Lago d’Iseo e Montisola in un week end d’inverno

Lago d’Iseo e MontisolaFoto di MAURY.C69 (CC)

Gli stranieri lo conoscono da tempo e hanno qui ville lussuose, molti Italiani invece sanno a malapena della sua esistenza. Stiamo parlando del Lago d’Iseo (o Sebino) con i suoi splendidi scenari e la ricca offerta gastronomica: sulle sue sponde, infatti, si produce un pregiato olio d’oliva e le tavole abbondano di trote e lucci. Le due sponde, quella bergamasca e quella bresciana, hanno caratteristiche proprie per vegetazione e alternanza di paesaggi.

Il nostro è un piccolo itinerario di due giorni che si concentra nella parte bassa del lago e passa da Sarnico, sulla costa sud-occidentale, per proseguire nella parte orientale fino al centro del lago, dove troviamo il gioiello del Sebino, Montisola, la più grande isola lacustre d’Italia.

1° giorno: Sarnico, Paratico e Iseo

Il piccolo borgo di Sarnico si trova in una posizione molto particolare, nel punto in cui le acque del lago convogliano nel fiume Oglio che a sua volta punta verso il Po. Il paesaggio è caratterizzato da mangrovie che emergono dall’acqua, tra i giochi di anatre e pesci. Da Piazza XX Settembre, vicino al ponte di ferro che collega il paese a Paratico, si passeggia verso il lago e si gira a sinistra nella variopinta piazza Umberto. Si imbocca via Lantieri, caratterizzata da negozietti, stretti viottoli, arcate e portali. Questo è il centro del piccolo borgo, conosciuto come Contrada, dove periodicamente mercatini d’artigianato o gastronomia rallegrano le vie. Se non volete solo vagabondare, magari verso il porticciolo turistico o i lidi davvero curatissimi, in una piccola viuzza del centro troviamo la Pinacoteca Bellini (via San Paolo 8) situata su tre livelli nella parte antica di Palazzo Gervasoni. Da vedere anche solo per la collocazione ad hoc delle tele (originale la balaustra) esaltate da luci mirate. La storia del borgo si può scoprire visitando la torre medievale e la rocca dei Zucchellis, databile intorno al XIII sec., con alcune parti della cinta muraria e della torre, oltre ai resti dei castelli di Castione e dei Marenzi, la cui torre è diventata il campanile della piccola chiesa di San Paolo. D’estate il borgo si anima di manifestazioni sportive ed eventi, tra cui il Sarnico Busker Festival tra luglio e agosto.

Attraversando il ponte sul lago raggiungiamo Paratico, su un territorio ondulato a ridosso della Franciacorta, terra di vini e castelli. Il lungolago è popolato di cigni e ogni stagione ha i suoi mercatini con i prodotti tipici (tra cui i formaggi), artigianato e antiquariato. La sagra più importante è quella delle mele, che cade l’8 dicembre per la Madöna dei Pom. Oltre a passeggiare sul lungolago fino al Parco delle Erbe Danzanti o ammirare le sculture in pietra arenaria sparse qua e là per il paese, si può scoprire l’anima medievale e ormai lontana della cittadina avvicinandosi al Castello, in cima alla collina a sud del paese, e visitando la Torre dei Lantieri, nel cuore del borgo. Se capitate di domenica qui potrete vivere l’esperienza della quadrisfera, installazione scenografica a multiproiezione che vi farà entrare in un mondo pressoché onirico (ogni domenica 10.00-12.00/15.00-18.00 o su prenotazione per gruppi tel. 035.914082).

Puntiamo poi verso Iseo, a 15 minuti di strada, e dopo aver parcheggiato, come prima cosa ci concediamo una pausa con un buon pranzetto. Ci consigliano l’Osteria la tana dell’Orso (vicolo Borni 19/21), dove i piatti semplici, l’atmosfera rustica e la cordialità del personale ci fanno apprezzare la dritta. Ci concediamo una tonificante passeggiata raggiungendo il lago: arriviamo al lungolago Marconi all’altezza del lido dei Platani, per godere della vista romantica e della brezza lacustre.

Lago d'Iseo: Pieve S. Andrea

Foto di Luca Giarelli (CC)

Puntiamo poi verso il centro e raggiungiamo Piazza Garibaldi, dove la statua dell’Eroe dei due mondi in cima ad un basamento muschiato, vanta un primato: è la prima dedicata al patriota per opera del Bordini di Verona che la scolpì nel 1883. Anche Iseo mostra la sua origine medievale con il Castello Degli Oldofredi abbarbicato su uno sperone roccioso e l’antica Pieve di Sant’Andrea che domina la Piazza del Sagrato, simbolo della cittadina. Gli edifici sacri che meritano una tappa sono la settecentesca Chiesa di San Giovanni Battista, di fronte alla pieve, la vicina Chiesa di San Silvestro dei Disciplini e il santuario di Santa Maria della Neve, in salita seguendo la Rampa dei Cappuccini. Il paese è vivace e offre il suo meglio tra la primavera e l’autunno: tanti gli appuntamenti tra cui la rassegna Provincia in fiore, dove i giardini e gli orti botanici aprono le porte.

