Liverpool e i Beatles: alle origini di un mito

Liverpool e i BeatlesFoto di Peter Barr (CC)

Atterrando al John Lennon Airport di Liverpool ci imbattiamo nella statua del più discusso membro dei Beatles, all’uscita ci accoglie un gigante sottomarino giallo. Ed è così che ci ritroviamo a canticchiare il ritornello di un pezzo noto in tutto il mondo: “We all live in a yellow submarine, yellow submarineyellow submarine“...

Liverpool è indissolubilmente legata ai Beatles e in molti raggiungono questa città per respirare l’atmosfera dei locali e delle strade che hanno visto la nascita di uno dei gruppi musicali più importanti della storia.

Liverpool e i Beatles

© Zakke

L’itinerario musicale che vi proponiamo per rivivere gli albori degli eterni FabFour vi porta dall’aeroporto all’abitazione di Paul McCartney, a circa 3 km, al 20 di Forthlin Road, sistemazione della famiglia dopo il trasloco dal più popolare quartiere di Speke, dove viveva anche George Harrison. Non molto lontano, nel quartiere di Woolton in Menlove Avenue al 251, c’è Mendips, la casa dove visse l’adolescente John Lennon con la zia Mimi e dove presero vita i primi pezzi firmati dai due musicisti. Entrambe le case sono tutelate dal National trust, per cui l’unico modo per visitarle all’interno è acquistare i biglietti on line o chiamare telefonicamente (+34 0151 427 7231) con largo anticipo ed assicurarsi la prenotazione (costo per adulto £ 22 – la Speke Hall, a 2 km dall’aeroporto, è il punto di ritrovo per raggiungere in gruppo le due abitazioni). La sensazione che qui tutto ebbe inizio pervade lo spazio, mentre la guida a casa di Paul ed il custode in quella di John raccontano aneddoti e curiosità. Non tutto è autentico, alcuni ambienti sono ricreati grazie anche alle foto d’epoca scattate dal fratello di Paul, ma la suggestione, complice l’immaginazione, è davvero grande.

Liverpool, i luoghi dei Beatles

© victoria peckham

A pochi passi in Church Road, si trova l’oratorio della St. Peter’s Church, dove in un pomeriggio dell’estate del ’57 scattò una delle scintille che portarono al sodalizio dei Beatles, il primo fatidico incontro tra John e Paul, come l’immancabile targa commemorativa ricorda. Probabilmente è la vicina Beaconsfield Road, a far volare le aspettative per quello che tutti ricordano come Strawberry Field: i fan sfegatati sanno già che di fragole non ne vedranno l’ombra. Dall’invalicabile cancello rosso si osserva questo luogo della memoria senza poterlo afferrare fisicamente: il rifugio segreto di Lennon ragazzino, il giardino alberato di un orfanotrofio dove con gli amici era possibile lasciar fuori la realtà. È la malinconia e la nostalgia dell’infanzia che permeano questi luoghi, fino ad arrivare, costeggiando il Calderstones Park e proseguendo fino ad Allerton Road, ad una strada custode dei ricordi di Paul. Su Penny Lane, o meglio sulla rotatoria che unisce la via a Smithdown Road, ci sono ancora gli edifici di un tempo, anche se il negozio del barbiere non è lo stesso immortalato da McCartney nella celebre canzone. Questi sono i cieli di periferia che i Beatles conobbero.

Spostandosi verso il fiume Mersey, puntiamo agli Albert Dock (M James St. Station), patrimonio UNESCO, dove passare un po’ di tempo a The Beatles Story, ovvero l’imperdibile museo situato sul molo e diviso in due sezioni, una alla Albert Dock Warehouse e l’altra nella vicina Pier Head (tour complessivo £16). Si tratta della più grande esposizione permanente al mondo dedicata alla vita dei FabFour, un vero e proprio viaggio attraverso la vita, la cultura e la musica dei Beatles. L’audioguida con la voce di Julia, sorella di Lennon, accompagna in questo percorso lungo 10 anni, spaziando tra suggestive ricostruzioni d’ambiente di pub e negozi di dischi, con aggiuntivi focus su ognuno dei quattro membri del gruppo. Nell’edificio di Pierre Head, fino all’estate 2014, si esplorano le influenze di Elvis sul quartetto: uno spunto chiave che ha suggerito questo spazio, chiamato “Elvis and Us” è l’incontro avvenuto tra il Re del Rock e i baronetti il 27 agosto 1965 a Bel Air, in California. La Fender bianca che suonarono quella sera è un pezzo di storia nella cultura pop-rock.

