Sardegna on the road, viaggio tra i mille volti dell’isola (P.1)

Sardegna on the road: La Pelosa, StintinoFoto di Ileana Ongar © viaggionelmondo.net

La Sardegna non ha bisogno di presentazioni né premesse, perciò arriviamo subito al dunque. Uno dei mari più belli al mondo, una delle isole più amate, è presa d’assalto ogni anno da turisti scatenati che riempiono cale e discoteche con barche, barchine, barcone che affollano il mare. Che fare per ritrovare la Sardegna autentica? Basta poco in realtà, solo due accorgimenti:

  • Non andare a luglio/agosto, ma optare per mesi quali giugno/settembre.
  • Non stanziare tutto il tempo in uno stesso posto, ma visitare l’isola in lungo e in largo.

La nostra proposta di itinerario: 15 giorni di Sardegna on the road, in auto o in moto. Non bastano certo a vedere tutto quanto, ma vi lasceranno di stucco in quanto a meraviglia e varietà. Noi siamo partiti i primi di giugno ed è stata un’esperienza indimenticabile, nulla da invidiare ai più bei paradisi tropicali. Solo che è vicina e più economica. Già perché quello che vi proponiamo è un viaggio pure abbastanza economico, oltre a essere l’ideale come luna di miele, che è stata proprio il motivo del nostro partire.

Arriviamo col traghetto a Porto Torres, siamo sul pontile e a distanza di qualche chilometro la Sardegna già ci investe con il suo odore, inconfondibile, di mirto, terra e mare. E siamo rapiti.

Prima tappa: Stintino

In auto raggiungiamo Stintino, sembra un altro pianeta. Una Sardegna parallela, impensabile per chi la frequenta in alta stagione. Quasi deserta, il sole è tiepido, e teniamo su il maglione mentre entriamo in acqua per il primo bagno di mare, il più bello che potessimo immaginare. La spiaggia è quella de La Pelosa, fantastica, considerata tra le più belle d’Europa con la sua lingua di terra sormontata dalla torre aragonese del 1578. Siamo nel golfo dell’Asinara, ci fermiamo per due notti all’agriturismo Depalmas. Il giorno dopo il sole splende, lo trascorriamo a La Pelosa e alle vicine saline con la bella spiaggia e le paludi all’interno. Per la cena ci consigliano Li Lioni dove gustiamo prelibatezze sarde come i maccarrones de busa con sugo di saccaya, la zuppa gallurese e le pardule (ravioli dolci fritti con miele e ricotta, filu ‘e ferru flambè), il tuto innaffiato da un buon Cannonau di Usini. Da non perdere! Portiamo con noi i racconti di Massimo e Gimma, il cui padre da giovane a piedi nudi cavalcava gli struzzi selvatici all’Asinara.

Seconda tappa: Capo Caccia

Sardegna on the road - Capo Caccia

Foto di Ileana Ongar © viaggionelmondo.net

Ci svegliamo di buon’ora, prendiamo la via per Capo Caccia che corre lungo la costa, verso ovest, ci fermiamo nel paesino dell’Argentiera, che sembra quasi abbandonato, per un caffè e arriviamo a destinazione. La suggestiva scalinata di Capo Caccia con i suoi 656 gradini lungo la parete calcarea a strapiombo sul mare, detta Escala del Cabirol (la scala del capriolo), porta alle grotte di Nettuno (12 € l’entrata) che custodiscono tesori quali il lago salato sotterraneo Lamarmora, la Sala Dell’Organo con il Grande Organo e la Tribuna della Musica. Ci fremiamo per la notte nel vicino B&B La Mimosa.

Terza tappa: Alghero

C’è brutto tempo, ma Alghero, la Barceloneta, sa comunque conquistarci. Un luogo particolare che ha conservato l’uso della lingua catalana, capoluogo della Riviera del Corallo, è tradizionalmente legata alla pesca e lavorazione del corallo rosso. Ne visitiamo il museo, poi andiamo lungo la cinta muraria con il sistema di fortificazioni e a piedi seguiamo l’itinerario dedicato a Gaudì. Potete parcheggiare gratuitamente a ovest del centro storico, nei pressi del porto.