Dal piccolo porto in piazza Gabriele Rosa, nel centro storico, si possono raggiungere diverse località del lago in battello per fare gite in giornata. La sera, al calar del sole, sul lungolago apprezziamo il panorama e la vista di Monte Isola. Concludiamo la giornata in bellezza in uno dei localini dove assaggiamo i piatti della tradizione locale. I prezzi sono un po’ alti, pagate anche la vista: se volete mangiar bene, rinunciando allo sciabordio delle acque, potete fermarvi a Il Volto (via Mirolte 33): locale caratteristico, piatti semplici e gustosi, pane fatto in casa e pesce di lago fritto. Pernottiamo all’Hotel Milano, proprio vicino al porto, piccolo e un po’ datato, ma con una magnifica vista sul lago.

2° giorno: Sulzano e Monte Isola

Dopo una ricca colazione, si riparte in auto alla volta di Sulzano, punto più strategico per arrivare a Monte Isola. Ci fermiamo in questo piccolo borgo per una passeggiata nei vicoletti e per salire fino alla cascata di Petoi, approfittando per una veloce visita alla Chiesa di Santi Fermo e Rustico. Torniamo giù e ci procuriamo un po’ di frutta e dei panini per pranzare al sacco quando la fame si farà sentire. Ci avviamo all’imbarcadero: gli orari dei battelli per Monte Isola sono ben gestiti, ogni venti minuti circa c’è un’imbarcazione che porta a Peschiera Maraglio. A persona, andata e ritorno, sono 3,20 €.

Weekend d'inverno sul lago d'Iseo

Foto di Jon Shave (CC)

Mentre navighiamo, l’imponenza di questa isola lacustre già ci affascina e riusciamo ad adocchiare la Chiesa di San Michele. Il fatto che non si possa circolare in auto, ma solo in bici o a piedi ci riempie di gioia. Iniziamo ad esplorare Peschiera, abbandonando i naèt (le tipiche barche dei pescatori) ormeggiati nel porticciolo. Decidiamo di noleggiare una mountain bike all’alimentari-tabaccheria (15,00 € la giornata intera) per fare una panoramica dell’isola, seguendo la litoranea in senso orario.

Pedaliamo tra gli ulivi e arriviamo a Sensole. Sbocconcelliamo un panino mentre ci godiamo la vista sull’isolotto privato di San Paolo, per poi proseguire su una strada in salita che ci porta a Menzino, dove è d’obbligo fare tappa alla Rocca Oldofredi-Martinengo. Anche perché la strada è bella ripida, bisogna essere prudenti: gli abitanti viaggiano in scooter e ad arrivare in cima ci vuole almeno una mezz’ora. Immaginiamo questo avamposto nei tempi passati, mentre visitiamo al piano terra quelle che una volta erano le scuderie. Dopo la perlustrazione della roccaforte ci rimettiamo in sella, proseguiamo verso nord e raggiungiamo Siviano, un tempo borgo fortificato e capoluogo dell’isola. Da qui si scorge un bel panorama della sponda bergamasca e ci si infila tra le vie strette del paesino. Veniamo a sapere che dopo una bella salita, che si rivela veramente impegnativa, possiamo raggiungere Cure e Masse, famose per la produzione di un salame artigianale dal sapore speziato e un po’ affumicato, e da lì arrivare fino alla punta estrema dell’isola dominata dal Santuario della Madonna di Ceriola. La fatica da olimpiade vale la pena: la vista è sconvolgente, da mozzare il fiato. I quadricipiti in compenso sono da sostituire.

Riprendiamo dopo una sosta la mountain bike e torniamo a Siviano per raggiungere Carzano, da dove si può vedere la bellissima, e privatissima, isola di Loreto, oltre ad osservare i pescatori che mettono ad essiccare il pesce. Ormai sul versante bresciano riprendiamo il lungolago per ritornare a Peschiera Maraglio. In tutto abbiamo percorso circa una ventina di km in 3 ore e mezza. Ci rilassiamo per il resto del pomeriggio a Peschiera e per cena arriviamo in autobus a Carzano dove ci coccoliamo con una bella abbuffata alla Locanda del Lago prima di riprendere il battello e far ritorno a casa.

Info utili: le biciclette a Montisola si possono noleggiare da marzo a fine ottobre. In alternativa potete visitare l’isola a piedi, percorrendone il perimetro sulla litoranea. Se avete buone gambe salite comunque sulla sommità del monte fino al Santuario della Madonna della Ceriola per godere del grandioso panorama.