Tel Aviv, cosa e dove mangiare – Un tour gastronomico

Mangiare a Tel AvivFoto di Matteo Zacchetti

Tel Aviv è una città nuova e giovane ma dal cuore antico. Tollerante e allo stesso tempo capitale di uno stato in cui la religione ha un ruolo eccessivo e inquietante. E’ mediterranea e medio-orientale, araba ed ebrea. E’ un misto fra una città americana e una levantina un po’ lasciata andare con grattacieli moderni e casette basse in rovina e coperte da rampicanti gli uni accanto alle altre. Insieme a Berlino è uno dei centri mondiali del Bauhaus. Le bellissime case bianche dai balconi arrotondati sono ovunque. Ha accolto la diaspora ebraica ed ha assorbito ondate migratorie dalla Polonia e dalla Francia, dalla Russia e dall’Ucraina, da Etiopia ed Eritrea.

E’ una città in cui la possibilità concreta della guerra e della distruzione – attiva e passiva – porta a vivere a una velocità e ad un’intensità superiore, mentre il lungomare, il sole e la bella spiaggia urbana – con surf e frisbee che imperano sembra di essere in California – spingono a vivere all’aria aperta e rallentano il ritmo di vita. Gastronomicamente parlando, è una città che ha assorbito e digerito usanze, orari, tradizioni e ricette molto diverse fra loro. A Tel Aviv la cucina fusion non è una moda effimera ma una realtà storica e culturale inevitabile.

Il Carmel Market

Il nostro tour gastronomico inizia per forza di cose al Carmel Market. E’ un vero suq, cuore pulsante di ogni città levantina. Splendide le spezie ed i loro miscugli come il magnifico “za’atar” in cui timo, sesamo e sale – ma anche origano, cumino, semi di finocchio, santoreggia, maggiorana – sono sapientemente mescolati. Si conserva sott’olio, sotto sale, o più spesso viene fatto essiccare al sole. Si mangia con pane ed olio ed è una vera delizia. Poi le olive – di colori e forme differenti – e a maggio delle nespole eccezionali. Ma anche pane e focacce insaporite da spezie ed erbe da mangiare sul posto e da portare via.

Le nostre scelte a Tel Aviv: 130 Rock Apartments, monolocali arredati in stile contemporaneo nel cuore pulsante della città; The Resort, ostello sul mare a 40 minuti dal centro di Tel Aviv.

Le sistemazioni vengono pulite tutti i giorni e il personale è a vostra disposizione per fornire informazioni turistiche e organizzare trasferimenti aeroportuali. Potrete scegliere se preparare autonomamente la colazione o recarvi alla caffetteria al piano terra.

Avrete la possibilità di rilassarvi sulla terrazza in comune all’ultimo piano, affacciata sulla Rehov Dizengoff e fornita di lettini..

Pesce fresco, humus e falafel sulla spiaggia

Tel Aviv è anche città di mare ed il mare viene celebrato da Manta Ray. E’ un posto bellissimo direttamente sulla spiaggia, con una sala da pranzo elegante e semplice. Il “mezze” impera. Un cameriere si avvicina con un vassoio pieno di meraviglie – dalla purè di melanzane ad insalate freschissime, dal falafel ai carpacci di pesce – ed è difficile limitarsi e lasciare spazio per ciò che viene dopo come i frutti di mare, le orate e le triglie preparate con erbe e verdure. Se invece passeggiate per le strade di Jaffa sarà irresistibile il richiamo dell’humus. Si dice che non siete stati veramente a Tel Aviv se non avete mangiato da Abu Hasan. Un piatto di humus appena fatto, il pane “pitta” caldo e la sensazione di non aver altro da chiedere alla vita.

Ristoranti a Tel Aviv

Il mio ristorante preferito a Tel Aviv è senza dubbio Mizlala. Lo chef Meir Adoni reinventa creativamente le ricette tradizionali medio-orientali ed israeliane senza snaturarle. Vi ho mangiato un favoloso piatto di kebab misto – agnello e manzo – con diversi tipi di spezie e salse. Ma anche un semplicissimo e delizioso pane con pomodoro e peperoncino. Ottima carne israeliana in tagli molto simili a quelli americani da A place for meat a Neve Zedek – il primo quartiere ebraico costruito alla fine dell’Ottocento al di fuori del porto di Jaffa. Da Yafo-Tel Aviv, lo chef Haim Cohen è aperto a influenze italiane. Verdure e pesci – la cernia su tutti – sono cotti magistralmente nel bellissimo forno a legna. La mia ultima – imperdibile – tappa nella Tel Aviv gastronomica è la colazione da Orna and Ella, una vera istituzione affacciata su Sheinkin Street. Un solo consiglio per iniziare bene la giornata: la shakshuka ovvero un piatto di uova con pomodoro, cardi o spinaci, salsa piccante e spezie.

Cosa bere a Tel Aviv

L’enologia israeliana è relativamente giovane ma in crescita. Grazie alla conformazione del territorio ed alle condizioni climatiche vengono prodotti dei vini di buona qualità sia rossi – syrah, shiraz – che bianchi – chardonnay. Una buona parte della produzione proviene dalle alture del Golan o da altri territori occupati. In Israele siamo agli inizi di un mini-boom dei micro-birrifici artigianali le cui produzioni non sono tuttavia ancora diffuse capillarmente. Molto buone le birre Malka. Appena passabile l’onnipresente Goldstar.

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