Ravenna, cosa vedere in un week end

Ravenna, cosa vedere© Annamaria Giannetto Pini

Un passato glorioso e un presente ancora tutto da ammirare. Ravenna è la città ideale per chi è in cerca di bellezza, quella che solo città armoniose e di immenso valore artistico sanno donare. L’armonia sta nella composizione architettonica del centro, una deliziosa bomboniera urbana. Il valore artistico nei mirabili mosaici custoditi in imponenti luoghi sacri e musei. E intorno una verdeggiante campagna e la riviera adriatica a pochi chilometri. Scenario che ha incantato artisti di ogni epoca, da Boccaccio a Gustav Klimt e Hermann Hesse. Vi proponiamo un itinerario di due giorni attraverso gli otto monumenti Patrimonio Unesco della città romagnola candidata a capitale europea della cultura per l’anno 2019.

Venerdì pomeriggio

ore 15Ore 15. Ravenna si visita a piedi o in bicicletta. Una sistemazione in centro è quindi l’ideale. Palazzo Galletti Abbiosi con parcheggio interno fino a esaurimento posti, ricca colazione a buffet e noleggio bici gratuito, coniuga piacevolezza e comodità, con i suoi interni raffinati e una posizione invidiabile. Di fronte all’albergo si trova infatti la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la prima tappa di questo weekend ravennate. Si tratta di uno degli otto monumenti Unesco della città (tali dal 1996), costruito da Teodorico tra il 493 e il 496 come tempio ariano e consacrato poi al cattolicesimo. All’interno, le prime decorazioni musive di questo tour, insieme di piccole tessere colorate frutto di una grande maestria artistica che ha reso Ravenna famosa in tutto il mondo.

ore 17Ore 17. Nelle immediate vicinanze – Ravenna è una città che si gira in poco tempo – la Chiesa di San Francesco, ricostruita nel X secolo sui resti della vecchia struttura quattrocentesca, si riconosce per la sobria facciata in mattoni. Visitato l’interno – la chiesa ha più entrate – si sbuca in un delizioso giardino dove sorge l’Edicola di Braccioforte, oratorio del XV secolo. Poco più in là, quasi nascosta oltre una cancellata, la Tomba di Dante, il piccolo tempio che custodisce i resti del sommo poeta fiorentino, morto in esilio nella città romagnola nel 1321. Un bassorilievo di fine Quattrocento lo ritrae pensoso sopra i resti tanto contesi dalla città d’origine e quella d’adozione. Il Museo a fianco approfondisce interessanti aspetti della vita di Dante con cimeli, documenti e contributi multimediali.
Proseguendo per Via Dante Alighieri, si svolta a sinistra per visitare altri due patrimoni Unesco: il Battistero Neoniano (o degli ortodossi) e la Cappella di Sant’Andrea. Il primo, chiamato così per il vescovo Neone che ne curò l’aspetto attuale, risale al V secolo ed è il più antico dei monumenti ravennati. Con esterno in mattoni e pianta ottagonale, presenta all’interno elementi bizantini e paleocristiani, intarsi in marmo e ovviamente mosaici, presenza costante in città. La seconda, unico edificio ortodosso durante il regno di Teodorico quando il culto dominante era quello ariano, nasce come oratorio privato: all’interno i mosaici del V secolo raffigurano i martiri, soggetti tipici dell’ortodossia cattolica, stormi di uccelli e un’insolito Cristo in veste militare. La cappella è ospitata all’interno del Museo Arcivescovile – a sua volta ospite del Palazzo Episcopale – che raccoglie reperti paleocristiani della prima cattedrale della città, la Basilica Ursiana (V secolo). E’ sui resti di quest’ultima che dal Settecento sorge il Duomo di Ravenna, imponente costruzione con campanile cilindrico e facciata barocca. E nelle vicinanze anche il Giardino delle Erbe Dimenticate, oasi di pace con piante aromatiche e medicinali.

ore 20Ore 20. Per la cena può essere una buona scelta il ristorante La Gardèla (via ponte marino 3) tra la Torre pendente e il mercato coperto. Offre l’ottima cucina romagnola con pasta fresca e piatti di carne e pesce. Spesa intorno ai 20-25 euro.

