Viaggio al confine dell’Europa orientale con Rumiz

Viaggio al confine dell’Europa orientale con RumizIstanbul | Foto di Moyan Brenn (CC)

“Il cuore batte qui, centinaia di chilometri oltre l’ex Cortina di Ferro, tra le betulle e i grandi fiumi divaganti, in una “Terra Incognita” fatta di periferie dimenticate”.

Dalle terre iperboree a quelle del Minotauro. Paolo Rumiz, firma storica di Repubblica e soprattutto grande narratore ed esploratore, con il suo Trans Europa Express (ed. Feltrinelli, 2012) ci guida in un “viaggio verticale” di 6.000 km alla scoperta di paesaggi inediti e centri più noti. Da Rovaniemi, capoluogo della Lapponia, fino a Odessa, città ucraina dal «nome imperioso da cantante lirica», l’autore segue la linea di confine tra Unione Europea e Russia. E lo fa con la competenza e il sapere propri di chi, come lui, nato e cresciuto a Trieste «tra lingue e culture, tra mare e montagna», può dirsi “uomo di confine”.

Non sarà impresa facile seguire le tappe di questo rocambolesco viaggio, o almeno non per chi è abituato a orientarsi su una cartina geografica. Non esiste infatti un’unica mappa longitudinale dell’Europa dell’est. Ma, come dice Rumiz, «le mappe non servono a orientarsi ma a sognare il viaggio nei mesi che precedono il distacco». Ci affidiamo all’autore, dunque, seguendo, come unica guida, una cartina fai-da-te in cui non sono annotati «stati-nazione, ma antiche regioni frontaliere inghiottite dalla geopolitica». Riscopriremo così la vera natura del viaggio, quella avventurosa che non bada alle frontiere convenzionali. Avremo la possibilità di sentirci, almeno per una volta, un po’ nomadi, liberi di varcare barriere imposte quasi senza accorgerci di farlo, pur consapevoli delle piccole e grandi difficoltà già vissute dalla nostra guida: attese infinite alle dogane, perquisizioni, natura ostile. Saremo motivati dalla speranza di incontrare anche noi quelle donne e quegli uomini «dal cuore contadino» e di toccare con mano quella generosità genuina che non fa differenze tra nazionalità diverse.

Ci accontenteremo delle mete principali, sapendo che probabilmente mai come in questo viaggio riscopriremo il valore dell’andare, fantasticando al di qua del finestrino di un treno che incornicia paesaggi sconosciuti.

In questo itinerario “borderline” in bilico tra due mondi, Rumiz attraversa un «ventaglio inimmaginabile di scenari», «tra acque e foreste, e sentori di abbandono…villaggi vivi e villaggi morti», percorrendo regioni dai nomi evocativi come Podolia, Polesia e Bucovina, pressoché sconosciute o, se note, collegate alla periferia d’Europa. Altra convinzione che Rumiz tenta di smontare, sostenendo con forza che siano proprio questi spazi periferici la pancia dell’Europa, perché ancora autentici, unici, lontani dalla minaccia della globalizzazione. Rumiz viaggia a piedi, in treno, in autobus, in battello… e tocca dieci città principali, eccole.

Trans Europa Express, itinerario letterario

@ Harvey Barrison

Prima tappa: Rovaniemi. Il viaggio inizia da qui, all’estremità settentrionale della Finlandia, a bordo di un autobus che punta il nord. Anche se per Rumiz Rovaniemi è solo una base di partenza, noi optiamo per una sosta di un paio di giorni, fosse solo per non perdere l’appuntamento con le spettacolari aurore boreali.
Dove dormire: Casa Arctica Apartments.

Seconda tappa: Kirkenes. Superato il lago Inari e «un paesaggio immenso di acqua, pietra, neve e foreste», arriviamo in Norvegia dove «in fondo a un fiordo che pare un lago» compare Kirkenes. Il suo porto affaccia sul Mare di Barents e le sue casette di legno colorato in cui trovano riparo dal freddo gelido circa tremila abitanti, è immerso in una landa desolata ma altrettanto suggestiva fatta di mare, montagne e vento. É qui che a metà maggio si può godere del sole di mezzanotte. Da questa seconda tappa inizia la lunga discesa a Sud, prima in autobus (la linea ferroviaria non arriva fin quassù) e poi in treno.
Dove dormire: Thon Hotel Kirkenes

