Cosa vedere a Gubbio in un weekend

Cosa vedere a GubbioGubbio, Piazza Grande © Benessere in Umbria

Gubbio è il comune dell’Umbria che possiede il territorio più esteso di tutta la regione. Città di chiese medievali, folclore e spiritualità è nota anche per uno degli episodi più singolari della vita di San Francesco: l’incontro con il lupo. La prima immagine che offre di sé è quella di un insieme compatto di edifici su più livelli ai piedi del Monte Ingino. Il centro storico è di di origine medievale, con vie e vicoletti che seguono la pendenza collinare e sboccano su splendidi panorami, nel rispetto di quel rapporto armonioso tra natura e insediamenti umani tipico delle città dell’Umbria.

Le nostre scelte a Gubbio: Bosone Palace si trova nel cuore medievale del borgo, nella centralissima via XX Settembre e a 200 metri dal Duomo. A 4 Km dal centro c’è invece B&b Monticelli, immerso nella campagna eugubina. Sulle colline umbre, Agriturismo Corte del Lupo è a mezzora di auto da Gubbio nei pressi di Nocera Umbra, nel verde e nel silenzio.

1° GIORNO A GUBBIO

ore 10Ore 10.00. Iniziamo la nostra visita a Gubbio a partire dal suo affascinante baricentro, Piazza Grande. Sono poche le piazze italiane che godono di un’apertura simile. La piazza, realizzata nel 1321, si trova infatti a un livello superiore rispetto a buona parte del centro, fungendo da terrazza panoramica sui tetti della città e la campagna circostante.

Affacciati sulla piazza, Palazzo Pretorio, con la facciata incompiuta (1349) e oggi sede del Municipio, e Palazzo dei Consoli della prima metà del XIV secolo: all’esterno si distingue per la torretta e il tetto merlato, all’interno per una grandiosa sala con volte a botte, l’Arengo. Sede del Museo Civico che, tra altri tesori, conserva le famose tavole eugubine, sette lastre di bronzo del II-III secolo a.C contenenti scritti in lingua umbra. Rinvenute probabilmente nei pressi del Teatro Romano (I secolo d.C), appena fuori le mura, rappresentano il più importante reperto legato ai riti religiosi di tutta l’antichità classica.

Prendendo via Galeotti, nell’angolo in alto a destra della piazza, risaliamo poi via Federico da Montefeltro fino a raggiungere il Palazzo del Capitolo dei Canonici sede del Museo Diocesano, e il Duomo dedicato ai Ss. Giacomo e Mariano, struttura dalle linee squadrate e dagli spazi imponenti (XII-XIII secolo). Poco più in alto troviamo Palazzo Ducale o Corte Nuova (1470), sede museale con splendide sale, sotterranei e un’area archeologica.

ore 13Ore 13.00. Optiamo per un pranzo al sacco al Parco Ranghiasci (apertura estiva dalle 8.00 alle 20.00). Passeggiare per la ripa dei lecci, dei tigli e dei castagni e riposarsi nel Giardino del Tempietto, sarà un vero toccasana.

ore 14ore 14.00 . Attraversato tutto il Parco, giungiamo al Torrente Camignano che taglia in due la città. Nei pressi troviamo Porta Metauro, l’unico varco eugubino che conserva il portone ligneo, e il Palazzo del Capitano del Popolo con una grossa pietra all’ingresso dove viene posta la statua di Cristo durante la processione del Venerdì Santo. Costeggiamo il primo tratto del torrente e, superato il Teatro Comunale (1713-38), arriviamo in Piazza Giordano Bruno dove si trova la Chiesa di San Domenico, ampliamento ad opera dei frati domenicani della precedente Chiesa di San Martino (1.180). Da qui si può decidere di tornare su Piazza Grande percorrendo Via dei Consoli, tra le più belle di Gubbio, costellata di tipiche palazzine gotiche tra cui Palazzo del Bargello, che si apre su un piccolo slargo con al centro la Fonte di S.Giuliano (1500). Il riferimento a quest’ultimo luogo cittadino ha soprattutto valore folcoristico: usanza cittadina vuole che il turista che compie tre giri di corsa intorno alla “Fontana dei Matti” meriti la “patente da matto”, titolo onorario per questa città nota per l’imprevedibilità dei suoi abitanti.

