Nablus, culla della Palestina

Nablus© Luca Greco

Questo articolo fa parte del viaggio di Davide in Israele e Palestina. Leggi l’itinerario completo qui »

A 60 km da Gerusalemme, tra il Monte Ebal e il Monte Garizim (Jarzim in arabo) Nablus, chiamata Regina senza corona, è una delle città più grandi e importanti della Cisgiordania, oltre che una dei centri che più ha visto i carri armati e le bombe.

Oltre 140.000 abitanti vivono qui, senza contare le migliaia di persone che vivono nei campi profughi (ʿAyn Bayt al-Māʾ, Balata, Askar e Nuovo Askar) vicini alla città. Nablus ospita la più grande università della Palestina, “Al-Najāh”, l’Università Nazionale. Si può arrivare qui noleggiando un taxi (contrattando prima) oppure prendendo uno dei minivan che partono da Ramallah: il tragitto da Gerusalemme a Jarzim è meraviglioso e permette di ammirare le valli di terra rossa popolate dagli ulivi (e, ahimé, molti checkpoint).

Curiosità: Nablus fu fondata da dai romani nel 72 d.C e chiamata Flavia Neapolis dall’imperatore Flavio. Dopo la sua conquista nel 636, gli arabi la chiamarono Nablus. Negli anni delle crociate venne invece chiamata Napoli, e fu distrutta dai crociati stessi per essere ricostruita dagli arabi. Quella che una volta fu la Napoli mediorientale oggi è gemellata con l’omonima città italiana.

Il suo essere centro culturale e religioso di riferimento da una parte, ma il suo isolamento a causa dei carri armati e delle colonie israeliane dall’altro, lo rende uno dei luoghi dove più si sente un certo orgoglio nazionale palestinese e al tempo stesso un’insofferenza molto forte verso ciò che è israeliano o gli somiglia. La città ospita 12 moschee, due chiese e una sinagoga Samaritana.

Il cuore di Nablus è sicuramente la città vecchia, con le sue vie strette in pietra che la rendono un labirinto meraviglioso, tra i suoi infiniti mercatini dove comprare spezie, frutta, verdura o degustare dei buonissimi felafel o i suoi strepitosi dolcetti, in particolare il kunafeh, un dolce a base di formaggio fresco ricoperto da una pasta imbevuta di sciroppo. Nablus è anche una delle città più vive per commerci e industrie, essendo da sempre famosa per la produzione e l’esportazione di olio d’oliva, sapone e cotone.

NABLUS

© Harry Pockets

Nablus merita assolutamente di essere visitata sia per l’interno sia per i dintorni. Andiamo a vedere cinque cose che non potete non visitare se vi trovate lì:

  • Al Qasaba, la città vecchia o casbah, centro fatto di stradine e un’architettura urbana meravigliosa, con i palazzi in pietra e le vie risalenti all’epoca ottomana. Non perdete l’occasione di visitare la Moschea verde, si può entrare.
  • Moschea Al Kebir, fate una visita anche alla Grande Moschea, sorta dove un tempo c’erano una chiesa crociata e una basilica romana.
  • Pozzo di Giacobbe, vicino al campo profughi di Balata (il più più grande dell’UNRWA in Cisgiordania) si trova il luogo dove secondo la Bibbia Gesù incontro la Samaritana che gli offrì acqua da bere e a cui rivelò di essere il Messia. A 300 metri da lì c’è la tomba di Giuseppe, al centro di continue tensioni visto che lì vengono scortati a pregare i coloni, in aperto conflitto con la popolazione araba che durante le preghiere non può neanche circolare liberamente.
  • New Askar Camp, uno dei campi profughi appena fuori Nablus; prima di recarvi prendere contatto con l’Associazione che lavora dentro New Askar, sono disponibilissimi e vi faranno girare come raramente riuscirete a fare da altre parti per il campo. Per i contatti in loco scrivete prima di partire a info@casaperlapacemilano.it
  • Sebastiya, sito archeologico che custodisce diverse rovine tra cui un anfiteatro (il più grande in Palestina) e una chiesa bizantina costruita su quella che una volta era ritenuta essere la tomba di Giovanni Battista prima che venisse profanata nel IV sec d.C.

Vi consigliamo di fermarmi in città almeno 3/4 giorni per poter esplorare con calma i dentro e fuori. Se così doveste fare, prendetevi un pomeriggio di puro relax e andate all’Hammam Al-Hana a farvi i bagni di vapore e un massaggio. Attenzione al giorno in cui vi recate, infatti è aperta il lunedì e il mercoledì per gli uomini (dalle 6 alle 23) mentre il martedì per le donne (dalle 8 alle 17). Non è facilissimo da trovare all’interno della città vecchia ma basta chiedere, noi siamo stati accompagnati da alcuni bambini molto divertiti. Dopo l’hammam si può sostare a sorseggiare del tè dolcissimo in compagnia di un vecchio televisore che manda vecchi film arabi.

Dove dormire. Il posto migliore che potete scegliere è il Nablus Youth Hostel, una casa molto accogliente, comoda e pulita dove potrete rilassarvi e anche accedere alla cucina. Prezzi popolari, c’è anche il wi-fi.

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