Il Cammino di Santiago, da Pamplona a Puente la Reyna

Cammino di Santiago: Puente la reina© titoalfredo

Questo articolo è la quarta tappa del viaggio di Dimitri lungo il Cammino di Santiago. Leggi l’itinerario completo qui »

Siamo al quarto giorno del nostro viaggio lungo il Cammino di Santiago e incominciamo a farci le ossa – o i calli, come è forse più appropriato dire. Se siete stati saggi nei giorni precedenti, dovreste esservi fatta un’idea dei vostri ritmi e dei vostri limiti. Chi parte male, invece,già all’altezza di Pamplona sta armeggiando con cerotti, pomate e vari antidolorifici.

Partite dunque da Pamplona e state attenti alle indicazioni, perché in uscita dalla città è più difficile ritrovare i segni del Camino. Il trucco per non perdersi è questo: raggiungete plaza Consistorial e imboccate Calle Mayor. All’incrocio con la avenida del Ejército entrate nel parco Vuelta del Castillo, che vedete a sinistra. Usciti dal parco avrete davanti la avenida Sancho el Fuerte: attraversatela e immettetevi nella calle Fuente del Hierro. Percorretela fino all’incrocio con l’Avenida de Navarra, lungo la quale costeggiate la cittadella universitaria fino al Puente de Acella sopra il río Sadar. Da qui, riprende il vostro peregrinare in direzione Cizur Minor.

Il Cammino di Santiago: Navarra

(c) _guu_

La strada sarà in salita per 18 km.: dai 410 m del ponte salirete fino ai 750 dell’Alto del Perdon – poi però sarà tutta discesa: tenete duro, tanto è mattina e siete riposati.

In realtà, il pezzo più faticoso vi aspetta proprio all’inizio: da Cizur parte un pendio di una decina di  km. di sentieri, strade e campi che possono rivelarsi difficili soprattutto in caso di fango; al decimo km circa vi troverete di fronte una forte pendenza che a tutta prima vi getterà nello sconforto – sono solo 500 metri, dopo la pendenza si distende. Ma aspettate a cantar vittoria: neanche un chilometro ed ecco il secondo strappo, breve ma scivoloso, dato il sentiero lastricato di pietre. Superati questi punti, i due chilometri e mezzo che rimangono fino all’alto sono di salita costante e senza difficoltà.

Arriverete insomma a Zaraquiegui piuttosto assetati e benedirete la fontanella davanti la chiesa romanica di San Andres.

Il Cammino di Santiago: Obanos

(c) JJmenendez

L’ultimo sforzo: il picco che vi attende là sopra è l’Alto del Perdon. Sarete probabilmente nella disposizione d’animo migliore per ricordare una leggenda locale: un pellegrino era distrutto dalla fatica e dalla sete, proprio in questa zona, più o meno come voi. A un tratto, gli appare il Diavolo: “Ti darò da bere se rinnegherai la tua fede!”. L’eroico pellegrino rifiuta sdegnato: piuttosto crepa di sete! Miracolo: compare Santiago che mette in fuga il Diavolo e ricompensa l’uomo facendo sgorgare una fonte. Eccola lì, davanti a voi: la Fonte Rinnega (Fuente Reniega, in spagnolo). Bevete festanti, come tutti i pellegrini che prima di voi non hanno ceduto alla tentazione di mollare nei primi giorni e superate il valico.

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Qui c’è il famoso monumento al pellegrino, di fronte al quale tutti si commuovono, soprattutto per la frase incisa sulla carovana di ferro che indica l’Ovest: “Dove si incrocia il cammino del vento con quello delle stelle” – che è poi dove stiamo andando. Ci sono anche un bel po’ di moderni mulini a vento, sullo sfondo: il parco eolico più fotografato al mondo, forse.

Via, scendendo, ora – ma con prudenza: il primo tratto è ripido, con grosse pietre sparse a tradimento per un chilometro e mezzo. Quando arriverete alla fonte di Uterga, il più sarà fatto: la voce popolare dice che questa è l’acqua più buona della tappa. Giudicate voi.

Fatti altri 3 km. avete una possibilità: se deviate e prendete per Eunate potrete arrivare all’Eremo Templare. Allungherete di un paio di km., ma se vi appassionano le storie medievali, questa è una tappa imprescindibile: pianta ottagonale, finestre d’alabastro, colonnato che la circonda; un silenzio solenne tutt’intorno. Naturalmente, non aspettatevi di trovarci il Graal, anche se troverete sicuramente qualche fanatico appassionato di fantarcheologia.

Tornati sul sentiero, arriverete a Obanos: il top sarebbe riuscire a vedere una rappresentazione del “Misterio de Obanos”, una sacra rappresentazione che ogni due anni rievoca, a luglio, in costumi storici (sono 1056!), il martirio di Santa Felicia – uccisa dal fratello Duca di Cornovaglia cui a quanto pare non garbava la convinta fede pellegrina della povera Felicia. Per la cronaca, il Duca in questione poi si sarebbe pentito e per penitenza si sarebbe fatto tutto il Cammino, per poi finire i suoi giorni nell’eremo di Arnotegui, dove comunque fece carriera, diventando santo nel volgere di qualche generazione.

Qui ad Obanos il Camino Francès confluisce con quello Aragonese, che proviene da Somport: il viaggio continua alla volta di Puente la Reyna, che vi attende elegante a fine giornata. Arrivarci al tramonto è sempre uno spettacolo: la Reyna in questione è la munifica moglie di Re Sancho El Mayor de Navarra, Donna Munia, e il ponte è quello che vedete scavalcare con le sue salde arcate in pietra il rio Arga.

In paese potrete alloggiare all’Albergue de Los Padres Reparadores, (80 posti letto a castello, “un po’ troppo ammucchiati”, secondo alcuni, “ma bello e con buoni servizi”, offerti a 3/5 €); oppure appena fuori dal paese, dopo il Puente de los Peregrinos, su per una stradina a destra, il nuovo ed ottimo Albergue Santiago Apostol. L’hospitalero, se richiesto, s’incarica di spedire il vostro zaino all’Ufficio Postale di Santiago – ma allo zaino ci pensate domani, adesso è ora di andare a riposare.

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