Praslin, tra spiagge, tartarughe giganti e Coco de Mer

PraslinFoto di Carla Squaiella

Questo articolo fa parte del viaggio di Carla alle Seychelles. Leggi l’itinerario completo qui »

Come le vicine sorelle Mahé e La Digue, Praslin è un’isola delle Seychelles che vanta spiagge da sogno, ma non solo: ci sono le tartarughe giganti di Aldabra e la Vallèe de Mai con la palma Coco de Mer, dai frutti con il seme più grande del mondo somiglianti all’anatomia del bacino femminile.

Sbarchiamo al porticciolo di Baie Sante Anne ci dirigiamo a Cote d’Or, nella spiaggia di Anse Volbert, tra le più belle e frequentate di Praslin, con i principali alberghi, guesthouses e punto di partenza per le escursioni alle vicine isole. Cote d’Or tuttavia appare tutt’altro che turistica, solo le vie principali sono fievolmente illuminate e i negozi chiudono al calar del sole. Al nostro arrivo i colori del tramonto iniziano a tingere di toni intensi la bella e lunga spiaggia deserta di sabbia bianca con le isole di St. Pierre e Curieuse all’orizzonte, per strada solo qualche locale che si affretta a rientrare dal lavoro, mentre i ristoranti lungo la Cote D’Or Esplanade iniziano ad animarsi. Ceniamo a La Goulue, il nostro preferito nel rapporto qualità/prezzo, vicino alla gelateria Luca e alla nostra guesthouse.

Praslin, Seychelles

L’indomani usciamo in barca con Robert per le vicine isole di St. Pierre e Curieuse (65€ con pranzo + 200 scr tassa di sbarco), pioviggina ma confidiamo nell’imprevedibile variabilità del tempo delle Seychelles. Una breve navigazione e sbarchiamo. St. Pierre è un grazioso isolotto di granito raccomandato per lo snorkeling, ma il mare mosso rende difficile sia nuotare tra le rocce che vederne i fondali, un po’ delusi ripartiamo per la vicina Curieuse. Finalmente splende il sole quando attracchiamo nella splendida spiaggia di Anse Josè circondata da palme, takamaka, un mare turchese, limpido e calmo come una piscina. L’isola, lebbrosario fino al 1965, ospita la casa del dottore (bell’esempio di architettura coloniale creola adibita a centro informazione e eco museo) e soprattutto un centro di riproduzione di tartarughe giganti di Aldabra. Anse José è collegata a Baie Laraie, dall’altra parte dell’isola, da un sentiero di 1,7 km che passa per una fitta palude di mangrovie, uno dei luoghi più belli di Curieuse, dove vivono libere almeno 200 tartarughe. Camminando su una passerella che consente di attraversare la palude anche con l’alta marea, incontriamo i resti del lazzaretto, 7 diversi tipi di mangrovie, granchi giganteschi e tartarughe centenarie che si lasciano avvicinare senza timore. Nella bella Baia Laraie caratterizzata da impressionanti blocchi di granito, si trovano alcuni esemplari di Coco de Mer e la stazione dei ranger con circa 300 tartarughe, dove i piccoli nati vengono nutriti per 5 anni prima di venire liberati in natura. Un’escursione da non perdere!

La sera a Anse Volbert un acquazzone tropicale ci coglie di sorpresa e troviamo rifugio nel vicino La Pirogue Restaurant molto frequentato (caro ma buono).

Seychelles - Curieuse - Baie Laraie

Il giorno seguente il maltempo non è che un ricordo e ne approfittiamo per visitare una delle più suggestive e fotografate spiagge dell’arcipelago, Anse Lazio. In auto si arriva alla spiaggia, ma chi come noi viaggia in autobus deve considerare una camminata di 1 km piuttosto impegnativa. Siamo ormai abituati alle spiagge da cartolina delle Seychelles, ma Anse Lazio vale la fama che la precede: il mare turchese, la sabbia candida delimitata a ciascuna estremità da enormi massi di granito e magnifiche calette raggiungibili per un sentiero con l’alta marea o dal mare quando è bassa. Dalla spiaggia seguiamo l’indicazione Honesty Bar, pochi gradini di pietra e raggiungiamo una terrazza ombreggiata da cui si gode un panorama superlativo. Il bar è deserto, non c’è personale, il listino prezzi è sul tavolo e ci si serve da soli dal frigo lasciando il dovuto in una scatola aperta: raro rapporto di fiducia verso il prossimo.

Da Anse Lazio ci portiamo alla Vallée de Mai, riserva naturale patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’entrata costa ben 20€ (in parte destinati alla preservazione di Aldabra e della Vallée). I sentieri ben marcati si sviluppano tra rocce granitiche attraverso la fitta foresta di palme e pandani endemici, con la maggior concentrazione mondiale di Coco de Mer che in natura cresce solo a Praslin e Curieuse. La noce sexy di questa bellissima palma centenaria, che come dicevamo ricorda la forma del bacino femminile (mentre il frutto della pianta maschio, l’organo riproduttivo maschile…), è il simbolo indiscusso delle Seychelles, può pesare 15-20 kg e la varietà di souvenir che la riproducono è sorprendente.

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Terminano così i nostri giorni a Praslin, abbiamo in serbo un’ultima tappa prima di ritornare in Italia: Bird Island.

Dove dormire a Praslin. L’isola è mediamente cara e le sistemazioni economiche sono poche, soprattutto in alta stagione è consigliabile prenotare in anticipo. Buono il nostro ospitale selfcatering a Anse Volbert Coco Bay Villa (55€ + eventuale colazione o cena) a 200 mt dalla spiaggia e dalla fermata degli autobus. Ricca la scelta tra i medio-alti come il Village du Pecheur e La Pirogue Lodge; per chi non ha alcun problema di budget il top sono Raffles e Constance Lemuria.

Info utili. Tra le spiagge di Praslin va citata anche Anse Georgette annessa al Lemuria (previa autorizzazione dell’hotel). Non ci siamo stati, ma è considerata tra le più belle. Si arriva a Praslin da Mahé con voli giornalieri o in catamarano Cat Cocos (60’ 900 scr circa). Per i viaggiatori più sportivi, con le barche trasporto merci La Belle Seraphine o Arc en Ciel (da lun a ven 3 ore di viaggio a 200 scr). Il collegamento con La Digue è servito da Inter Island Ferry con varie corse giornaliere (30’ 200 scr) o da Cat Cocos (30’ 225 scr). Per i voli per le Seychelles consultate le migliori offerte su Edreams.

Il viaggio di Carla alle Seychelles continua… Ultima tappa: Bird Island