La guida per perdersi [ViaVai]

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Un GPS che non funziona
è il miglior regalo che si possa fare
a un viaggiatore distratto.

Perdere l’orientamento può essere l’occasione per metterti in ascolto di un luogo e fare attenzione alle cose che capitano. Accorgerti di ciò che non conosci è un’esperienza insolita e vertiginosa. È la scoperta di quello che le guide non hanno indicato. Con un GPS rotto ti imbatti in posti sconosciuti, e sono loro a trovarti.

Tra vetrine con le scritte, muri neri di fumo, parchi e parcheggi, puoi finire davanti a qualcosa di inaspettato, oppure, in mezzo ai colori e i numeri tutti storti delle pubblicità, annaspando nella folla sul marciapiede, ti sorprendi per un dettaglio.

Grazie a un GPS rotto devi chiedere dove andare. Sali sull’autobus a Beylikdüzü e parli con un anziano che ti aiuta e ti sorride, ti perdi in Khari Baoli dove è pieno di bancarelle e mercatini, segui il fiume Haihe e ti fermi a guardare gli esercizi di Tai Chi, passi per Bois de Boulogne e sorridi divertito attraversando un tripudio di bambini, mangi due bocconi al volo in un bar sulla Orianenstraße e ti accorgi che a un tavolino lì vicino ci sono due che si baciano come per promettersi un futuro, ti ritrovi in via San Niccolò e butti un occhio in qualche locale, scovando chi festeggia un compleanno, chi brinda per un buon affare e chi esulta con gli amici per un gol.

Se intraprendi un viaggio con un GPS che non funziona, tornando a casa o partendo per un paese lontano, devi alzare la testa, notare il cielo e seguire le nuvole che disegnano nuove figure, e sei felice di accorgerti che ogni luogo contiene un altro luogo che a volte non sa neppure di esistere.