Terza tappa: Murmansk. Oltrepassato il confine russo, raggiungiamo la penisola di Kola e Murmansk, altro porto di mare del Circolo polare artico. «Bianca di casermoni, in mezzo a colline spoglie e al nevischio», la città – narra Rumiz – è abitata da uomini e donne che, per il loro aspetto elegante, stridono con l’asprezza del luogo, inciso da «treni carichi di carbone e convogli passeggeri color verde militare». Una tinta che richiama alla memoria un passato cittadino di primo piano durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda e un presente di nuovo armato (la città è base della Flotta russa del Nord).
Dove dormire: Comfort Travel Apartment

Quarta tappa: San Pietroburgo. Attraversato uno «spazio smisurato» che comprende oltre a Kola, la Carelia e il Mar Bianco, arriviamo sul Mar Baltico, a San Pietroburgo (il viaggio a bordo di un treno russo, con le «stazioni color fragola o pistacchio» e un «ordinato picnic» che «si consuma nelle lunghe percorrenze», vale la traversata). Di nuovo di porto si parla, questa volta il più importante della Russia, ma lo scenario urbano, in questo caso, è decisamente migliore (San Pietroburgo è patrimonio Unesco dal 1990). Cattedrali, chiese e altre costruzione  grandiose unite al fenomeno delle notti bianche (da maggio a luglio), lascerà un ricordo indelebile della città.
Dove dormire: Mini Hotel Jazzclub

Quinta tappa: Kaliningrad. Passando per Narva – città con «l’ingresso più scenografico che ci sia nella federazione stellata» per via delle due fortezze svedese e russa che si «fronteggiano sul fiume» – costeggiamo il Baltico e raggiungiamo Kaliningrad, in Lituania, dopo aver attraversato parecchie «terre di mezzo». La «città delle kappa» – K come Kant che vi nacque e il re Koenig che la fondò – delude un po’ per il suo aspetto all’occidentale: questa enclave russa è un «trionfo di limousine, sommergibili e mafiosi» ma conserva comunque monumenti degni di nota.
Dove dormire: Villa Severin

Sesta tappa: Vilnius. Restiamo in Lituania, al confine est. Vilnius ne è la capitale ed è un altro patrimonio Unesco di questo itinerario. Edifici barocchi e moderni grattacieli convivono in uno dei centri storici più grandi d’Europa. Un centro decisamente cosmopolita e al tempo stesso intriso di spiritualità, tanto da essere conosciuto anche come “Gerusalemme del Nord”.
Dove dormire: Silvija Guest House

Settima tappa: Varsavia. Altra capitale, questa volta polacca. Lungo le rive del fiume Vistola, Varsavia è una delle città più popolose d’Europa e custodisce monumenti che ricordano i trascorsi tragici di quelle guerre che in questa parte d’Europa, più che altrove, hanno lasciato indelebili segni. A colpire Rumiz sono le librerie affollate, segno di una società tutt’altro che superficiale.
Dove dormire: Between Us B&B

Ottava tappa: Leopoli (L’viv). Il treno punta a sud-ovest verso la frontiera ucraina. All’ombra dei Carpazi, «barriera dal profilo morbido come un’onda di marea», l’Ucraina nasconde bellezze naturali straordinarie: il fiume Dnestr «toglie letteralmente il fiato». La «città-bazar» di Leopoli, nella parte occidentale del Paese, è anch’essa patrimonio dell’umanità grazie a quel fascino un po’ gotico, slavo ed ebraico, parafrasando Rumiz.
Dove dormire: Vintage Boutique Hotel

Nona tappa: Odessa. Zigzagando nei dintorni, in un «groppo di frontiere dove Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Ucraina si toccano» raggiungiamo Odessa, a sud dell’Ucraina. La città colpisce per la pulizia delle strade e il forte patriottismo (ovunque spuntano cartelli con la scritta “Questa è la nostra città”). «Odessa è insieme Istanbul e Lisbona, Pietroburgo e Trieste», è una città dai mille volti, famosa per le sue terme e le sue spiagge lambite dalle acque del Mar Nero.
Dove dormire: White House Apartments

Decima tappa: Istanbul. Diversamente da Rumiz che, in direzione Bosforo, solcato il Mar Nero e «il suo immane, sconfinato silenzio», non sosta a Istanbul, noi decidiamo di fermarci, attirati dalle stesse parole dell’autore: Santa Sofia è un «capolinea perfetto di un mondo bizantino che da Costantinopoli ha raggiunto Kiev, Mosca e Pietroburgo, risalendo fino a Murmansk, ai confini del Mare Artico». Ultimo pensiero a ritroso di questo viaggio al «centro dell’Europa».
Dove dormire: Borancik Suites