Mahé: l’isola più grande e meno conosciuta delle Seychelles

Mahé, SeychellesAnse Major, Mahé |Foto di Carla Squaiella ©

Questo articolo fa parte del viaggio di Carla alle Seychelles. Leggi l’itinerario completo qui »

In gran parte coperta da una magnifica foresta tropicale, Mahé ospita oltre 60 spiagge, l’aeroporto internazionale con la capitale Victoria e il 90% della popolazione dell’arcipelago, un mix eterogeneo di etnie africane, europee, cinesi e indiane. Qui cultura e tradizioni sono più evidenti che in altre isole frequentate prevalentemente da turisti, che spesso non appena sbarcati fuggono per altre mete.

All’uscita del piccolo aeroporto si trova il bus per Victoria da dove proseguiamo per Beau Vallon, la più frequentata spiaggia di Mahé, perché vicina, di facile accesso e comoda per tutto. Viaggiare in autobus si rivela subito un’esperienza (solo 5 scr a tratta). Né la ressa dell’ora di punta né tantomeno il cartello alle spalle dell’autista che riporta “Come sto guidando? Chiama il n°….”, lo scoraggia dal prendere le strette curve a folle velocità. Fatico a tenermi in piedi ma i sorrisi divertiti della gente mi fanno sentire a mio agio.

Scendiamo accanto alla lunga e bella spiaggia di sabbia fine di Beau Vallon, circondata da palme e alberi takamaka, ideale in questo momento dell’anno. E’ importante sapere che, in base alle stagioni, le spiagge delle Seychelles possono essere battute da forti venti e correnti che trasportano molte alghe. Per evitare delusioni informatevi prima! Il consiglio è poi quello di non rimanere fissi nella spiaggia del vostro albergo, ma spostarsi in bus o in auto a Mahé e Praslin o in bici a La Digue, e andare a caccia delle spiagge più belle in quel dato momento dell’anno.

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Pernottiamo al Sylvie’s (+2482511719, 65€ con colazione, il più economico dopo Mrs Lefevre +2484224569), vicino alla spiaggia e ai ristoranti (buona la Boat House – buffet creolo a 400 scr – o la più economica Baobab Pizzeria), numerosi sul lungomare purtroppo deturpato dal cantiere del Savoy Resort.  In quanto a movida non aspettatevi granché, neppure a Beau Vallon impropriamente detta “Rimini delle Seychelles”. Più vivace il mercoledì sera con il mercato di bancarelle di souvenir, piatti tipici a costi irrisori e qualche musicista accompagnato da improvvisati ballerini.

Seychelles, Victoria

Foto di Carla Squaiella

Il secondo giorno visitiamo Victoria, tra le più piccole capitali del mondo. Si gira facilmente a piedi in poco più di mezza giornata passando per il Museo di Storia Naturale, il Mercato (più animato il sabato), il bel Giardino Botanico, la Moschea, la Cattedrale o il colorato tempio Hindu, la Kanti House con l’emporio e la Torretta dell’Orologio, buffa riproduzione della Torre di Londra e simbolo della città. Il caldo si fa sentire e un gelato al Taste of Italy in Market Street è quello che ci vuole, ma alle 17 i negozi chiudono, il traffico si fa più intenso ed è ora per noi di ritornare a Beau Vallon, resa magica al nostro arrivo da un suggestivo tramonto dalla baia, con il profilo dell’isola di Silhouette all’orizzonte.

Il terzo giorno lo dedichiamo a un’escursione tra le più interessanti: quella che porta al vicino St Anne Marine National Park. Ci affidiamo al Marine Charter Association (+248 432 21 26), il più economico (1100 scr, circa 68€) ma finiremo per fare la gita prendendo al volo l’imbarcazione di un’altra compagnia perché la nostra non ne vuol sapere di mettersi in moto… Tenete conto che le escursioni organizzate sono care, di media 90/100€ e oltre a persona.

Moyenne, Seychelles

Foto di Carla Squaiella

Prima tappa è la vicina isola di Moyenne, avvolta da storie di pirati e tesori nascosti. Ci appare splendida con la bassa marea, quando una lunga lingua di sabbia bianca emerge dal mare verde smeraldo. Riserva di flora e fauna, ospita 120 tartarughe giganti, oltre 2000 uccelli e percorsi naturalistici immersi nella foresta di migliaia di alberi piantati da Brendon Grimshaw che l’acquistò nel 1962 a £8000. Dopo tanto faticoso lavoro l’isola venne valutata 50 milioni di dollari, ma Grimshaw continuò a lottare contro la privatizzazione fino ad ottenere nel 2008 il suo riconoscimento come Parco Nazionale. Con un amico nativo delle Seychelles è stato l’unico abitante di Moyenne fino alla sua morte avvenuta nel 2012. Procediamo poi per la rinomata Cerf, un’isola privata con ville, resorts esclusivi e circa un centinaio di abitanti, tra cui lo scrittore Wilbur Smith. Ma il cielo diventa improvvisamente minaccioso e forti onde impediscono lo snorkeling intorno all’isola. Siamo autorizzati a rimanere solo sulla spiaggia e non ci resta che consolarci con il barbecue di pesce prima di ritornare a Mahé sotto la pioggia.

Il giorno seguente raggiungiamo in bus Bel Ombre, da dove un sentiero panoramico conduce in 1 ora di cammino tra palme selvatiche a Anse Major, particolare per la sabbia granitica che rende il mare così trasparente, una piccola barca propone escursioni snorkeling o il passaggio di ritorno a 500 scr.

Torneremo a Mahé l’ultimo giorno di viaggio per visitare le belle spiagge della costa sud-ovest, alloggiando per comodità vicino all’aeroporto (Transit Apartment, Pointe Larue, trattati 40€ a notte). Sempre in bus attraverseremo l’isola (non ci vuole molto è lunga 28 km e larga 8) e tra panorami incantevoli arriveremo a Anse Takamaka, fermandoci a Petite Anse, Anse Soleil, e passando per Anse à La Mouche fino a Anse Louis che ospita l’esclusivo resort Maia dove proveremo invano a entrare per prendere un aperitivo: saremo gentilmente congedati con un depliant informativo. Privacy degli esclusivi ospiti del Maia, assicurata.

Il viaggio di Carla alle Seychelles continua… Tra le spiagge di La Digue