Viaggio in Ecuador: Riobamba e la strada dei vulcani

Riobamba e Vulcano Tungurawa Riobamba e Vulcano Tungurawa, Ecuador - Foto di Chiara Sonzogni

Riobamba è la città più grande della Sierra andina ecuadoriana. A quota 2754 metri sopra il livello del mare, dista circa 200 chilometri dalla capitale Quito, in direzione sud, che equivalgono a quattro ore abbondanti di autobus.

Tracciando le due diagonali che descrivono geometricamente l’Ecuador, Riobamba si trova esattamente all’intersezione, forse per questo è snodo delle principali arterie stradali e delle rotte commerciali. Da qui passa una delle pochissime linee ferroviarie del paese, un tempo molto usata oggi invece riservata a rotte turistiche, a causa dei costi e della poca efficienza della linea. Il treno e la sua storia sono molto presenti a Riobamba e donano alla città un’atmosfera urbana europea.

Il clima fresco è quello di una città che vive in un perenne autunno inoltrato. Durante i mesi passati in Amazzonia, dove è sempre estate, periodicamente venivo qui, per rinfrescare il corpo e la mente, per ritrovare le sensazioni del ciclo stagionale che ho sempre amato e di cui ho naturalmente bisogno.

A Riobamba gli abitanti e i campesinos della Sierra vengono a vendere e commerciare cereali, verdura e tessuti. Di sabato invadono le strade con i loro scialli colorati, cappelli e trecce, dando alla città un’aria festosa ed energica. I colori degli scialli non sono casuali e ogni popolazione delle Ande ha un suo colore. Si tratta di un’usanza introdotta dai colonizzatori spagnoli per riconoscere la provenienza dei mercanti con cui trattavano; un’imposizione che ora è diventata tradizione e che loro stessi usano per distinguersi e per affermare le proprie origini.

Come molte città ecuadoriane, Riobamba ha un impianto urbanistico a scacchiera. Per muovervi e orientarvi contate le cuadras (isolati quadrati) che vi separano dalla meta. Le due strade principali che distribuiscono il centro città sono l’Avenida Daniel Leon Borja e la parallela nord Primeira Costituente, sulle quali si affacciano, oltre ai principali hotel, piccole piazze-giardino che creano un sistema di spazio pubblico accogliente e di qualità; invece sulla parallela sud, la Calle Gauyaquil, si distribuiscono il commercio e i servizi.

In piazza Parque Sucre si può ammirare, oltre al curato e variopinto giardino, due notevoli esempi di edifici di architettura moderna e la monumentale facciata del Colegio Nacional, risalente agli anni Venti del XX secolo. Sul vicino Parque Maldonado si affacciano invece le istituzioni politiche e religiose.

Cattedrale di Riobamba

Cattedrale di Riobamba – Foto di Eva Troncon

La Cattedrale ha una bellissima facciata, scolpita in pietra bianca e con interni in legno accoglienti, i portici che delimitano la piazza conducono fino all’interessante sistema di patii interni del palazzo comunale in stile coloniale, che spesso ospita mostre di artisti locali. Proseguendo sulla Primeira Costituente, si raggiunge la Basilica, unico esempio di edificio religioso a pianta circolare dell’Ecuador. Gli orari di apertura non sono indicati, così se sfortunatamente sarà chiusa, se ne potrà ammirare la grande cupola seduti su una panchina, all’ombra delle maestose araucarie del Parque de la Liberdade.