 

Sabato

Ravenna, cosa vedere: Galla Placidia

© Annamaria Giannetto Pini

ore 10Ore 10. Dritti al cuore di Ravenna, si taglia per Piazza del Popolo in cui spicca il Palazzo Comunale e le colonne dedicate ai patroni Sant’Apollinare e San Vitale, si attraversa l’elegante centro cittadino con il bel pavé e le accurate facciate, edifici paleocristani e bizantini, fino a raggiungere due delle principali attrazioni di Ravenna, va da sé, beni Unesco. Un biglietto unico acquistato al punto informazioni antistante, consente l’ingresso alla Basilica di San Vitale e al Mausoleo di Galla Placidia. Eretta tra il 526 e il 547 la basilica ha una struttura imponente e originale con la doppia pianta ottagonale concentrica e entrata asimmetrica rispetto alla struttura. L’interno è un trionfo di marmi e mosaici. I più preziosi sono nel presbiterio in cui dominano i colori del verde e dell’oro, scene del Vecchio Testamento, profeti ed evangelisti. Notevoli anche i mosaici a terra, in parte transennati per preservarne l’usura. Anche il Mausoleo di Galla Placidia, dal nome della figlia dell’imperatore Teodosio I (V secolo), si caratterizza per la ricchezza decorativa degli interni, in contrasto con la semplicità dell’esterno in mattoncini rossi. Entrare sarà come introdursi in un ambiente magico e solenne, avvolti da milioni di piccole tessere che compongo un cielo blu intenso puntellato da centinaia di stelle.

ore 13Ore 13. Dopo una mattinata d’arte e suggestione, è la volta di un’altra eccellenza ravennate, la piadina. Farcita a piacere, dolce o salata, si acquista nelle numerose piadinerie del centro che offrono posti a sedere e take away, per continuare a godersi il centro storico piadina alla mano.

ore 15Ore 15. Nel pomeriggio, visita alla Domus dei tappeti di pietra, palazzetto bizantino con 14 splendide pavimentazioni a motivi geometrici, figurativi e floreali scoperti una ventina di anni fa e oggi tra i siti archeologici più importanti d’Italia. Verso sera un’ultima visita è per il Battistero degli ariani, altro patrimonio dell’umanità e sintesi tra culto ortodosso e ariano.

ore 20Ore 20. Per la cena questa volta una proposta più modaiola ma dai costi sempre accessibili: la Vineria Nuova (via Matteucci 2) con menù alla carta e piadine e un’ampia cantina, come suggerisce il nome stesso.

Domenica mattina

Ravenna, cosa vedere: Basilica S. Vitale

© Annamaria Giannetto Pini

ore 10Ore 10. Prima di lasciare la città, soprattutto se è una bella giornata di sole, conviene allontanarsi un po’ dal centro per una passeggiata ai giardini pubblici con Loggetta Lombardesca, sede della Pinacoteca e del Museo di Scienze Naturali, come pregiato scenario. Sempre al di fuori del centro, in direzione nord, la Rocca Brancaleone, monumentale fortificazione con torrioni circolari, ampia cittadella e ponti levatoi, e il settimo edificio Unesco della città: il Mausoleo di Teodorico (520 ca) struttura essenziale e massiccia costruita in blocchi di calcare istriano e sepoltura dello stesso Teodorico, una vasca in porfido.
Infine in piena campagna e in direzione mare, che dista appena 30 chilometri da centro di Ravenna, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe risalente al VI secolo e dedicata al primo vescovo della città. Anche in questo caso, esterno semplice, campanile cilindrico con monofore, bifore e trifore che ne alleggeriscono l’effetto complessivo e di nuovo all’interno un altro incantevole rivestimento musivo. Ultimo capolavoro di questa piccola e preziosa città della Romagna.