Giorno d’inverno a Montreux: il lago di Ginevra e il castello di Chillon

Montreaux e il lago di GinevraLa statua di Freddie Mercury a Montreux | Foto di Alessandra Madella ©

Tra file di palme e ristoranti lussuosi, lo sguardo è catturato dal lago Leman (altrimenti detto lago di Ginevra): è un mattino di cielo grigio, quasi abbagliante, sul lungo lago di Montreux, capitale della riviera di Vaud. La Promenade Fleurie, che si snoda da Vevey a Villeneuve, è ideale per un passeggiata romantica e un po’ retrò, con gli edifici della Belle Époque a incorniciarne il percorso. Lo scintillio di tempi andati proveniente dal Fairmont Le Montreux Palace si alterna ad un gusto prettamente contemporaneo con sculture che sorprendono lungo il percorso, per non parlare delle installazioni floreali, omaggio estroso in continuo divenire di paesaggisti dalla mano felice.

É una statua in Place du Marché però l’autentico miele per i turisti: sì, parliamo di quella del grandioso Freddie Mercury. Dalla gradinata alle sue spalle pare che si stia ancora esibendo per il pubblico avido di foto ricordo.  Qui a Montreux il cantante trascorse gli ultimi anni della sua vita: la Lake House nella zona di Les Tourelles gli regalò un po’ di pace lontano dai riflettori. I Queen come altri gruppi di spicco negli anni ’60, parteciparono proprio qui al Festival della Rosa d’Oro, uno degli appuntamenti più prestigiosi di Montreux. La sua vocazione musicale è ormai internazionale fin dai quei meravigliosi anni, grazie a moltissimi appuntamenti tra cui il leggendario Montreux Jazz Festival e il seguitissimo Freddie Mercury Memorial.

A dicembre il lungolago si anima con il pittoresco mercatino di Natale, dove centinaia di chalet addobbati, oltre ad offrire idee per regali artigianali, ristorano i turisti in cerca di idee sfiziose. Accanto ad un buon bicchiere di vin chaud, la fonduta da passeggio (leggasi baguettina cava con colata di deliziosa fondue appena fatta) intriga anche i più salutisti. Il mercato coperto, che per l’occasione si veste a festa, sottolinea, ancora una volta, lo stretto legame con la musica: non solo per le animazioni musicali ma per la scritta Smoke on the Water, a memoria della nube di fumo – cantata dai Deep Purple – che partì dal vicino Casinò durante un incidente nel bel mezzo del concerto di Frank Zappa e dei Mother of Invention in quel 1971.

» Dove dormire a Montreux? Noi consigliamo: La Rouvenaz per la posizione panoramica sul lago e la cortesia del personale; il BnB Belalp per la luminosità delle stanze e la posizione strategica; l’Hôtel Masson per il suo fascino storico e bucolico.

Poco lontano, dopo un tè ristoratore alla Confiserie Zurcher (Avenue du Casino 45), accompagnato eventualmente da un peccatuccio di piccola pasticceria, si può visitare la parte vecchia della città: primo requisito polmoni da competizione, visto che il centro storico – la Vieille Ville – si raggiunge da Rue du Marché salendo come caprette. Certo il panorama vi ricompenserà.

Il meglio però vi aspetta nel pomeriggio, quando il lago inizia ad arrendersi alle nuvole e l’atmosfera si ispira ad un paesaggio fantasy. A pochi chilometri di distanza (circa 3) utilizzando preferibilmente per questioni di arduo parcheggio il bus n° 1, che da Montreaux arriva fino a Vevey, si raggiunge il fiabesco Château de Chillon.

Lago di Ginevra

Foto di Alessandra Madella ©

D’estate si può tranquillamente optare per una bella passeggiata lungo il lago per arrivarci, ma visto che d’inverno l’ultimo orario per l’ingresso è alle 16.00, è preferibile risparmiare tempo o decidere di dedicare l’intera giornata alla visita del castello.

La prigione in cui venne rinchiuso il priore Bonivard, immortalato da Byron nel suo celebre «Prigioniero di Chillon» è un vero gioiello, che non può mancare nel carnet degli accaniti di siffatti monumenti storici. Questo maniero si caratterizza lungo l’arco di tre periodi (savoiardo, bernese e valdese) ed è il risultato di diverse ristrutturazioni attraverso i secoli. L’intelligente suddivisione in sale, procedendo attraverso un percorso che si snoda lungo i tre cortili, ne facilita la perlustrazione e durante alcuni periodi dell’anno il castello si anima di eventi.

Oltre a concerti suggestivi in una cornice incantevole, tra una capatina nelle prigioni, nella cripta e nella sala degli stemmi potreste assistere a balli medievali e ristorarvi con carni allo spiedo, pane rustico e zuppe calde… rivivendo l’atmosfera di tempi perduti. Tanti artisti, come Hugo e Delacroix, si sono fatti rapire dal fascino, ai tempi piuttosto sinistro, di questo castello. Oggi ne ammiriamo l’aspetto estetico e la posizione da favola su un isolotto roccioso, che regalava una naturale protezione e collocazione strategica. Il cammino di ronda esterno e le 46 parti in cui il percorso per visitarlo è suddiviso creano una vera e propria avventura, tra scale a chiocciola, strette intercapedini di roccia fra le stanze e ballatoi a ridosso delle cinte murarie. Grazie alle audioguide su iPod i bambini possono togliersi ogni curiosità sulla storia, gli usi e i costumi di tempi lontani. Gli adulti portano a casa la cultura per mantenere vivo il ricordo: si può scegliere tra lo Chasselas Grand Cru e il Gameret-Garanoir, prodotti nei vigneti che circondano il castello. Il vino di Chillon ha radici lontane e una storia antica… quasi lunga quanto, per dirla con Victor Higo, “il blocco di torri seduto su un blocco di roccia”.