Carcassonne, a spasso nel Medioevo

Carcassonne

Carcassonne è una suggestiva città francese, capoluogo del dipartimento dell’Aude, nella regione della Linguadoca-Rossiglione. È famosa per la sua splendida cittadella fortificata, che ha ispirato l’omonimo gioco in scatola e che, catalizzando il turismo, è la maggior fonte d’introiti della città.

Questa cittadella ha una storia molto particolare: anche se conserva fortificazioni romane, visigote, saracene e francesi medievali, il suo aspetto attuale è dovuta ad un intervento di restauro creativo. Infatti  Carcassonne fino al 1659 era un punto strategico fondamentale in quanto situata sul confine tra Francia e Aragona, ma con l’assegnazione della provincia di Rossiglione alla Francia a seguito del Trattato dei Pirenei, la città vecchia cadde lentamente in rovina, tanto che nel 1849 il governo prese in considerazione la sua demolizione. Fortunatamente questo progetto suscitò una tale opposizione che nello stesso anno ne venne iniziato il restauro ad opera dell’architetto Viollet-le-Duc. Egli era seguace della corrente del restauro estetico, che promuove una ricostruzione esteticamente curata delle rovine anche in mancanza di documentazione su quello che doveva realmente essere il loro aspetto, in opposizione alla tendenza attualmente in voga del restauro conservativo che tende ad alterare il meno possibile i monumenti e a non mascherare le tracce lasciate dal  tempo.

Carcassonne - Dama CarcasGrazie al restauro di Viollet-le-Duc, la città vecchia e i monumenti che racchiude appaiono meravigliosamente integri. L’entrata principale è quella che passa attraverso la porta Narbonese, dove campeggia il busto monumentale di dama Carcas, una figura  legata alla città da un’affascinante leggenda: al tempo in cui la città si trovava nelle mani dei saraceni, Carlo Magno, dopo averne fatto assassinare il re, la assediò per conquistarla. Dama Carcas, la regina rimasta vedova, prese  il comando dell’esercito. L’assedio e le battaglie durarono sette anni e le forze saracene diminuirono sempre di più, ma Dama Carcas inventò una lunga serie di stratagemmi per far credere agli avversari che la città traboccasse ancora di soldati e ricchezze. Quando ormai i viveri erano quasi esauriti, la regina diede da mangiare ad un maiale il poco grano rimasto, e lo fece gettare dalle mura in mezzo all’esercito nemico. Gli assedianti, credendo che la città avesse ancora abbastanza cibo da nutrire persino i maiali, si ritirarono. Dama Carcas per festeggiare fece suonare le trombe della città e i soldati di Carlo Magno, udendo il suono gridarono: “Carcas sonne!” (“Carcas suona!”), dando così il nome alla città.

Dalla porta Narbonese si entra sulla via principale, Rue Cros-Mayrevielle, un ammasso di negozietti ristorantini e hotel ad uso e consumo dei turisti, come del resto tutta la città vecchia. Probabilmente è il prezzo da pagare per mantenere l’ingresso alla cittadella gratuito.

Carcassonne, basilicaLa doppia cerchia di mura racchiude uno spazio abbastanza ristretto da essere percorso in poche ore, ma ricco di monumenti. Uno dei più interessanti è la basilica di St. Nazaire, ex cattedrale della città fino al 1801. Fu costruita nel VI sec. dal re visigoto Teodorico e poi ampliata in stile gotico trecento anni dopo. L’esterno è stato pesantemente rimaneggiato da Viollet-le-Duc, ma l’interno è quasi del tutto originale e mantiene tracce delle varie epoche di costruzione. Una menzione particolare meritano le splendide vetrate. L’ingresso è gratuito.

Anche il castello merita una visita. Fu costruito dai Trencavel, che da metà dell’anno 1000 a fine 1200 furono padroni della città e fu progressivamente espanso, fino alla caduta in rovina e al restauro di Viollet-le-Duc. Attualmente l’edificio principale contiene un museo dove si possono ammirare le più belle sculture provenienti dagli scavi di Carcassonne e dintorni. L’ingresso è a pagamento (trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale).

Percorrete poi lo spazio fra le due cerchie murarie per vedere le fortificazioni di diverse epoche e ammirare il panorama dalle torrette di guardia. Itinerario particolarmente pittoresco di notte e al tramonto.

Dove mangiare: negli innumerevoli ristorantini turistici si trovano offerte a buon prezzo per tutti i gusti. Attenzione solo al prezzo del vino, che rischia di essere molto alto. Si trovano squisitezze tipicamente francesi come paté e formaggio di capra, ma il piatto da provare assolutamente è il tradizionale stufato locale, il cassoulet, che contiene fagioli bianchi e carne di vario tipo, in genere di maiale e oca o anatra. Un indirizzo è LE PLÔ – AUBERGE MEDIEVALE al 23 di Rue du Plô.

Dove dormire: Pelletier du Claux è un appartamento in edificio storico a 500 metri dal centro; Le 45 B&B, finemente arredato, offre piscina all’aperto, ampio giardino e la connessione Wi-Fi.

Parcheggio:  vicino alle mura ci sono comodi parcheggi a pagamento, ma girando un po’ per la città non è difficile trovare parcheggi gratuiti non troppo lontano dalla cittadella.