Kastav, l’estate culturale sul Quarnaro

Kastav, l’estate culturale sul Quarnaro © Alessandra Madella

Capita di scovare piccoli gioielli semisconosciuti e un po’ sperduti grazie al passaparola. E’ il caso di Kastav in Croazia, arroccata a poco più di 350mt. di fronte alla riviera di Abbazia. Durante la mia breve vacanza in Croazia, nei pressi di Opatija, mio zio mi ha suggerito di visitare Kastav (Castua in italiano), e benché potesse rivelarsi, conoscendo il soggetto, un tiro mancino (tipo città abbandonata divorata dai boschi, popolati unicamente da orsi) la sorpresa è stata davvero autentica. Non solo perché Castua è un piccolo borgo medievale davvero delizioso, ma perché durante la stagione estiva si anima con il Kastafsko kulturno leto, ovvero il festival culturale internazionale con mostre, musica ed eventi. In uno scenario davvero unico, che domina dall’alto il golfo del Quarnaro con l’isola di Cres.

Kastav, Croazia - Chiesa Sv. Jelena Križarica

© Alessandra Madella

La città fortificata ha una storia irrequieta, che parte dagli Illiri nel IX sec. a. C. e si snoda tra Romani, Ostrogoti, Greci, Longobardi, Austriaci. Dopo essere stata per lungo tempo divisa tra il Regno d’Italia e la Jugoslavia, Castua ha ripreso lo statuto di città della Repubblica di Croazia. La grandezza di questa cittadina nel corso della storia è testimoniata dall’antico nucleo circoscritto nelle mura medievali: per farsi trasportare dagli echi del passato, basta passeggiare per il borgo e scoprire gli edifici e gli scorci più suggestivi. Tra torri, strette calli e salite se ne trovano molti: dalla piazza Fortiza, accanto alla Loggia, fino alla Piazza Lokvina, senza contare il vecchio pozzo, il Castello e la chiesa di Sant’Elena (Sv. Jelena Križarica). In tanti scelgono quest’ultima come scenario per un matrimonio romantico, complice la vista che dal colle spazia sulla baia e i boschi circostanti. Piene di suggestione anche le rovine della basilica medievale, l’antica Crekvina, che si trasformano, nell’ambito del Kastafsko kulturno leto, in palcoscenico per concerti, danze e proiezioni nel ricco programma dell’estate castuana. Tra le manifestazioni, da non perdere sono il Kastav Blues Festival, in onore del grande ‘Philadelphia’ Jerry Ricks che scelse Castua come ultima dimora, ed il Festival della Chitarra che richiama numerosi artisti.

Atelier Saša Jantolek, Castua

© Alessandra Madella

Quello che colpisce il viaggiatore al primo impatto è il “laboratorio artistico” che colora il borgo con diverse opere sulle piazze e sulle vie di Castua. Gli artisti locali aprono le loro botteghe agli amanti o anche ai semplici curiosi, ficcare il naso è un richiamo irresistibile. Un indirizzo per tutti: su un lato della piazza Lokvina, la stessa dove fare tappa nella piccola chiesetta della Santa Trinità, Saša Jantolek espone nella sua rustica bottega, il proprio mondo colorato popolato da strani esseri, tra il poetico e il grottesco. Un vero e proprio piccolo viaggio surreale. Tutti gli artisti coinvolti, provenienti anche da altri paesi del mondo, partecipano a una competizione divisa in quattro categorie: pittura/grafica/disegno, scultura/design/arti applicate, fotografia e arte ex-tempore. Oltre alle tante piccole gallerie e laboratori d’arte si può dedicare una visita alla Collezione museale del Castuano, sopra la porta cittadina, ed al piccolo museo etnografico: attraverso questo percorso viene raccontata la storia del territorio, anche attraverso i mestieri, grazie ad ambientazioni ricostruite ad hoc come la bottega del calderaio Osojnak, dove il mantice, l’incudine e la fucina descrivono un’altra vita.

Kastav: passeggiando per il borgo

© Alessandra Madella

Oltre ad aver salvato una ricca eredità storica e culturale, Castua regala insieme alla sua identità fatta di tradizioni, arte e sano divertimento, altre opportunità ricreative. Per chi predilige il contatto con la natura, i dintorni di Kastav offrono percorsi pedonali e ciclabili che dal nucleo cittadino portano ai boschi circostanti: verso il lato settentrionale di Castua c’è il bosco Lužina, attraversato dalla strada pedestre europea E-6 che ripercorre una parte dell’antica via dell’Ambra. Il bosco di Loža è altrettanto ricco di eco-sentieri e percorsi da fare in mountain-bike, oltre che di formazioni calcaree, conche e doline proprie di questa zona. Tre i sentieri segnalati per il trekking: dal più semplice giallo, lungo poco più di 5 km (1h 40min. di percorrenza), passando per il blu di circa 10 km (2h 50 min.), per finire con il più impegnativo rosso che tocca i 504 mt. per una distanza complessiva di 16 km (5 h).

Dove mangiare e dormire. Non negatevi una capatina in una trattoria tipica, come Vidikovac (Vladimira Nazora 6), e se volete  pernottare qui ma non cercate l’albergo a quattro stelle, quale l’Hotel Kukuriku, potete prendere in affitto un monolocale per 2 nella struttura Apartment Kastav 2 o trovare una sistemazione in qualche casa privata, dando un occhiata tra le proposte alloggi dell’Ente per il Turismo (Tel. +385 (0)51691425 | e-mail: tz.grada.kastva@ri.t-com.hr).

Come arrivare. In autobus se arrivate da Opatija con la linea 37 dalla fermata Slatina, da Fiume con la linea 18 e 18B. In auto (6 km da Abbazia, 10 da Fiume) seguite per Matulji e poi arriverete facilmente grazie alle indicazioni a Castua.