Viaggio in Kalimantan: le isole tropicali Derawan e Maratua

Derawan e Maratua, isole tropicaliFoto di Carla Squaiella ©

Questo articolo fa parte del viaggio di Carla in Kalimantan. Leggi l’itinerario completo qui »

Al largo del Kalimantan orientale nel mar di Sulawesi, si trova l’arcipelago di Derawan, tra le migliori destinazioni d’immersione al mondo, hotspot in bio-diversità con una straordinaria vita sottomarina. È composto da 31 isole, tra le quali Derawan e Maratua, le più importanti e migliori basi per soggiornare, le disabitate Sangalaki e Kakaban, e le isole private di Nabucco e Nunukan.

Non ci sono voli diretti e il viaggio per raggiungerle è lungo, proprio per questo l’arcipelago è ancora pressoché ignorato dal turismo nonostante i colori splendidi del mare, calmo e trasparente, che vanno dal blu intenso al verde smeraldo, e le lunghe spiaggie bianche orlate da palme altissime. Ci troviamo insomma in un vero e proprio paradiso tropicale, ma le cose stanno cambiando rapidamente. Su numerose isole infatti troviamo cantieri di resort cinque stelle che insieme all’aeroporto che presto sorgerà sull’isola di Maratua, cambieranno drasticamente il volto di questo arcipelago. Difficile pensare che ciò non influirà sull’habitat di tartarughe, sulle barriere coralline e la vita nei villaggi. Poco potranno il WWF e gli ambientalisti che si oppongono alla politica di governo orientata più allo sviluppo turistico ed economico, che alla tutela del territorio.

Noi raggiungiamo l’isola di Maratua da Samarinda, dove ci siamo fermati una settimana per l’itinerario lungo il fiume Mahakam. Prendiamo un volo per Balikpapan, il principale hub del Borneo indonesiano, e un altro per la cittadina mineraria di Berau (voli Kalstar 2000000 Idr). Dall’aeroporto in 2h di taxi (600000 Idr) percorriamo la strada fino a Tanjung Batu dove partono le piccole barche veloci per Derawan (30’ 300000 Idr) o Maratua (2h 1200000 Idr), l’atollo più lontano e meno turistico per poi fermarci un paio di giorni sulla via del ritorno a Derawan. Le escursioni alle altre isole dell’arcipelago si possono organizzare sia da una che dall’altra isola.

Il mare s’ingrossa e dobbiamo affrettarci a salire sulla piccola barca a motore, che sfreccia veloce tra le onde sempre più alte man mano che entriamo in mare aperto. Sbattiamo dolorosamente sui duri sedili per quasi due ore, quando finalmente attracchiamo al pontile di Harapan a Maratua. L’isola abitata da 4 villaggi di pescatori, ha la forma a U allungata e una laguna è collegata all’oceano da una pass, un canale sottomarino.

Maratua, Kalimantan

Maratua | Foto di Carla Squaiella ©

Gli unici resort sono, il Paradise, in posizione spettacolare con centro diving (1,3-1,9 mil. Idr pensione completa per 2) e il Maratua Guesthouse (50$ per camera, pasti esclusi). Ananda è l’alternativa economica (300000 Idr a camera), stanze pulite, ma servizio e pasti pessimi. Non ci sono altri ristoranti. Ci spostiamo a Bohe Silian, sul lato opposto dell’atollo, un caratteristico villaggio di pescatori senza spiaggia dove è possibile trovare semplici homestay. Ci sistemiamo al Kusung Pa’adal, in una stanza occupata di solito dalla famiglia, il cibo non è il massimo e c’è un solo mandi (bagno indonesiano) condiviso da ospiti e non, ma la giovane padrona che non parla inglese, è ospitale e discreta (200000 Idr in 2 pensione completa). Con il fratello pescatore concordiamo le escursioni alle vicine isole (1,3-1,6 mil. Idr al gg), anche lui non parla inglese e ci viene in aiuto la giovane moglie che lo insegna a scuola.

