Kilimangiaro, trekking lungo la Marangu Route

Kilimangiaro trekking Foto di El Toñio (CC)

Scalare il Kilimangiaro è una fantasia di molti viaggiatori. La montagna con i suoi 5.895 metri d’altezza è la più alta del continente africano ed occupa il 4° posto tra le mitiche sette, le Seven Summits, tra cui si annoverano le montagne più alte di ciascun continente. Quello che forse non sapete, è che scalare il Kilimangiaro non è un’esperienza riservata esclusivamente ad esperti alpinisti. C’è una strada percorribile in 7 giorni circa di trekking adatta a chiunque, a patto che abbia la giusta dose di energia e motivazione.

Stiamo parlando della Marangu Route, uno dei percorsi di trekking della Tanzania più antichi e consolidati. L’altrimenti detta “Tourist Route” è percorsa ogni anno da viaggiatori che sognano di raggiungere la vetta e il ghiacciaio che ne ricopre la cima (dal 1912 è calato dell’80% e si stima che potrebbe scomparire entro il 2020). Il percorso comincia ai piedi del Kilimangiaro, nella parte sud-orientale, nei pressi della località di Marangu da cui prende nome, al confine tra Tanzania e Kenya. Lungo 70/80 Km, richiede 5-6 giorni per essere completato, uno in più considerando che ci si deve abituare all’altitudine per evitare spiacevoli incidenti di percorso.

Il trekking se è vero che può essere percorso da chiunque sia in buona salute e abbia voglia di camminare, per via della pendenza graduale e della presenza di rifugi in cui fermarsi (i cosiddetti hut, casette in legno da 4 a 6 posti letto affiancati da servizi igienici e area mensa), non va però preso alla leggera (in molti desistono lungo il percorso) ed è necessario appoggiarsi a una guida locale provvista di licenza di alpinismo. A questo proposito Phil Gray nel 2006 ha scritto della sua ascesa in un libro che ha emblematicamente intitolato Kilimanjaro via the Marangu Route: “Tourist Route” My Ass.

Boschi e prati alpini, gole rocciose e paesaggi lunari si aprono agli occhi di chi percorre la Marangu Route che conduce a due dei tre vulcani conici del Kilimangiaro, Kibo e Mawenzi (il terzo è Shira) regalando uno spettacolo naturale con pochi eguali tutelato dal Kilimanjaro National Park  e patrimonio UNESCO dal 1987.

Harry guardò, e tutto quello che poté vedere, vasta come il mondo intero, grande, alta e di un bianco incredibile nel sole, era la vetta del Kilimangiaro. E allora seppe che era là che stava andando.
Le nevi del Kilimangiaro, Ernest Hemingway

La strada è scandita da 4-5 tappe che corrispondono ad altrettanti rifugi e punti panoramici. Il 1° giorno dal Marangue Gate (1843 m.s.l.m) si raggiunge dopo 8 km e 4-5 ore di climbing il Mandara Hut, il primo rifugio a quota 2700 m. Il 2° giorno dopo 6-8 ore percorrendo in totale 12 Km, si arriva all’Horombo Hut (3.720 m) da cui si riparte il 3° giorno con due possibili mete: si può percorrere una piccola deviazione della Marangue Route per arrivare dopo 5 Km e 2-3 ore di salita al Mawenzi Hut (4.315 m) – rifugio ai piedi del Mawenzi, uno dei coni vulcanici del Kilimangiaro – per poi ritornare all’Horombo (1-2 ore di discesa) e trascorrere qui la notte; oppure salire dall’Horombo direttamente fino al Kibo Hut (10 Km per 6-7 ore di cammino) a quota 4.703 m. Che sia il 4° o 5° giorno, dal Kibo Hut si arriva all’Uhuru Peak (5.895) dopo 6-8 ore e 6 km percorsi. È questa la vetta del Kilimangiaro e da qui ricomincerà la discesa che condurrà lungo lo stesso percorso di nuovo all’Horombo Hut (16 Km e 4-5 ore di tragitto) e infine, il 5° o 6° giorno, al Marangue Gate a 20 Km e 5-7 ore dall’Horombo. Qualsiasi sia l’itinerario che scegliete non sottovalutate la scalata, è pur sempre impegnativa, non abbiate fretta e ricordate che non è obbligatorio arrivare in cima.

trekking Kilimangiaro

Foto di Gianluca Modica (CC)

Informazioni utili per scalare il Kilimangiaro

Quando andare. Il Kilimangiaro è percorribile in ogni stagione, ma sempre dovrete essere attrezzati per eventuale freddo intenso, pioggia e neve. Le stagioni secche sono la scelta migliore: tra giugno e ottobre, e dalla fine di dicembre all’inizio di marzo.

Cosa portare. Indumenti adatti al freddo e alla pioggia intensa e un caldo sacco a pelo impermeabile (se vi bagnate è difficile che si asciughi in giornata). Noleggiano attrezzatura anche sul posto, ma il consiglio è di portare la propria. Non ci sono negozi, solo i rifugi vendono bibite a prezzi molto elevati perciò vale la pena portare con sé il necessario.

Costi. Dipende dal tragitto che fate e dal numero di giorni, ma considerate non meno di 1500$ (evitate chi vi propone allo stesso prezzo l’alternativa Umbwe route). Evitate chi vi offre prezzi super competitivi, rischiate di avere guide meno esperte, attrezzatura non adatta e molte spese escluse. Molte agenzie includono nel prezzo i costi di trasporto e quelli di accesso al parco (intorno ai 70$ al giorno), ma verificate. Le guide e portatori sono pagati molto poco dalle agenzie e si usa lasciare loro una mancia pari circa al 10% della spesa complessiva.

A chi rivolgersi. Kilimanjaro Guides Cooperative Society si trova appena oltrepassato il Marangu Gate (telefono: 255.27.275.1756). Tra le agenzie affidabili più economiche c’è il Marangu hotel; consultate l’elenco delle agenzie consigliate dal Kilimanjaro Porters Assistance Project.

Altre strade. Ci sono diverse alternative alla Marangu Route, come la Machame Route, soprannominata “Whiskey Route” per la maggior difficoltà, la Rongai Route, l’unica sul versante nord orientale, la Machame Route, cresciuta in popolarità per la recente diminuzione dei costi e tra le più scenografiche insieme alla Shira Route. Lungo queste strade non ci sono rifugi, si dorme in tenda, e ciascuna ha un diverso grado di difficoltà.