musulmano) di Saragozza. L’edificio fu iniziato nel XII secolo in stile romanico ed è stato poi rimaneggiato e ampliato. La facciata attuale è in stile neoclassico mentre la torre del campanile fu realizzata alla fine del ‘600 su disegni inviati da Roma dall’architetto barocco Giovan Battista Contini ma conserva impronta dell’antico minareto.

All’interno della Cattedrale si trovano il Museo Capitolare (raccolta di oggetti di culto, oreficerie e dipinti) e il Museo degli Arazzi con un’importante e molto suggestiva collezione di arazzi francesi e fiamminghi.

16:30. Poco distante dalla Cattedrale, all’interno di uno splendido palazzo rinascimentale, si trova il Museo Goya, che ospita una parte importante della produzione del pittore di epoca moderna Francisco Goya, ma anche sue incisioni, disegni (tra questi spicca Il sonno della ragione genera mostri) e opere di pittori cui l’artista si rifece o che a lui si ispirarono.

18:00. Dopo una giornata tra storia, archeologia e arte, concediamoci una rilassante passeggiata lungo il fiume Ebro, magari fermandoci in un baretto per un aperitivo.

20:30. Organizziamoci per la cena. A Saragozza, diversamente che in altre città della Spagna, si cena ad orari per noi più consueti e molti locali chiudono verso le 23:00. Per avere certezza di trovare posto e cenare, meglio non temporeggiare troppo e incamminarsi a scegliere tra i tanti locali che offrono specialità tipiche ma anche tapas. Da assaggiare sicuramente i piatti a base di funghi, peperoni, il prosciutto aragonese e i vini della zona.

Dove dormire a Saragozza: Hotel Don Jaime

Secondo giorno a Saragozza

Ore 10:00. Ci dirigiamo verso un’altra zona della città, la nostra meta è l’Aljaferìa. Diverse le linee di superficie che vi arrivano (20, 21, 22, 25, 31, 32, 33, 36 e 51). Grande costruzione dell’epoca araba, il Palazzo fortificato risale alla seconda metà del IX secolo.

Insieme alla Moschea di Cordoba e all’Alhambra di Granada è una delle maggiori testimonianze islamiche in Europa. In origine adibito a residenza della dinastia dei Banu Hud, della quale voleva riflettere la grandezza, nel corso dei secoli il palazzo è stato più volte modificato: prima palazzo islamico, poi palazzo cristiano-medioevale, residenza dei Re cattolici e a seguire le ristrutturazioni e ampliamenti di epoca moderna e contemporanea; oggi l’Aljaferìa è sede della Cortes de Aragon, il parlamento regionale della comunità autonoma d’Aragona.

Aljaferia

Aljaferia – CC Marianna De Palma

Ore 12:00. Usciti dalla splendida fortezza, ci dirigiamo nei dintorni per acquistare ciò che ci servirà per il pranzo al sacco. Panini con jamon o tortilla, insalate da asporto e si riparte. Non rinunciamo infatti a una visita al sito dell’Expo 2008 (Autobus Ci1 e 2).

Nonostante le grosse, motivate (ndr), critiche al non riutilizzo di molte delle grandi e avveniristiche strutture innalzate per l’esposizione universale, è sicuramente piacevole e interessante una passeggiata nel Parco dell’Acqua, tra spazi verdi, canali, fontane, laghetti che ospitano tante specie di uccelli acquatici.

L’Expo, dal tema Acqua e sviluppo sostenibile, fu realizzata in un’ansa naturale dell’Ebro, e oggi ospita l’Acquario fluviale più importante d’Europa. Presenti alcune grandi strutture come la Torre dell’Acqua, ex padiglioni, l’anfiteatro, un’area con piscine. A dominare la zona Expo, il Ponte del Terzo Millennio  ideato da Zaha Hadid e la funicolare che permette di vedere tutta l’area e gran parte della città dall’alto.

Expo Saragozza

Expo Saragozza – CC Marianna De Palma

Ore 17:30. Una passeggiata per fare acquisti prima della partenza. Le zone più consigliate sono lungo Viale Indipendencia, dove si trovano i negozi più noti e commerciali (Corte Ingles incluso), e soprattutto Via Alfonso I, dove invece ci sono negozietti più particolari, alcuni etnici, e negozi dedicati a prodotti tipici spagnoli e in particolare aragonesi. Passeggiando tra le vie e le piazze di Saragozza, può capitare con facilità di imbattersi in uno dei tanti mercati all’aperto oppure in un mercato coperto, dove fare acquisti soprattutto alimentari. Particolare e caratteristico in giugno El mercado medieval de las tres culturas.

Ore 20:30. Concludiamo in bellezza con una cena in uno dei tipici ristorantini del centro, sbizzarrendoci tra tapas gustose e vini aragonesi (Los Victorinos, Calle Jose de la Herrera, 6; Casa Lac; Bodegas Almau)

Come arrivare a Saragozza

A Saragozza si arriva in aereo, o comodamente in treno da altre città spagnole o da centri minori. Tre le stazioni ferroviarie, Goya, Portillo e Delicias; quest’ultima solitamente punto d’arrivo dei treni a grande velocità (Ave) e a lunga percorrenza. In ogni stazione ci sono punti informativi, dove munirsi già di mappe cittadine, e appena fuori dalle stesse, linee di autobus che conducono in varie zone della città. L’aeroporto, a circa 10 km da Saragozza, è ben collegato al centro con mezzi di superficie.

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