7 motivi per andare a Jenin

Jenin© Davide Fracasso

Questo articolo fa parte del viaggio di Davide in Israele e Palestina. Leggi l’itinerario completo qui »

Nonostante sia fuori dalle rotte turistiche principali vale la pena andare a Jenin perché è uno di quei luoghi che meglio di tutti permette di capire la Palestina, perché è una cittadina vivace e culturalmente viva, perché qui è nata quella meravigliosa esperienza fondata da Juliano Mer Khamis che si chiama Freedom Theatre.

La città più settentrionale della Cisgiordania ospita moschee, un animatissimo suq e l’Università Arabo-americana. Situata a 26 km da Nablus, Jenin è facilmente raggiungibile in giornata anche da Nazareth ma consigliamo di soggiornare qua almeno per una notte, vista la presenza di strutture di tutto rispetto, come il Cinema Guesthouse, (Azzaytoon Street No. 1), un posto dove incontrare altri viaggiatori ma anche cooperanti, giornalisti e operatori di Ong. Cinema Guesthouse offre la possibilità di dormire in stanze da 8 letti per 15 euro a persona oppure di spendere qualcosa in più, 37,30 euro, per una stanza privata.

La guesthouse si trova nel cuore della città vecchia, accanto alla stazione degli autobus, la vecchia chiesa e il mercato. La struttura ha solo 8 stanze per cui vi consigliamo di prenotare. Scrivono i gestori della pensioncina:

Mettiti in contatto con i tuoi compagni di stanza durante la preparazione di una deliziosa cena insieme nella nostra cucina o godi dei tramonti colorati con una tazza di tè alla menta sulla nostra terrazza.

È possibile la prima colazione mettendo qualcosa in più. Non perdete l’opportunità di scambiare due chiacchiere con i gestori, che parlano inglese e vi possono dare informazioni molti utili sulla zona.

Un’altra possibilità per chi decidesse di fermarsi almeno una notte, decisamente meno affascinante ma ugualmente funzionale, è il North Gate Hotel Hostel, una struttura nuovissima con patio elegante e camere.

Quando si parla di Jenin, generalmente si intende la cittadina più il campo profughi adiacente, spesso teatro di scontri e di tensioni con le incursioni notturne dell’esercito israeliano. Per questo, vi consigliamo di evitare passeggiate notturne prolungate, è più sicuro stare all’interno egli edifici.

Jenin è molto nota, oltre che per il famoso romanzo di Abulhawa Susan, proprio per essere stata uno dei cuori della seconda Intifada, la rivolta dei palestinesi contro l’esercito israeliano iniziata nel 2000.

La città, provata da anni di guerra, è però tutt’altro che un luogo chiuso e ostile: tra i 110.00 abitanti convivono la parte musulmana e la parte arabo-cristiana. Jenin ha una storia antica e importantissima, fu fondata col nome Ayn Jānīm (in arabo “عين جانيم”) intorno al 2450 a.C. dai Cananei.

Jenin, campo profughi

@ Non Violent Vigilante

Ma vediamo nel particolare, cosa fare a Jenin.

Città Vecchia, fate una passeggiata per le vie del centro, con le sue stradine e i negozietti, tra cui troverete soprattutto botteghe di fabbricanti di mobili, barbieri e meccanici.

The Freedom Theatre è un centro culturale e di sperimentazione teatrale adiacente al campo profughi di Jenin, famoso in tutto il mondo per le sue attività e per i suoi spettacoli. Il Freedom Theatre lavora a partire dalla convinzione che il teatro possa assumere un ruolo da protagonista nel cambiare un mondo fatto di violenza e prevaricazione, sanando quegli shock che da subito traumatizzano i bambini che nascono in zone di guerra. La cultura per gli attivisti è uno strumento di sviluppo e di resistenza: a causa delle loro attività, il Freedom Theatre è costantemente sotto l’attacco violento di militari ed estremisti. Il suo fondatore, Juliano Mer Khamis, è stato assassinato il 4 aprile del 2011. Fate un giro nella sede del teatro, parlate con i ragazzi che lo gestiscono, gentilissimi, che vi spiegheranno le loro attività con l’aiuto di contributi video. Approfittatene per fare anche qualche acquisto (magliette, poster, libri) che sarà anche un’occasione di supportare il loro lavoro. Potete arrivare al Teatro in 15 minuti a piedi dalla Guesthouse Cinema.

Moschea Masjid Jenin al-Kabir, costruita nel 1566 per volontà di Fatima Kathum, moglie del governatore di Damasco. Riconoscerete la Moschea dal suo inconfondibile tetto verde.

– Il suq di Jenin, a nord di King Talai St., è un mercato brulicante di vita e bancarelle della specie più disperata: cibi, artigianato e tanta allegria per un momento di allegria che nn dimenticherete al vostro ritorno.

Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, la trovate nel vicino villaggio di Burqi’in: è nota per essere il luogo dove Gesù guarì 10 malati di lebbra. La chiesa è ritenuta una delle più antiche al mondo (IV o V se d.C.) ed è conservata la grotta dove all’epoca si ritiravano i lebbrosi. Ci arrivate con un taxi collettivo, la chiesa spesso è chiusa ma per farsela aprire dovrebbe essere sufficiente chiedere alla famiglia del custode.

Associazione Madri di Jenin (Women Cultural Society for Palestinian Popular Heritage); qui potrete vivere un’esperienza molto intensa, incontrando le madri palestinesi che hanno perso i figli in questi 20 anni di conflitto, spesso ragazzi che non combattevano ma sono finiti sotto fuoco israeliano. Fatevi raccontare le loro esperienze per capire davvero cosa sta accadendo. Le madri hanno formato una piccola associazione e per mantenersi producono meravigliosi oggetti di artigianato, anche questo è un altro modo di portare a casa oggetti unici e sostenere una causa nobilissima.

Campo Profughi, chiedete agli abitanti di Jenin che vi aiuteranno a capire come girare il campo, in quali posti andare e a chi chiedere. Non vi avventurate da soli senza prendere informazioni, la situazione resta tesa e non è prudente addentrarsi come turisti in una zona che spesso riceve visite dei carri armati israeliani. Riconoscerete l’ingresso del Campo Profughi dall’opera d’arte “equina” (nella foto di sopra) costruita nel 2002 su invito del Goethe Institute Ramallah da Thomas Kilpper con lamiere di metallo prese da automobili e case distrutte dall’esercito israeliano. Il cavallo ha percorso 200 km nei territori occupati del West Bank prima di “fermarsi” alle porte del campo profughi della città.

Come arrivare a Jenin. Ci sono diversi autobus ogni giorno che partono da Nablus. Se siete a Nazareth o Haifa potete prendere un taxi collettivo e arrivare attraverso il valico di Jalameh. Mettete in conto possibile code ai controlli se arrivate da Israele.

Il viaggio di Davide in Israele e Palestina continua a Tulkarem »