A Riobamba ci sono numerosi mercati, in quello de La Merced si trovano ottimi succhi di frutta con ghiaccio proveniente dal vicino vulcano Chimborazo; di mercoledì in Plaza Roja si svolge invece il mercato artigianale, frequentato dai locali, con pochi banchi ma con merce di qualità e a prezzi modici, una fila di bancarelle è occupata da scampoli e da macchine da cucire con sarti che confezionano al momento scialli e tende o fanno piccole riparazioni; a poche cuadras di distanza si trova il mercato alimentare di San Alfonso, dove pranzare con pochi dollari e ammirare le minute donne andine che, sedute su stuoie colorate, sgranano e vendono cereali. Attenzione a fotografarle, soprattutto se vorrete immortalarne i volti, dicerie sostengono che l’obiettivo della macchina fotografica rapisca l’anima, quindi anche se la tentazione di rubare uno scatto sarà forte chiedete sempre il permesso per evitare situazioni scomode. Piuttosto offrite qualche spicciolo in cambio o comprate delle merci (vendono sacchettini di frutta secca tostata, soprattutto noccioline e fave, o chips di banane fritte, leccornie con cui vale la pena scambiare una foto.

Riobamba, Ecuador

Foto di Chiara Sonzogni

Se decidete di restare a Riobamba un’intera giornata basterà lasciarsi trasportare dalla scacchiera delle vie, scoprendo gli affascinanti interni di negozi di ferramenta e mercerie, o visitare il piccolo museo del treno, per arrivare all’ora del tramonto e quindi raggiungere il punto più alto della città, il Parque 21 de Abril, da dove ammirare i tre vulcani che abbracciano la città: a nord-ovest il Chimborazo, a nord-est il Tungurawa e a sud-est l’Altar. L’alba e il tramonto sono le ore migliori per sperare in un cielo terso e avere quindi buona visibilità delle vette. Sono stata fortunata e ho potuto ammirare questo panorama proprio verso il tramonto, vi assicuro che ne resterete incantati e immobili, fino a che il buio e il freddo non vi obbligheranno a rientrare.

Per cena concedetevi un pasto a base di zuppa di quinoa e agnello al forno. I ristoranti tipici non sono molti, si tratta soprattutto di trattorie, poco accoglienti forse ma con ricchi piatti di carne buona e ben cucinata. Se invece avrete già molta nostalgia del cibo di casa, vi consiglio il locale Specialità d’Italia, a pochi metri dalla stazione degli autobus, sull’Av. D. L. Borja. Una simpatica coppia italo-ecuadoriana, nel minuscolo retro del locale, si dedica a fare quotidianamente la mozzarella, la pizza e la pasta fresca, quindi tra tagliatelle, ravioli e pizze avrete l’imbarazzo della scelta.

succhi_ghiacciovulcano

Se, prima di dormire, avrete voglia di concedervi qualche ora di svago, Riobamba gode di una serie di attrattive spesso assenti nelle altre città, grazie alla presenza di importanti poli universitari che richiamano giovani e insegnanti da ogni parte del paese. Troverete così un circolo culturale con cinema e teatro, alcuni caffè e locali graziosi, e anche qualche discoteca per chi ama la vita notturna; in periferia ci sono centri commerciali, grandi magazzini e anche un cinema multisala.

Per pernottare vi sono molti alberghi e ostelli, per ogni prezzo e gusto, soprattutto nel primo tratto dell’Avenida Daniel Leon Borja, prossima al terminal terrestre. Per chi viaggiasse con lo zaino in spalla e non avesse grandi pretese, il Bed&Breakfast (si chiama proprio così) sarà un’ottima soluzione, con soli 10 dollari a persona a notte potrete dormire e forse fare colazione (dipende dagli orari e dall’umore del cuoco), se invece vorrete concedervi un albergo nuovo, con stanze calde e una colazione molto abbondante, al doppio della spesa, vi consiglio l’Hotel Shalom in Av. D. L. Borja all’incrocio con Uruguay.

Vulcano Chimborazo, Ecuador

Vulcano Chimborazo – Foto di Chiara Sonzogni

Qualunque itinerario seguiate, a Riobamba avrete l’occasione di tornare almeno una seconda volta; oltre a snodo viario è punto di partenza strategico per diversi itinerari e trekking. Quindi fermiamoci un po’ qui, tra mercati e vulcani in attesa del prossimo articolo, quando raggiungeremo insieme quota 5.000 metri sul livello del mare, sulle pendici del Chimborazo.

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