Autunno gastronomico tra Alba, Asti e Acqui Terme

langhe in autunno CC Lambix85

Il triangolo Alba, Asti e Acqui Terme domina incontrastato la scena gastronomica del Piemonte grazie alla qualità e varietà di prodotti d’eccellenza quali funghi, tartufi e vini. Vi conduciamo attraverso un tour culinario tutto autunnale alla scoperta delle sue prelibatezze.

Prima tappa: Alba

L’antica città di Alba, immersa tra le colline coltivate a vigneti delle Langhe, vive in autunno la sua stagione dorata. La città delle 100 torri, datate XIV-XV secolo e di cui oggi ne sopravvivono solo alcune, è infatti la patria di una delle delizie culinarie più rare e apprezzate, il tartufo bianco soprannominato, non a caso, il “diamante bianco”. Il suo intenso profumo invade le principali vie Cavour e Vittorio Emanuele nonché tutto il centro medievale, costellato non solo di mirabili chiese, come quella di San Domenico e il Duomo, ma anche di ristoranti, trattori e negozi specializzati in cui gustarlo secondo antiche ricette locali. Scovato da maialini-segugio, come da antica tradizione, o da cani addestrati, ad Alba il tartufo è abbinato a piatti tipici come i tajarin, le tagliatelle piemontesi, e a una bottiglia di Barbera o Nebbiolo. Imperdibile anche il binomio Dolcetto d’Alba, il vino da pasto più amato nelle Langhe, e ravioli ai porcini, i cugini “poveri”, ma egualmente amati, del tartufo. Di quanto funghi e tartufi siano i protagonisti della scena autunnale lo dimostrano i mercati e le fiere albesi ad essi dedicati. In primis, la Fiera del tartufo, appuntamento fisso dal 1928 e di portata internazionale.
Dove mangiare: Locanda Cortiletto d’Alba
Dove dormire: B&B Douce Maison

Seconda tappa: Asti

Principale centro d’arte del Piemonte, dopo Torino, la città di Asti conquista per il suo ricco patrimonio architettonico e artistico, eredità del suo illustre passato medievale quando era il più potente comune piemontese. Di nuovo torri, chiese, antiche domus e palazzi fanno da cornice a una saporita offerta culinaria e vinicola. Debitrice dei prodotti delle fertili colline di Langhe e Monferrato – dal 2014 patrimonio Unesco – anche la cucina astigiana dà il meglio di sé in autunno: risotto ai funghi, tagliatelle all’uovo con tartufo a scaglie e carne di manzo cruda, sempre al sapore di tartufo, sono solo alcune delle prelibatezze in cucina. Senza dimenticare formaggi dop e igp come la Robiola di Roccaverano. E tra i vini, dominano incontrastati quelli dolci, Moscato Bianco e di Canelli e, a fine pasto, immancabile un bicchiere di Asti spumante, una delle tante Docg della città. Per smaltire la scorpacciata, si passeggia per le strade del centro, all’ombra dell’imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta, fulgido esempio di gotico lombardo e tra le più grandi chiese del Piemonte, e della Torre Rossa, ultima prigione di San Secondo, patrono della città.
Dove mangiare: Campanarò
Dove dormire: Hotel Lis

Terza tappa: Acqui Terme

tartufo

CC Tourist Board Alessandria e MOnferrato

Acqui Terme si sviluppa intorno all’antico nucleo, il Borgo Pisterna, la cui principale attrazione è piazza della Bollente per la fontana della “Bollente”, una sorgente di acqua termale che sgorga da tempo immemore a una temperatura di 75 gradi. Qui il rappresentante più prestigioso è il Brachetto d’Acqui, un vino Docg dal colore rosso rubino e dall’aroma muschiato, che accompagna i piatti della tradizione guarniti con galletti, chiodini, porcini e ancora tartufi, che nel Monferrato sfumano dai toni del grigio a quelli del marrone fino ai colori netti del bianco e del nero. Nell’ambito dell’undicesima edizione di Acqui e Sapori (24-25 novembre) ad essi è dedicata una mostra e il concorso “Trifula d’Aich”, che ne decreta il miglior esemplare.
Dove mangiare: Osteria 46
Dove dormire: Hotel La Meridiana