Le torri difensive in Salento, un itinerario tra Lecce e Otranto

Itinerario Salento: le torri difensive Torre Miggiano | Foto di Paul Barker Hemings (CC)

Un pescatore corre dalla spiaggia urlando: “mamma, arrivano li turchi!”. Tra il XV e il XVI secolo era una scena tipica, le scorribande saracene terrorizzavano le popolazioni salentine e per difendersi i vari sovrani che governavano queste terre crearono una rete di torri costiere in comunicazione tra loro per avvistare il nemico prima che fosse troppo tardi. Molte sono in piedi ancora oggi. Questo itinerario vi permetterà di scoprire le più caratteristiche.

1° GIORNO: LECCE

Lecce era una città fiorente e florida, perciò ambita da li turchi. Fu necessario dotarla di molteplici torri di avvistamento. Ammirabile ancora oggi è la Torre di Belloluogo, a qualche centinaio di metri da Porta Napoli. Risalente al Trecento e di forma cilindrica custodisce una cappella con numerosi affreschi. Giriamo per la città addentrandoci nel centro storico e restiamo incantati dal gran numero di chiese e palazzi barocchi. Mozzafiato il Duomo e i resti dell’Anfiteatro Romano in piazza S. Oronzo.
Dove dormire: hotel Lecce

2° GIORNO: TORRE DELL’ORSO

Disseminate lungo le zone costiere svettano numerose torri su spiagge a cui danno il nome. Prendendo per Vernole e imboccando poi la strada statale 611 si arriva a Torre dell’Orso. Il posto vale una visita per la splendida spiaggia, la corrente proveniente dal Canale d’Otranto infatti rende il mare particolarmente limpido. Famosi gli scogli de Le Due Sorelle, che nella forma ricordano la leggenda di due fanciulle, morte in mare e trasformate in scogli dagli dei mossi a compassione. Sulla sinistra invece si vede la torre che svetta sulle rocce. Sotto, guardando da sinistra, con un guizzo di fantasia si può scorgere la testa di un orso. Dopo esserci goduti il mare ci concediamo un gelato consigliatoci da gente del luogo dal bar Dentoni: una distesa di gusti e una terrazza con una stupenda vista sul mare.
Dove dormire: Villa Mediterranea

3° GIORNO: OTRANTO

Proseguendo sulla statale 611 a qualche chilometro da Otranto si erge la Torre del Serpe, che simboleggia la città di Otranto. Appare infatti anche sullo stemma della città. La leggenda vuole che un enorme serpente di mare strisciasse nottetempo fino in cima per bere l’olio della lanterna che serviva da guida per i naviganti, causando naufragi e morti. Imponente costruzione a base circolare e forma tronco-conica, si pensa risalga al tempo dei romani e sia stata in seguito fatta restaurare da Federico II. Otranto ci colpisce per le sue casette di calce bianca che gli conferiscono un aspetto particolare. Restiamo impressionati dal pavimento musivo della cattedrale: un gigantesco mosaico con animali strani e scene religiose.
Dove dormire: B&b a Otranto

4° GIORNO: SANTA CESAREA TERME

In località Porto Miggiano c’è la torre omonima costruita nel XVI secolo, probabilmente a difesa di coloro che lavoravano nelle cave di carparo circostanti. In muratura con pietre irregolari si mantiene piuttosto ben conservata. La località vive più che altro d’estate e possiede un caratteristico porticciolo circondato da alte scogliere. Facciamo un salto alla vicina Santa Cesarea Terme, nota per le sue acque termali che secondo la leggenda derivano dalla putrefazione dei Titani vinti da Ercole. Bellissima Villa Sticchi, in stile moresco che sembra quasi una moschea, uno dei primi stabilimenti termali, cinta su tre lati da un porticato con colonne tortili e con la facciata a due piani culminante in una loggia e sopra una grande cupola. Notiamo i resti di bianco, rosso e azzurro delle antiche pitture e ci appassioniamo seguendo gli arabeschi, le stelle e i motivi floreali. Merita una visita anche Villa Raffaella, con una caratteristica torretta ottagonale, che oggi è una struttura ricettiva in cui è possibile soggiornare.
Dove dormire: Panacea Residence B&B