Il Cammino di Santiago, da Roncisvalle a Larrasoana

Il Cammino di Santiago: Burguete© Rufino Lasaosa

Questo articolo è la seconda tappa del viaggio di Dimitri lungo il Cammino di Santiago. Leggi l’itinerario completo qui »

Proseguiamo la nostra avventura lungo il Cammino di Santiago con una premessa: le tappe che seguono a quella classica, quasi obbligata, di Roncisvalle NON sono tassative. Da qui in poi le tappe sono quelle che consiglio per mantenere la fatica a un livello sopportabile, una ventina di km al giorno. Potrete ovviamente scegliere di farne di più: con un buon allenamento, se arriva anche a trenta. Però il Cammino non è una gara e gran parte del suo fascino consiste nel fermarsi e contemplare i posti attraversati. Non essendo nel Medioevo, pochi di noi possono permettersi di passare mesi a camminare in attesa di arrivare alla tomba di San Giacomo: una ventina di km al giorno è un buon compromesso. Anche se in tempi di contratti precari come i nostri, di mesi liberi a volte se ne hanno fin troppi.

A 25 km da Roncisvalle ci sarà Larrasoana e la buona notizia è che è tutta discesa. Ma attenzione: giocatevi bene i primi giorni. Non strafate, scoprite i vostri ritmi fisici: molti partono baldanzosi e nel giro di due giorni hanno piaghe, pustole e tendiniti. Recuperare le forze durante il viaggio, poi,  non è facile e c’è gente che deve abbandonare a metà. Questa tappa è molto utile proprio per familiarizzare col Cammino e con le vostre gambe. Inoltre, tenete presente che, anche se la prima tappa vi è sembrata fattibile, perché era all’inizio, avete già sottoposto il corpo a uno sforzo rilevante. E, dopo una decina di ore, siete di nuovo in marcia.

Incamminatevi dunque con questi saggi consigli nel cuore e un buon riposo alle spalle: dopo circa 3 km arriverete a Burguete. Il paesaggio intorno è tipicamente montano, boschi di faggi attraversati da garruli torrenti, pascoli, mucche dappertutto.  Nel paese, caratteristico per le case in pietra rossastra, molti approfittano del supermercato locale e vicino bar per fare colazione, visto che apre alle 7.

Fare scorta di cibo al mattino vi sarà quasi sempre possibile: tenetelo presente quando fate i vostri conti.

Il Cammino di Santiago: Zubiri

(c) calafellvalo

Qui incontrerete un altro Santo protagonista del Cammino, tutto nostrano: San Nicola di Bari. Dicono che anche lui sia protettore dei pellegrini, anche se la tradizione è dubbia e qualcuno crede che sia un altro Nicola, quello di Trani, il Pellegrino della situazione. Sta di fatto che a Burguete c’è la prima di una serie di chiese dedicate al Santo barese e che la chiesa merita un’occhiata, anche se ne troverete di più antiche (questa è rinascimentale e ricostruita più volte tra un terremoto, un incendio e varie disgrazie).

Pare che Hemingway facesse spesso tappa qui, quando andava a pesca nella zona, da lui chiamata “il territorio più maledettamente selvaggio di tutti i Pirenei”: ne parla ne Il Sole sorgerà ancora – ma lui indubbiamente non aveva molto lo spirito da pellegrino.

Passerete il bel ponte romanico, uscendo dal paese e seguendo la segnaletica precisa, e ogni tre/quattro km attraverserete i pittoreschi paesini di Espinal, Alto de Mezquiriz, Viskarretz e Linzoan, tra statue, cappelle e chiesette medievali.

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A circa 20 km dalla partenza, c’è un passo, il Paso de Roland. Roland è lui, l’Orlando che avete visto morire a Roncisvalle: c’è una pietra, lì attorno, che si dice misuri il passo del Paladino. Doveva avere le gambe lunghe, il Prode, anche se non gli sono servite a sfuggire ai predoni baschi; voi però concentratevi sul vostro, di passo: fin qui la strada è stata un saliscendi leggero, d’ora in poi invece parte una discesa fino al paese di Zubiri di 500 m di dislivello. Attenzione al tempo: in caso di pioggia il sentiero diventa fangoso e scivoloso. Alcuni viaggiatori riferiscono che addirittura hanno trovato tratti bloccati da vere pozze d’acqua inguadabili. Consigliabile quindi, come già a Roncisvalle, ripiegare eventualmente sulla strada carrozzabile – meno bella ma più sicura.

Dopo 2 km ecco Zubiri, introdotta dallo scenografico Puente de la Rabia: letteralmente Ponte della Rabbia, intesa come idrofobia. Qualsiasi animale infetto, uomo compreso, bastava che passasse sul ponte ed eccolo bell’e guarito. Tenetelo presente nel caso siate inseguiti da qualche cane randagio sbavante o da qualche zombie modello 28 giorni dopo.

Il Cammino di Santiago

(c) FreeCat

Il fiume che scorre sotto è il Rio Arga e lo si costeggia fino alla tappa finale della giornata, Larrasoana, passando sopra un altro ponte che sembra fatto apposta per una foto di maniera, con la strada che si restringe nel passaggio obbligato tra le due rive. Questo è il Puente de los Bandidos: il nome non è per niente rassicurante, ma il pellegrino non deve temere, oggi, banditi in agguato. Superato il ponte, ad accogliervi in paese ecco San Nicola di Bari, con cui avete iniziato: la chiesa è del XIII secolo, molto più interessante di quella di Burguete.

L’albergue di Larrasoana (Calle San Nicolás, 16, Tel.:+34 661100774) è in genere piuttosto frequentato: se capitate in periodi affollati magari vi toccherà cercare rifugio nelle case private in paese –  ma tranquilli: ne troverete, l’economia locale ormai fa sempre più affidamento sull’ospitalità ai pellegrini.

Per dovere di cronaca vi riporto che anche a Zubiri c’è un albergue (comunale); però i pellegrini concordano che va tenuto presente solo in caso di estrema debolezza: non è granchè. Peraltro, se vi dovete fermare già a Zubiri, riflettete bene sul viaggio che state per fare…

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