Trascorriamo con il pescatore e due polacchi, unici altri turisti nel villaggio, due splendide giornate di snorkeling visitando le 4 principali isole dell’arcipelago. La rinomata Kakaban a 40 minuti di barca, vanta ottimi punti d’immersione e custodisce un lago di acqua salmastra circondato da una fitta foresta di mangrovie, dove osservare migliaia di meduse non urticanti. L’isola di Sangalaki è invece il regno indiscusso delle mante e un ottimo punto per fare snorkeling tra le tartarughe, che qui trovano un habitat protetto per la riproduzione. L’isola resort di Nunukan, gestita da una coppia di tedeschi (65€ al giorno a persona), offre confortevoli ed eleganti chalet immersi nella natura e affacciati sulla laguna, con un centro immersioni sul lato opposto e un lungo pontile che conduce a un’altra isola deserta (sarà realizzato qui un nuovo albergo cinque stelle). Pranziamo nel ristorante panoramico (una delizia, sopratutto dopo i pasti di Ananda e del Kusung Pa’adal) prima di proseguire per l’isola Nabucco, di fronte a Boe Silian, un eco-resort elegante e impeccabile, stessa proprietà di Nunukan, con centro diving per sub esperti utilizzato anche dagli ospiti del Maratua Guesthouse di Harapan. Per lo snorkeling dobbiamo aspettare che si alzi la marea, ma per rimanere sull’isola dobbiamo pagare, la richiesta ci infastidisce e ci spostiamo verso un’altra zona al largo di Maratua, le alternative qui non mancano.

La sera il tranquillo villaggio Boe Silian si anima di gente cordiale e bimbi che si tuffano in mare dai pontili delle palafitte o nelle lagune di mangrovie dai rami degli alberi. Un’atmosfera d’altri tempi.

tartaruga marina

Foto di Carla Squaiella ©

Per le ultime notti sull’isola ci spostiamo al Paradise, nel bungalow sull’acqua n° 9, il più bello con vista sul mare aperto. Con la bassa marea l’accecante spiaggia di Harapan emerge a perdita d’occhio creando numerose piscine naturali. Tra un bagno e l’altro nella vicina barriera corallina, trascorriamo il tempo passeggiando intorno all’isola senza incontrare anima viva. A turbare il paesaggio da sogno solo i rifiuti vicino ai villaggi, oggetti di ogni genere scaricati in mare, che le onde inesorabilmente ci restituiscono a riva. Con l’alta marea invece non dobbiamo fare altro che oziare seduti sulla nostra terrazza a osservare le numerose tartarughe che nuotano sotto i nostri piedi.

Trascorriamo così due splendidi giorni in relax prima di partire alla scoperta di Derawan (1h in barca 800000 Idr). Qui l’atmosfera è diversa, il caratteristico villaggio con le strade sterrate è da tempo meta dei backpackers, attirati dalla fitta rete di guesthouses economiche e ristorantini, mentre i resorts per ora sono due, il nuovo Derawan Dive Lodge (75€ pensione completa in 2) con 10 camere e centro diving che si affacciano su una piccolissima spiaggia privata e il Derawan Dive Resort, inspiegabilmente sconsigliato da LP. Si trova in ottima posizione, con spaziosi bungalow, centro diving, e soprattutto miglior snorkeling, interessanti immersioni direttamente dal pontile e bella spiaggia (tenuta pulita purtroppo solo nell’area dell’albergo).

Nonostante intorno all’isola le barriere abbiano subito i danni della passata pesca con dinamite e del maggior impatto turistico, Derawan conserva una notevole vita marina e magnifici punti d’immersione, ogni isola dell’arcipelago infatti ha caratteristiche peculiari che anche i sub più esigenti possono apprezzare.

» Quando andare: 25/30° tutto l’anno, il periodo migliore va da marzo a novembre.
» Cambio: non ci sono money changer a Tarakan, Balikpapan, Berau. Raramente viene accettata la carta di credito. Portate sufficiente denaro contante. A Maratua non ci sono banche o Atm, a Nunukan e Nabucco conviene pagare in €.
» Come arrivare: da Singapore, Jakarta, Kuala Lumpur prendere il volo per Balikpapan (BPN) + volo per Berau con Sri Wijawa, Kalstar o Trigana. Da Berau in taxi fino a Tanjung Batu + barca veloce verso le isole oppure tranfer in barca direttamente da Berau jetty. Alternativa via Tarakan + Berau.