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La pianeggiante via Cavour ci conduce invece nella Piazza Quaranta Martiri che prende nome dalle vittime dell’eccidio tedesco del 1944 (l’omonimo Mausoleo si raggiunge al di là di Porta degli Ortacci, nei pressi della Chiesa della Madonna del Prato). Lungo il fianco meridionale della piazza, da cui si può ammirare una bellissima veduta di Gubbio stagliata sul fianco del monte, si trova il Convento di San Francesco (1255), che conserva una preziosa raccolta d’arte sacra e testimonia il forte legame tra la città e il santo di Assisi. Secondo la tradizione, san Francesco, fuggito dalla casa del padre, si rifugiò proprio a Gubbio presso la famiglia degli Spadalonga, ed è qui che avvenne l’episodio dell’addomesticamento del lupo da parte del santo (Fioretti di S. Francesco, XXI brano). Dal 1994, in ricordo dell’accaduto, Gubbio festeggia la “Festa della mansuetudine“. Sulla piazza troviamo anche la Loggia dei Tiratori (primi anni del ‘300), la più grande e meglio conservata d’Italia.

ore 20Ore 20.00. La cucina umbra merita di essere gustata appieno. Re della tavola è il tartufo, abbinato a primi piatti di pasta fresca e carne. Il Ristorante Fabiani in Piazza 40 Martiri propone piatti della tradizione e vini pregiati.

Gubbio

Gubbio – Foto di benito roveran da Flickr.com – Creative Commons License

2° GIORNO A GUBBIO

ore 10Ore 10.00. Riprendiamo il nostro tour eugubino partendo da dove eravamo rimasti. Da Piazza Quaranta Martiri, si giunge alla chiesa romanica di San Giovanni Battista nel cuore medievale di Gubbio, percorrendo via della Repubblica che, al termine, incrocia via Savelli della Porta dove nella Chiesa di San Francesca della Pace, secondo la tradizione, la notte il lupo addomesticato rogava rifugio. Lungo la via anche la Chiesa di Santa Maria Nuova (1270-1280) e il Palazzo della Porta. In fondo alla strada, infine, si trova il Museo della Maiolica a lustro, vanto di Gubbio. Parallelo a via Savelli, Corso Garibaldi conduce al quartiere di San Pietro con la chiesa omonima che mostra all’interno mirabili affreschi.

ore 13Ore 13.00. Scegliamo di nuovo di consumare il pranzo all’aperto immersi nell’atmosfera mistica della città. Gubbio propone un prodotto veloce e gustoso, la crescia, surrogato del pane cotto sul testo e farcito con prosciutto, salsiccia o pecorino.

Nel pomeriggio risaliamo le pendici del monte Ingino seguendo ripidi tornanti che ci conducono alla Basilica di S. Ubaldo (872 m di altitudine), patrono della città (la basilica si raggiunge anche in altri due modi: prendendo la funivia da porta Romana o precorrendo in auto una strada asfaltata lunga 6 Km che inizia da porta Metauro). Lo spettacolo che si gode da quassù è duplice: guardando verso valle si ammira Gubbio nella sua interezza, alzando gli occhi verso la vetta, invece, si gode della vista di una pineta lussureggiante che in inverno ospita le luci dell’albero di Natale più grande del mondo. A Sant’Ubaldo è inoltre dedicata una delle manifestazione cittadine più sentite dai residenti, la Festa dei Ceri.

Anche i dintorni di Gubbio meritano una visita. A mezzora dal centro si può raggiungere il Parco regionale del Monte Cucco che costituisce uno dei luoghi più panoramici dell’Italia centrale, e il Parco regionale del Monte Subasio, poco più distante, che comprende anche la città di Assisi e l’Eremo delle Carceri. Altra meta fuori porta, di grande valenza geologica, è la Gola del Bottaccione a soli 2 Km dalla città e percorribile a piedi per un lungo tratto.

ore 20Ore 20.00. A cena ritorniamo nel centro per assaggiare i piatti locali. Il Ristorante Federico da Montefeltro in via della Repubblica, propone il meglio della cucina umbra: passatelli, stinco tartufato e maccheroni dolci.