Cosa vedere a Bangkok: il Palazzo Reale, What Pho e What Arun

cosa vedere a BangkokBuddha disteso, What Pho | © Adriano Frosi

Bangkok si impossessa subito del visitatore, lo affascina, quasi lo concupisce, sembra volerlo soffocare nel suo frenetico abbraccio. Impossibile non lasciarsi rapire e trasportare dal magnetismo di questa “Città degli Angeli”.

La scoperta di Bangkok inizia con tre imperdibili mete: il Grand Palace, l’adiacente What Pho e, sull’altra sponda del fiume, il Wat Arun. Sono considerati i migliori e più rappresentativi templi della Thailandia. Per chi avesse molta, molta fretta (errore…) potrebbe essere sufficiente una sola giornata.

Il Grand Palace (ingresso 250 Bath, 200 l’audioguida) è il luogo più sacro della Thailandia; la vista dello spettacolare insieme di templi, padiglioni, cupole, pinnacoli dorati lascia sempre piacevolmente ammirato il visitatore. Sono necessarie un paio d’ore, compreso il tempo per qualche foto da scattare velocemente tra disordinati e invadenti grupponi di turisti. Il perimetro interno del Palazzo è costituito da un porticato, la Galleria Ramakien, che con i suoi 178 affreschi racconta la vittoria del bene sul male. Il soffermarsi al Tempio del Buddha di Smeraldo (in realtà è giadeite), indicato anche come What Phra Kaew, è emozionante per i credenti orientali, un poco meno per gli occidentali poiché la famosa statua, alta circa 66 cm e posta a una decina di metri di altezza e lontana, è poco visibile. Buddha è seduto su un trono di legno intarsiato e dorato. Solo il Re si può avvicinare ed è soltanto lui che può cambiare tre volte l’anno, in coincidenza dell’inizio delle tre stagioni thai (il primo giorno di luna calante di marzo, luglio e novembre) le preziose vesti alla statua. I fedeli, raccolti in un misticismo quasi trascendentale, lasciano offerte, fiori, incensi. L’intero complesso del Grand Palace, assolutamente fantastico e unico, si può suddividere in una decina di zone ben individuabili come l'”Upper Terrace” che permette una buona, anche se parziale, visuale fotografica, il “Subsidiary Buildings” con la Biblioteca ed il Mausoleo con le urne cinerarie degli antichi sovrani, il “Chakri Maha Prasat Hall” comprendente la Sala del Trono utilizzata per i banchetti in onore di Capi di Stato. Per tutte le altre descrizioni di scorci, padiglioni e templi, vi lasciamo alle descrizioni delle guide cartacee… Se la vostra visita al Grand Palace non è prevista nei mesi più torridi dell’anno, prendete in considerazione la possibilità di entrare attorno alle tredici quando le migliaia di thailandesi, coreani, giapponesi saranno impegnati ai tavoli dei ristoranti. Una piacevole e indimenticabile esperienza soprattutto se vissuta in modo personale, con il semplice ausilio dell’audio-guida che permette l’ottimizzazione del proprio tempo secondo gusto e interesse.

Bangkok: Palazzo reale

Palazzo reale | © Adriano Frosi

Uscendo dal Grand Palace e costeggiando il muro di cinta alla vostra sinistra si arriva in qualche minuto al Wat Pho (ingresso 100 Bath, altrettanti per guida in inglese), il più antico e grande complesso di Bangkok. Il tempio è famoso per l’enorme Buddha reclinato lungo 45 metri e alto 15. I suoi piedi, di oltre 4 metri, sono istoriati da 108 immagini augurali in madreperla riproducenti altrettante caratteristiche della divinità. La statua, interamente ricoperta di foglie d’oro, raffigura Buddha in posizione distesa appoggiato sul gomito destro con un’espressione estatica perché è nel momento culminante del Nirvana, ossia il passaggio dalla vita alla morte. Alle sue spalle ci sono in fila lungo la parete 108 ciotole di bronzo ed è consuetudine mettere una monetina per ogni ciotola. Il gesto è simpatico ed è considerato di buon auspicio avere “casualmente” le 108 monetine (poco più di due euro). I monaci del tempio utilizzano queste offerte per il proprio sostentamento e per la manutenzione del complesso. Una volta ammirato il Buddha Reclinato è molto consigliato proseguire la visita di tutto il What: immergetevi in questa realtà da favola e ne resterete assolutamente affascinati. Il paradiso degli amanti della fotografia. Una curiosità: all’interno del tempio è ancora in attività la prima scuola ufficiale di massaggio Thai. Anche i turisti possono sperimentare i benefici dell’antica arte affidandosi alle già sapienti mani dei giovani allievi della scuola, oppure apprendere i primi segreti di alcune erbe taumaturgiche.

What Arun, tempio Bangkok

Scalinate di What Arun | © Adriano Frosi

In pochi minuti a piedi da Wat Pho, si raggiunge l’imbarcadero Tha Tien Pier sul fiume Chao Phraya. In quattro minuti e con 4 Bath, il battello pubblico vi porterà sulla sponda di Thonburi, all’ingresso del tempio What Arun (apertura 8,30 – 17,30 – ingresso 50 Bath). La visita richiede un’ora pur essendo un’autentica chicca. Il Wat Arun, chiamato anche “Tempio dell’Alba”, per gli stupefacenti colori che l’alba gli conferisce, ha una altezza di oltre 80 metri ed è una delle caratteristiche immagini che rappresentano Bangkok. Pur non avendo grandi dimensioni è suggestivo e carico di preziose lavorazioni in ceramica, frammenti di porcellana cinese, piccoli specchi, vetri colorati che ne ricoprono ogni centimetro. Il prang centrale simboleggia il monte Meru, che nella cosmologia induista rappresenta il centro dell’universo. Salendo due ripide e strette scalinate si arriva alle prime due terrazze dove si ha la sensazione di avere Bangkok ai propri piedi. A visita terminata, riattraversate il fiume, sedetevi in uno dei numerosi bar e locali ed avrete una spettacolare e romantica visione by night del Wat Arun. Con un buon tele sarà il vostro festival della fotografia e della nostalgia una volta a casa. Il Wat Arun si ricorda quasi con affetto perché le dimensioni contenute e la struggente bellezza, danno la sensazione che il tempio sia lì solo per noi ad aspettarci proprio in quel momento.

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