Trekking sul Lago di Como: Torno, Piazzaga e Montepiatto

Trekking sul Lago di Como Foto di Franco Folini (CC)

Quella del lago di Como, uno dei laghi più importanti del nord Italia, è una zona particolarmente bella per fare del trekking. Infatti è sede di alcuni itinerari celebri come il Sentiero del Viandante e offre paesaggi stupendi in tutte le stagioni a cui si accompagnano bellissimi paesini e resti storici di epoca romana e medievali.

Scegliere un itinerario fra i tanti disponibili è davvero difficile, ma vi potete aiutare con la guida di Patrizia Lombardi acquistabile in libreria e online, da cui viene anche il percorso che vi proponiamo oggi.

Il nostro itinerario parte dal caratteristico paesino di Torno per inerpicarsi fra le colline dove potrete godere di splendidi panorami e incontrare un arco romano e antiche tombe scavate nei massi erratici. Questo percorso è molto semplice e presenta un dislivello minimo risultando quindi adatto anche ai bambini. Il percorso è ad anello e dura circa 4-5 ore, ma c’è la possibilità di compiere deviazioni che accorcino i tempi.

Prima di inoltrarsi sul sentiero, vale la pena di fare un giro per il paese, che è uno dei più caratteristici della zona in quanto ha mantenuto la struttura del borgo antico, con viuzze strette e casette che si inerpicano sulle colline. La piazza del porto dà sulla chiesa di Santa Tecla, di origini romaniche, interessante per il suo elegante campanile, il rosone gotico e il portale a sguancio. Un’altra chiesa degna di nota è quella trecentesca di san Giovanni Battista del Chiodo, così chiamata per via di un chiodo lì conservato che si dice sia appartenuto alla croce di Cristo, portato a Torno da un vescovo tedesco di ritorno dalle crociate. Il corpo dell’edificio è rinascimentale, ma il campanile è romanico e il portale finemente decorato è attribuibile ai fratelli Rodari, famosi per i portali del Duomo di Como.

Per raggiungere il sentiero bisogna attraversare la strada statale, che divide Torno in due. L’itinerario ha inizio da Piazza degli Alpini: bisogna seguire le frecce rosse che indicano la strada regia e ai bivi successivi prendere a sinistra per Molina, Piazzaga e i Massi avelli. In caso di dubbio chiedete agli abitanti che sono molto cortesi. Arriverete così a una mulattiera in leggera salita, affiancata da campi e vecchie cascine, da cui si gode uno stupendo panorama sul lago. Lungo il percorso si incontrano piccole case di pietra che sembrano uscite da una favola, spesso in stato di abbandono e invase da erbe e rampicanti.

Proseguendo sulla mulattiera si incontra la Porta Travaina, un arco di probabile origine romana, dopo il quale la vegetazione si fa più intricata e successivamente un ponte, sotto cui scorre un vivace torrente. Dopo il ponte il sentiero si biforca. Andando a sinistra si incontrano i Massi Avelli: massi erratici, scavati e usati come sepolcri già in epoca preistorica. Sono l’Avello del Maas, l’Avello di Rasina, l’Avello delle Piazze, l’Avello Negrenza e l’Avello delle Cascine di Negrenza. Il più imponente misura più di 180 per 80 cm. Il sentiero è molto ben fatto e vicino ad ogni sepolcro si trovano cartelli che ne spiegano la storia. Al terzo avello, quello di Negrenza, che è anche il più grande, si può scegliere se proseguire sul sentiero nel bosco, da cui in circa un quarto d’ora si incrocia la mulattiera per Piazzaga, oppure tornare al ponte e prendere il sentiero di destra che porta in circa mezz’ora sempre all’Alpe Piazzaga, dove si trova un piccolo nucleo di casette abitate solo in estate e un tipico crotto dove si può fare una sosta per pranzare.

Da Piazzaga la mulattiera prosegue per Montepiatto (610 mt.), bel paesino il cui punto d’attrazione principale è la chiesa di Santa Elisabetta, che risale al XVI sec. ed è stata gestita prima da un confraternita e poi da monache di clausura. L’annesso convento è stato chiuso dopo i saccheggi che Torno subì nel 1515 ad opera degli Svizzeri e nel 1522 ad opera dei Comaschi alleati agli Spagnoli. Dallo spiazzo che circonda la chiesa si può godere una vista mozzafiato sul lago.

Poco lontano, in una radura del bosco, si può raggiungere un grande masso erratico chiamato Pietra Pendula, che assomiglia ad un fungo in quanto è formato da due pietre calcaree, la più grande in bilico sulla più piccola. Curiosamente questo masso ha un gemella in Germania, sul massiccio del Fichtebirge. Sul sentiero che porta alla Pietra Pendula si trova un altro masso erratico particolare, la Roccia di San Carlo Borromeo, legata ad una leggenda secondo cui il santo, poggiando le mani sulla pietra, ne avrebbe fatto sgorgare dell’acqua per dissetarsi. Un’altra leggenda narra che San Carlo, insieme alle monache del convento, spiccò il volo da quel masso per ricomparire presso la casa madre delle suore sul Sacro Monte di Varese.

Da Montepiatto, per tornare al punto di partenza, se non si vuole fare lo stesso sentiero dell’andata, si può prendere la mulattiera che scende sul versante occidentale del monte, che permette di arrivare a Torno in meno di un’ora. Attenzione però perché le indicazioni non sono chiarissime.

Dove dormire. Se volete fermarvi una notte a Torno consigliamo l’Hotel Vapore. Per soggiorni più lunghi sul Lago di Como, magari in famiglia, il sito VacanzeLago.com offre un’ampia scelta di case vacanza, ville e appartamenti

Come arrivare. In treno fino a Como. Da lì, sebbene gli autobus siano più economici, consigliamo di raggiungere Torno in battello per godere dello stupendo panorama lacustre.