Hué, Vietnam: la città degli imperatori

Hué, Vietnam La cittadella | © Carla Squaiella

Hué è una tappa quasi obbligatoria per chiunque visiti il Vietnam. Non solo è stata per quasi 150 anni la capitale politica e culturale della nazione grazie alla dinastia Nguyen che ha lasciato molti tesori artistici come la Cittadella, il più imponente complesso monumentale vietnamita, ma custodisce spettacolari tombe imperiali, pagode e templi, senza considerare l’aspetto culinario: Hué è la raffinata capitale gastronomica del Paese.

La CittadellaKinh Thanh in vietnamita – racchiude al proprio interno la Città Imperiale, ispirata a quella di Pechino, anche se un po’ meno sfarzosa, e la Città Purpurea Proibita, rigorosamente riservata all’Imperatore, sue concubine e guardiani ovviamente eunuchi. In un paio d’ore, limitando la visita a questi due luoghi, avrete la possibilità di apprezzarne il valore, evitando di seguire il perimetro di una decina di chilometri delle possenti mura alte circa sei metri. Dopo i devastanti bombardamenti del 1968, la Città Imperiale fu lasciata in stato di semi abbandono per una ventina d’anni e i restauri, ancora in corso, iniziarono solo dopo che l’UNESCO la dichiarò Patrimonio Mondiale nel 1992. Dopo aver attraversato il Fiume dei Profumi, entrerete nella Città Imperiale (ingresso 2,50 €) utilizzando la maestosa Porta Ngo Mon alla cui sommità si trova il Belvedere delle Cinque Fenici, da dove l’imperatore Nguyen nel 1945, “convinto” dal governo rivoluzionario di Ho Chi Minh, abdicò definitivamente a favore della Repubblica. Inizia da questa porta la scoperta di palazzi, sale, collezioni, padiglioni, templi, pagode, corsi d’acqua di questa meravigliosa residenza. Particolare attenzione meritano il Palazzo dell’Armonia Suprema (Palazzo di Thai Hoa) utilizzato per i ricevimenti ufficiali e le Nove Urne Dinastiche, dedicate ad altrettanti imperatori, giganteschi vasi in bronzo, alti 2 metri e dal peso di 20 quintali ciascuno, lavorati con assoluta maestria e finezza riproducenti scene di vita e cultura vietnamita. Immergetevi tranquillamente in tutto il complesso, cercando di non essere pressati dall’orologio, trovando così il tempo di scovare suggestivi scorci per belle foto.

visitare Hué

© Carla Squaiella

Da non perdere poi la Pagoda Thien Mu che potete raggiungere in bicicletta o, meglio ancora, in pochi minuti di navigazione sul Fiume dei Profumi dopo aver noleggiato tutto per voi – per meno di 10 € – un sampano, la pittoresca imbarcazione locale. Una volta in mezzo al fiume, non sfuggirete al tenace assalto della moglie del “comandante” che vorrà vendere le solite cianfrusaglie dopo averle spacciate per raffinati prodotti artigianali; molti dolci sorrisi saranno la vostra miglior difesa. La breve crociera è la via più gradevole, rapida e romantica per arrivare ai piedi della scalinata che porta alla “Pagoda della Signora Celeste” (significato di Thien Mu). Già dal fiume la Torre Phuoc Duyen, ventun metri su pianta ottagonale, vi darà il benvenuto per la visita di uno dei principali centri culturali, intellettuali e religiosi del Paese; ognuno dei sette piani della Torre è dedicato a Buddha apparso in sembianze umane. All’interno vivono una dozzina fra monaci e novizi. La pace e la serenità regnano sovrane soprattutto durante le dolci nenie dei monaci. Come contrappunto si può ancora vedere un cimelio storico, inquietante per la tragedia che rappresentò: la Austin blu-azzurra che nel 1963 portò il monaco Thich Quang Duc a Saigon dove pubblicamente si diede fuoco per protesta contro il regime sud vietnamita che opprimeva il buddhismo. L’eco mondiale fu enorme ma nulla cambiò per molti anni ancora.

Tombe imperiali Hué

© Carla Squaiella

Ed ora occupiamoci dei monumenti più grandiosi della dinastia Nguyen, le loro sette tombe, tutte raggiungibili navigando per pochi minuti sul Fiume dei Profumi. Le meglio conservate e le più visitate sono quelle di Minh Mang e di Tu Duc, maestosi complessi comprendenti padiglioni, laghi, giardini e quant’altro potesse essere gradevole ed utile al defunto imperatore. Interessante conoscere la complessa procedura degli indovini e dei sacerdoti per individuare i luoghi perfetti per le sepolture. La tomba doveva essere posta fra una collina più alta per infrangere i venti maligni ed una più bassa, alle spalle, a chiusura del territorio imperiale. Anche il susseguirsi dei vari monumenti interni segue una precisa disposizione secondo le regole della Strada dello Spirito. La Tomba di Minh Mang è considerata la più fedele allo schema ideale ed è un posto da visitare dedicandole il tempo che merita, tante sono le particolarità da ammirare come statue in pietra, intarsi, lavori in madreperla e molto altro ancora. La Strada dello spirito inizia alla Grande Porta Rossa e si snoda tra due laghi attraverso il Cortile d’Onore, un palazzo su tre terrazze, cortili, altre due porte e ponti per giungere finalmente – dopo 700 metri – alla tomba. Purtroppo questo meraviglioso complesso fu costruito con Minh Mang ancora imperante che utilizzò, contro la loro volontà, più di tremila persone. La maestosa Tomba di Tu Duc, a soli cinque km da Hué, si potrebbe definire inversamente proporzionale all’altezza dell’imperatore che era di appena 153 cm! Il complesso è adagiato su un’area di circa 120.000 mq. e comprende una cinquantina di costruzioni e un lago artificiale. Il regno di Tu Duc durò ben 35 anni e, nonostante le 104 mogli e un numero imprecisato di concubine, lasciò questo mondo senza un erede al trono causa, dissero, il vaiolo; gli avversari sostennero, invece, che i motivi furono ben altri. Al di là dei poco appassionanti dilemmi riproduttivi imperiali, rimane il grande fascino dell’insieme e, soprattutto, il mistero del luogo della vera sepoltura di Tu Duc. Questo sepolcro, infatti, non ospita le spoglie mortali né i tesori che tradizionalmente le accompagnavano. La sepoltura avvenne in un luogo talmente segreto, e che tale avrebbe dovuto rimanere per sempre, che le centinaia di sudditi utilizzati per tale operazione, furono prudentemente decapitati. Per chi desiderasse approfondire la conoscenza storica e architettonica del periodo Nguyen, ricordiamo che Hué e dintorni, sono un autentico museo a cielo aperto con numerose altre tombe imperiali e pagode, interessanti vestigia sopravvissute abbastanza bene agli scempi che ogni guerra porta con sé.

Info utili per visitare Hué. La città è a misura d’uomo e si gira tranquillamente a piedi oppure, per i più pigri, noleggiando un motorino per due persone a meno di 5 € al giorno. Potrete così andare al mercato di Dong Ba, o alla ricerca di qualche bel dipinto su carta di riso o gustare la famosa buona tavola in un simpatico ristorante come il Garden Restaurant Hoa Vien (11 Vo Thi Sau Str, +84 54 384 93 00), non infestato da orde turistiche o da triste musica strimpellata da improbabili orchestrine, come sovente succede. Per dormire a Hué consigliamo Phong Lan Guesthouse e a chi cerca lusso e relax il Pilgrimage Village Boutique Resort & Spa.