Una chicca prima di spostarsi verso il Cavern Quarter è la Picton Library, in William Brown Street (M Lime Street Station). Intanto, arrivando in metropolitana, si incappa in un surreale murales tributato al gruppo, poi proseguendo in Lime Street si arriva in questa spettacolare biblioteca, dove Paul McCartney ritirò l’alta onorificenza dell’Honorary Freedom Of The City nel 1984, e dove si custodiscono alcuni cimeli, tra cui i certificati di battesimo di George e Ringo.

Tergiversiamo ancora prima di addentrarci nel Cavern, solo per raggiungere uno dei luoghi che scatenano un puro momento di poesia. Si tratta di Stanley Street, dove il senso della solitudine si materializza nella statua di Eleanor Rigby dell’artista Tommy Steele. L’ottetto d’archi pare abbracciare la figura in bronzo sulla panchina con tutta la sua forza, mentre il volto sembra animarsi di uno sguardo addolorato verso il passero posato sul quotidiano. Siamo lontani dal sottomarino giallo, questo luogo è dedicato a tutta la gente sola.

Arriviamo a Mathew Street, la principale via del Cavern Quarter (M Moorfields Station), ovvero un’orgia di locali, insegne, statue, tributi e pub dedicati ai Beatles. Scordatevi anche vagamente l’atmosfera che si poteva respirare qui negli anni ’60, ma non perdetevi tre luoghi che hanno segnato la storia. Rispettivamente il Cavern Club al numero 10, il Grapes di fronte al 25 e The Beatles Shop al civico 31. Il più famoso negozio dedicato ai Beatles è qui: un tripudio di dischi in vinile, cartoline e souvenir di ogni genere. The Grapes era il rifugio della rock band dopo i concerti al Cavern, per sfuggire alle fan fuori controllo. Il Cavern Club non ha bisogno di presentazioni, ma bisogna ricordare che trattasi della ricostruzione dell’originale al numero 8, dove il gruppo suonò a lungo ed ebbe importanti incontri per la propria carriera, come quello con Brian Epstein. Il rifacimento, che comprende mattoni originali del precedente club, è comunque notevole. Si beve una birra dedicata ai Fab4 su uno sgabello spulciando tra abiti, foto rare e cimeli di vario genere. Oltre ad ascoltare musica dal vivo, avvolti da fiumi di scritte sui muri lasciati dai fan di tutto il mondo.

Qui si conclude il nostro viaggio musicale, ma ci sono anche altre tappe – tra cui i dintorni di Lime street, le scuole che frequentarono, i club ed i teatri dove suonarono. Per approfondire consigliamo l’ottima guida Penny Lane. Guida ai luoghi leggendari dei Beatles a Londra e Liverpool, edizione Giunti.

Dove dormire? Se potete permettervi un 4 stelle, optate per l’Hard Days Night Hotel, hotel tematico dedicato ai Beatles.

Nota: è possibile ripercorrere le orme dei Beatles a Liverpool anche con il Fab Four taxi tour, un itinerario dei luoghi beatlesiani su cab, ognuno dal nome evocativo, con simpatici e preparati autisti-guida. Diversi i pacchetti tra cui scegliere con tappe differenti, dalle due alle cinque ore per £45/£105 per taxi, ovvero per 4/5 persone. C’è poi il Beatles Magical Mystery Tour con partenza dall’Albert Dock di Liverpool, che per £16,95 in due ore passa attraverso i luoghi del quartetto facendo una panoramica generale. Entrambi non comprendono l’ingresso agli interni delle case di Paul e John.

Liverpool e i Beatles: The Beatles Story

©Anosmia