Visitare Burano tra pizzi e calli colorate

Visitare BuranoFoto di Grey World
Visitare Burano

© Grey World

Il paesaggio di Burano, con gli originali cromatismi delle abitazioni che si riflettono nei canali, le innumerevoli imbarcazioni ormeggiate, gli squeri e i merletti che danno bella mostra di sé, è da sempre meta privilegiata della laguna. La tradizione racconta che l’isola si sia vestita di case multicolore per permettere un tempo ai pescatori di ritrovare la propria dimora durante l’inverno, quando la nebbia si accaniva ad avvolgere completamente l’isola. Gli edifici che ci rallegrano tutt’oggi con tinte dal lilla al giallo, attirarono nella prima metà del novecento diversi pittori, appartenenti alla cosiddetta Scuola di Burano, una stagione della pittura moderna veneziana che immortalò questa curiosa isola.

Come Venezia, anche Burano è divisa in sestieri: San Martino Sinistro, San Martino Destro, San Mauro, Terranova e Giudecca. Dall’imbarcadero comincia la nostra scoperta dell’isola, imboccando Calle San Mauro e percorrendola fino alla fine per girare a sinistra sulla Fondamenta. Tramite una passerella si attraversa Rio degli Assassini, arrivando così in via Baldassarre Galuppi, strada vivacissima, dove si affacciano molti ristoranti e i caratteristici negozi di merletto. Senza dimenticare le pasticcerie dove assaggiare specialità come i bussolai buranelli, cerchi di pasta dolce a base d’uova, o le “esse” anch’esse simili alla pasta frolla. Prima di percorrere tutta la via facciamo tappa in via al Gottolo, dopo calle del Pistor, al civico 339 che affaccia su una deliziosa piazzetta. Qui c’è l’edificio più colorato di Burano, la casa di “Bepi suà”, al secolo Giuseppe Toselli che con amore continuò a dipingerla fino alla morte. Riprendiamo la via maestra: via Galuppi è di fatto la via principale di Burano, dedicata al compositore del Settecento detto il Buranello proprio perché considerato il figlio più celebre dell’isola. Collaborò con Goldoni, compose più di 100 opere, alcune delle quali rappresentate a Londra, e visse in Russia come compositore di corte di Caterina II. Si capisce perché proseguendo per la via e arrivando nell’omonima piazza, ci si trovi il busto del musicista.

Burano, Chiesa di S. Martino

© Alois Staudacher

In Piazza Galuppi si affaccia anche la Chiesa di S. Martino l’unica consacrata presente sull’isola: particolare il campanile, simbolo dell’isola, caratterizzato da una forte inclinazione per il parziale cedimento dei suoi basamenti. La chiesa, d’epoca cinquecentesca, merita una lunga visita visto che custodisce alcune opere d’arte davvero mirabili, prima fra tutte La Crocifissione, opera di gioventù del Tiepolo (apertura giornaliera dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00).

ulla sinistra si trova il Palazzo Comunale in stile gotico che ospita il Museo Civico del Merletto dove osservare dal vivo le tecniche di lavorazione delle merlettaie: il famoso “punto Burano” o “punto in aria”, così chiamato perché il lavorato non viene appoggiato ad un supporto. La leggenda regala il merito della creazione del tessuto ricamato ad un pescatore: non cedendo al canto delle sirene per rimanere fedele alla promessa sposa, avrebbe ricevuto dalla regina delle ammaliatrici un dono. La regina colpendo con la coda il fianco della barca creò, dalla schiuma formatasi, il velo nuziale per la giovane sposa, che riscosse l’invidia di tutte le giovani dell’isola nel giorno delle nozze. Le fanciulle quindi per non essere da meno cercarono d’imitare il pizzo, iniziando così la tradizionale produzione tessile artigiana per cui Burano è famosa. A parte questa romantica visione, la storia di quest’arte ha avuto vicende alterne che ne hanno quasi decretato l’oblio, prima nel Settecento con l’espatrio in Francia delle abili artigiane, oggi con la concorrenza dei paesi orientali e dell’est. Per correre ai ripari, qualche anno fa Confartigianato Venezia ha promosso la produzione del merletto creando anche una nuova e originale collaborazione con un’altra rilevante attività artigianale, l’arte orafa veneziana. Se invece desiderate fare un acquisto sicuro andate Dalla Lidia, in via Galuppi al 215: un fazzoletto lo pagate dai 25 ai 50 euro, ma praticamente vi trovate nella pinacoteca del merletto!

Burano, case colorate

© Simon

Torniamo a passeggiare per le calli e i campielli e ricordiamo che ogni settimana di mercoledì mattina si svolge il mercato dell’isola in Rio Terà del Pizzo e, ogni giorno, in Campo della Pescheria, ha luogo il Mercato Ittico. Pescato di giornata, lo trovate allo storico e non propriamente economico Da Romano (Via Galuppi 221 tel. +39 041 730030) e Al Gatto Nero (Fondamenta della Giudecca 88): da assaporare il risotto di Gò o le schie con polenta.

Dopo aver girovagato per Burano approfittiamo della vicinanza per visitare Mazzorbo, luogo di soggiorno di patrizi veneziani nelle ville in tempi antichi, piena di orti e vigneti ai nostri giorni. Si attraversa una lunga rampa che collega le due isole, il Ponte Longo, si svolta a sinistra e si fa il giro dell’intera isola facendo tappa nella storica chiesa di S. Caterina, dove è custodita la campana più antica della laguna di Venezia, datata 1318. Se la pausa pranzo preferite farla qui puntate sulla Trattoria Maddalena (Fondamenta Santa Caterina 7, tel. +39 041 730151) altrimenti godetevi il verde del parco per rilassarvi.

Per visitare Burano e lasciarsi affascinare dai suoi colori e tradizioni, scegliamo come campo base il litorale del Cavallino, comodo punto di partenza per visitare le isole della Laguna Nord. Per il pernottamento vi consigliamo un luogo attrezzato come il Camping Mediterraneo dove potrete scegliere il villaggio maxi-med burano se temete di avere nostalgia dell’atmosfera dell’isola! Per raggiungere Burano bastano pochi minuti di battello da Punta Sabbioni o dalla Ricevitoria in località Treporti.

Informazioni utili: Vaporetto n° 12 da Treporti a Burano. Consultate il sito della Actv per gli orari di transito e le linee notturne.