Quarta tappa: Bosa

Sardegna on the road - Bosa

Foto di Ileana Ongar © viaggionelmondo.net

Lasciamo il b&b di prima mattina, ci fermiamo per la colazione a Fertilia e in poco più di un’ora, lungo la costa, arriviamo a Bosa. Uno spettacolo inaspettato. Passeggiamo tra le strade colorate del borgo, visitiamo il castello Serravalle dei Malaspina e godiamo della bella vista del fiume Temo che entra in mare. Riprendiamo la strada direzione Oristano con due veloci tappe alle meravigliose spiagge di Santa Caterina di Pittinuri, con la sua lingua di roccia calcarea levigata che si spinge nel mare, e S’Archittu, il cui nome è dato dal suggestivo “ponte naturale”.

Quinta tappa: penisola di Sinis

Sardegna on the road - Sinis

Foto di Ileana Ongar © viaggionelmondo.net

Nella penisola di Sinis trascorriamo le prime vere e proprie giornate di mare, in particolare alla bella spiaggia Is Arutas la cui sabbia è fatta di piccoli granelli di quarzo tondeggianti, le cui sfumature variano dal bianco al rosa al verde chiaro. Essendo un punto ventilato, è meta di surfer. Visitiamo San Salvatore di Sinis, un luogo che sembra uscito dritto dritto da uno Spaghetti Western (negli anni ’60 fu utilizzato come location cinematografica), e Tharros, un sito archeologico che si ritiene risalente all’VIII secolo a.C. o forse anche prima, al 1200 a.C. Qui vicino troviamo Graziano che lavora magistralmente maschere in cuoio. Arriviamo fino all’esremità del promontorio di capo San Marco. Non c’è quasi nessuno, il vento soffia forte. Rimaniamo seduti ad ammirare il paesaggio. In silenzio lasciamo le nostre impronte scalze sulla spiaggia nera che guarda il mare aperto. Per mangiare e dormire consigliamo l’agriturismo Il Sinis (mezza pensione a prezzi onesti).

Sesta tappa: Piscinas

Sardegna on the road - Piscinas

Foto di Ileana Ongar © viaggionelmondo.net

Proseguiamo il nostro viaggio spingendoci verso una zona della Sardegna ancora molto diversa, la Costa Verde. Seguiamo il consiglio di Anna e Gregorio, una coppia incontrata all’agriturismo che sta girando l’isola in moto, e prendiamo la strada panoramica che passa per Marceddì: destinazione Piscinas. Prossimi alla meta, ci fermiamo presso dei b&b lungo la strada di Portu Maga per chiedere informazioni per la notte, ma in quanto a prezzi e cortesia non ci convincono, perciò proseguiamo. Raggiungiamo così, lungo una strada che si fa sterrata, stretta e con piccoli guadi, il campeggio Sciopadroxiu. Posizione pazzesca a due km dalla spiaggia. Regna la quiete più assoluta, nella vegetazione rigogliosa si intravedono le spettacolari dune che hanno reso famosa questa zona della Sardegna e le capre scorrazzano qua e là.  Un’altra soluzione, per chi può spendere un po’ di più, è l’hotel Le Dune unico casolare proprio a ridosso del mare. Piscinas è un luogo unico nel Mediterraneo, e una delle meraviglie indiscusse della Sardegna. Si tratta di un’oasi desertica, naturalmente protetta dal flusso di turisti. Bisogna un po’ conquistarsela, ma una volta lì le imponenti dune di sabbia plasmate dal Maestrale che si riversano in mare, ripagano di ogni sforzo. Raggiungono anche la sessantina di metri e si spingono a lungo nell’entroterra. Camminiamo per quasi 7 km, lungo questa incredibile spiaggia di sabbia fine e dorata, a un tratto spunta il relitto di un vascello col suo cannone. Già che ci siamo andiamo ad esplorare la zona più interna della Costa Verde, nota perché un tempo sito minerario molto importante. Andando verso il borgo di Ingurtosu, percorriamo l’itinerario delle miniere, attraversando la valle de Is Animas: nella verde vegetazione, lungo strade deserte, incontriamo suggestivi ruderi di case di minatori, montagne di detriti, zone di roccia erose dall’uomo, una vecchia ferrovia a scartamento, le rovine della Laveria Brassey. L’atmosfera è dark, a tratti onirica. È proprio vero che la Sardegna ha mille e più volti inaspettati.

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