Il Cammino di Santiago: da Najera a Santo Domingo de la Calzada

Il Cammino di SantiagoCattedrale di Santo Domingo de la Calzada| © Javierme

Questo articolo è la nona tappa del viaggio di Dimitri lungo il Cammino di Santiago. Leggi l’itinerario completo qui »

Questa giornata è una di quelle che si ricorda. Sarà per la bizzarria che vi aspetta nella tappa finale, sarà per il paesaggio, sarà perché tutto sommato è tutto in piano, ma è un fatto che, a chiedere ai pellegrini, il ricordo della strada per Santo Domingo salta sempre fuori.

Vi aspetta un’agorafobica campagna adagiata su dolci colline, tutta sole, niente acqua se non nei villaggi e vigneti a perdita d’occhio. Ormai nulla dovrebbe farvi paura, per cui guarderete con superiorità ben poco evangelica quei viandanti che non hanno saputo regolare le proprie forze e ora viaggiano con antidolorifici e ginocchiere. Via, quindi, in marcia: si esce da Najera battendo un sentiero argilloso, in salita, per un dislivello di 70 m. su 5 km. Qui incontrerete la pista asfaltata che conduce dritta dritta ad Azofra, paese agricolo adagiato lungo il Rio Tuerto. La Calle Mayor vi fa attraversare il paesino, tappa famosa fin dai primi tempi del Camino: l’hospital risale al 1168. Stessa data più o meno per annesso cimitero dei pellegrini, superando il quale sono ammessi gli scongiuri. Fate rifornimento di quello di cui avete bisogno per la mattinata, acqua medicine o viveri che sia, perché dopo Azofra c’è il nulla per 9 km.

Il Cammino di Santiago: Santo Domingo de la Calzada

Santo Domingo de la Calzada | (c) Bigsus

Il nulla comincia imboccando la LR206, fino alla Fuente de Los Romeros; dopodiché il Cammino torna ad essere destinato solo ai viandanti. Al km. 7.2 c’è una colonna, la Picota de Mediados: risale al XV sec. e serviva alla Giustizia locale. Se avevi combinato qualche ribalderia, ti legavano lì tutto solo, a prendere il fresco sotto il sole che già comincia a farsi apprezzare.

Va detto però che il colpo d’occhio intorno è ameno: i colori dei campi di grano si alternano a quelli dei vigneti e la terra battuta rende agevole il passo, per cui di buona lena arriverete abbastanza freschi a Cirueña.

Quando vedete un campo di golf, vuol dire che siete arrivati: avete già fatto ben 15 km. e quasi non ve ne siete accorti. Ora rimane l’ultimo tratto, facile come bere un bicchier d’acqua: 6 km. in discesa, in mezzo ai campi di cereali fino alla meta di Santo Domingo de La Calzada – Cosa volete di più?

Sul Rio Oja, ecco il Ponte costruito nel 1044 da Santo Domingo, apposta per i pellegrini. A dire il vero, al buon Domingo si deve tutto il paese e persino la strada che avete appena percorso: fu lui, ritiratosi qui come eremita, a risistemare la vecchia strada romana e a creare un primo insediamento di accoglienza ai viaggiatori. La “calzada” infatti sarebbe la carreggiata – così infatti avevano preso chiamarlo, il buon Domenico: “il Santo della Carreggiata”.

Ma soprattutto ecco la celeberrima Cattedrale, vero luogo mitico del Camino, dove dovete assolutamente entrare.

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Ok, ci siete? Ecco, mentre vi godete il fresco, cercate verso l’altar maggiore: noterete a un tratto una stia, con tanto di polli. Voi direte: “che tipo, il Prevosto, si tiene i polli in chiesa invece che in cortile” – e invece no, non è una bizzarria del prete, è una tradizione secolare che è forse la storia più raccontata di tutto il Cammino.

In varie versioni, naturalmente; ma al netto di tutte le infinite variazioni sul tema rimane questo nucleo centrale: un pellegrino era stato condannato ingiustamente all’impiccagione per un furto. Le ragioni dell’ingiustizia variano di volta in volta a seconda del narratore, la costante è che il poveretto viene preso e impiccato. I suoi compagni, disperati, proseguono il cammino piangendo la triste sorte del compagno, affidandosi a Sant’Jago. O forse era stato l’impiccato stesso ad affidarsi al Santo, nel rantolo di morte – chissà, dipende dalle versioni. Insomma: va a finire che dopo qualche tempo, mentre l’impiccato è ancora appeso fuori del paese a marcire, cominciano a circolare strane voci sul suo cadavere. Molti dicono che non puzza, altri giurano che non marcisce, qualcuno si spinge a dire che il cadavere è vivo. La voce arriva al giudice del paese, il responsabile dell’ingiusta sentenza, che se ne stava bel bello a mangiarsi il suo bel pollo arrosto. E lui, seccato: “Non dite fesserie! Un impiccato non può essere vivo dopo un mese! Se quel delinquente è ancora vivo allora questo mio pollo arrosto può mettersi a cantare!”… E chicchirichì, il pollo arrosto si tira su dal piatto e se ne va in chiesa, con tanto di salsa ancora addosso.

Il Cammino di Santiago

L’altare dei polli | (c) Zarateman

Ecco: quei polli lì sono i discendenti del pranzo mancato del Giudice Ingiusto. Per chi non rinuncia a una nota culturale nemmeno in viaggio, sappiate che da questa leggenda Henry Gheon ne ha tratto una Sacra Rappresentazione, pensando di rinnovare il Teatro rifacendosi alle forme medievali. Annotatevi questa chicca, se volete fare colpo su qualche studioso/a di teatro.

Si dice che se entrando avete sentito il canto del gallo, tutto il resto del viaggio andrà bene. In effetti, a me è capitato così e non posso lamentarmi del resto delle tappe. Bisogna ammettere comunque che il primo impatto è straniante – provateci, ne vale davvero la pena. Non vi capiterà più un incontro così bizzarro.

Uscendo, potreste raccogliere una delle loro piume da attaccare al cappello, come si faceva nel Medioevo: sarà sempre un ottimo spunto di conversazione tra pellegrini.

I polli sono alloggiati in una gabbia tardo gotica, dalla rete dorata: un gallo e una gallina, offerti ogni 15 giorni da una famiglia del paese, a turno; voi invece alloggiate in uno dei due albergue del paese – quello in Calle Mayor,38- 42, Casa del Cafradìa del Santo, aperto nel 2009; oppure, da Maggio a Ottobre, in quello al numero 29, l’albergue di Nostra Signora dell’Assunzione, abbazia cistercense, dove le monache cantano i vesperi al calar della sera. Alla prossima tappa!

Il viaggio di Dimitri lungo il Cammino di Santiago continua, a breve il prossimo articolo »