Great barrier island, trekking in Nuova Zelanda

Great barrier islandFoto di Alex Schwab (CC)

Quando pensiamo alla Nuova Zelanda visualizziamo foreste interminabili, montagne maestose e fiumi impetuosi. Natura selvaggia insomma, soprattutto per chi, come me, è tra gli estimatori de Il Signore degli Anelli. La terra di smeraldo attrae da sempre molti turisti e negli ultimi anni c’è anche chi va in cerca delle locations del film. Oltre alle due isole principali, North Island e South Island, ci sono moltissime isole minori da esplorare, tra cui quelle dello splendido e trafficato Golfo di Hauraki dove balenottere, orche e delfini hanno una propria piccola tangenziale. Delle isole del golfo, per una consapevole fuga dalla vita frenetica, Great Barrier Island è l’ideale. Dista poco meno di un centinaio di Km. da Auckland, ma come d’incanto si trova già in un altro mondo. Un mondo da scoprire a piedi, facendo trekking per sentieri e piste disseminate nella macchia.

L’isola, chiamata Aotea (nuvola) dai Maori, ha un paesaggio vario, con splendide spiagge da cartolina sulla costa orientale e grandi insenature nella parte occidentale. Nell’entroterra una riserva forestale, fatta di vallate, colline e splendidi corsi d’acqua dotati di pozze termali completano il paesaggio. Il centro abitato più grande è Tryphena, non lontano dal traghetto che collega Auckland a Shoal Bay: si snoda per diversi chilometri sulla costa e conta un pugno di case e alloggi, oltre a qualche negozio. A Claris si trova l’Art Gallery, unica vetrina per gli artigiani e gli artisti dell’isola, dove trovare pezzi originali, dai lavori a maglia fino ai dipinti e alle sculture. La corrente elettrica è prodotta da energia solare ed eolica (a parte qualche generatore a carburante) e se cercate un supermercato, non lo trovate. Insomma, il luogo perfetto per l’escursionismo, con zaino in spalla e scarpe comode alla scoperta della natura incontaminata.

Innanzitutto procuratevi una cartina dei sentieri tracciati sull’isola: potete scaricare l’opuscolo gratuito con la mappa che vi fornisce in modo dettagliato sia i tracciati più semplici e poco impegnativi, sia i più faticosi che necessitano di una buona preparazione. Se optate per escursioni più lunghe di un giorno, programmate bene le tappe nei rifugi e campeggi del DOC, il Dipartimento per la conservazione, ente che gestisce la tutela dell’ambiente sulle isole del Golfo di Hauraki, cui appoggiarsi per organizzare al meglio le vostre gite. Ricordate di portare oltre all’acqua e al cibo, indumenti diversi: il tempo cambia e una buona pianificazione fa davvero la differenza. I sentieri sono infiniti ed alcuni costituiscono l’Aotea Track, un itinerario lungo 3 giornate, dove appunto si sosta nei rifugi lungo le piste.

Nuova Zelanda trekking

Foto di GothPhil (CC)

Degli innumerevoli e intricati percorsi tra cui scegliere, il più popolare è senz’altro il Kaitoke Hot Springs Track: in 45 minuti, partendo dal parcheggio in Whangaparapara Road, si percorre una pista che attraversa un ruscello e segue la Palude Koaitoke formata da sorgenti termali sulfuree. Nelle pozze termali ci si può immergere piacevolmente, accertandosi prima della temperatura che può essere davvero troppo alta.

Una pista facile ma che impegna 5 ore buone, segue invece la vecchia strada costiera: la Harataonga – Okiwi Coastal Track. Si snoda attraverso la pace della foresta partendo dal campeggio di Haratonga fino all’estuario del fiume Okiwi. La vista è magnifica e potrete deliziarvi della compagnia di esemplari di uccelli come Kererū e Black Petrel.

Qualunque siano i sentieri e le piste in cui deciderete di avventurarvi non dimenticate binocolo e macchina fotografica. La varietà di piante e volatili è protetta e preservata grazie all’assenza di opossum, ratti e mustelidi in generale. Il DOC si raccomanda espressamente di non portare sull’isola nessun “clandestino” e di pulire la propria attrezzatura, comprese le calzature, da erbacce che potrebbero contaminare l’area.

Per godere di un altro panorama strepitoso, il Windy Canyon è imperdibile: in soli 15 minuti dal Palmers Track sulla Aotea Road si sale di un centinaio di metri, grazie a una scalinata in legno, attraverso la scogliera. Si può proseguire nella boscaglia e raggiungere in tre ore il punto più alto dell’isola, a Hirakimata (621 mt.), per ammirare i kauri, rarissimi alberi sopravvissuti al disboscamento che vantano una storia millenaria e imponenti dimensioni. Qui dalla cima del monte è visibile in tutta la sua magia l’intero golfo.

Passando a scarpinate più impegnative, ci si butta sulla Tramline Track. Il tracciato è bello ripido e ripercorre le vecchie vie ferrate, costituite da rotaie, per il trasporto del legname fino al porto di Whangaparapara. Ci vogliono cinque ore per percorrerlo, con un’alternanza di tratti più facili a bruschi aumenti di pendenza. L’importante è prestare attenzione alla prima porzione della pista, scivolosa dopo la pioggia.

Oltre al trekking tra la vegetazione del bush, sono molte le attività da cui lasciarsi attrarre, dal kayak a gite in mountain bike ( 25 km. sono riservati alle due ruote), fino a pittoresche escursioni su chopper a tre posti chiamati Crazyhorse: la Go Great Barrier Island offre guida e assistenza per diverse attività, con pacchetti studiati ad hoc per tutti i gusti.

E poi ci sono le splendide spiagge come Medlands Beach dove godersi le onde, e le attività acquatiche come surf e immersioni: le attrezzature per gli sport in mare le trovate tutte da Hooked on Barrier.

» Dove dormire: il consiglio è di scegliere il campeggio o appartamenti in affitto; chi ha la possibilità di spendere può optare per i lodge. Oltre alle capanne gestite dal DOC c’è anche un ostello, il Medlands Beach Backpackers & Villas a partire dai 30$ a notte, 120$ per le case indipendenti con 6 posti letto.
» Come arrivare: per voli dall’Italia a Auckland, consultate le offerte su Skyscanner.it; da qui potrete prendere il battello con la compagnia Sealink o un aereo interno con Flymysky.
» Quando andare: il periodo migliore è tra febbraio e marzo, la stagione è ancora estiva ma troverete meno turisti che tra dicembre e gennaio.