Cosa vedere a Roma in 4 giorni (1di4)


Per molti anni, io milanese, ho passato uno o due giorni alla settimana a Roma sempre pressato da mille impegni. Ma Roma non l’avevo mai visitata con gli occhi, con il tempo e con la curiosità del turista. Allora perché non approfittare delle favorevoli tariffe di EasyJet e dei comodi orari di volo Malpensa-Fiumicino e viceversa? Detto fatto. Quattro giorni romani con mia moglie da veri, autentici turisti.

Cosa vedere a Roma

© Storm Crypt

In volo compero i biglietti del bus(8€) per raggiungere la città da Fiumicino. Naturalmente trovare il bus fuori dall’aeroporto non è facilissimo causa la solita mancanza di indicazioni chiare; parte ogni trenta minuti ed ognuno deve issare le valige a bordo (a cosa serve il bagagliaio?) con il caos, le lamentele e gli immancabili colpi negli stinchi facilmente immaginabili. Depositata la valigia in albergo ci incamminiamo subito alla scoperta delle prime, straordinarie bellezze artistiche della città.

La prima tappa è Santa Maria Maggiore, una delle quattro Basiliche Papaline con San Pietro, San Paolo fuori le Mura e San Giovanni in Laterano. Sono dette Basiliche Papaline perché hanno una porta santa, che apre solo il Papa durante l’Anno Santo, e un altare per le messe officiate solo dal Papa. A parte la sua straordinaria bellezza e maestosità, Santa Maria Maggiore è legata ad una curiosa leggenda. Si dice che nel 352 (oltre 1600 anni or sono…) il Papa di allora sognò la Madonna che gli disse di costruire una chiesa laddove avesse trovato la neve. A Roma… La mattina del 5 agosto (!) il colle dell’Esquilino fu ricoperto di neve e al Papa non rimase che ubbidire… Nacque così la Basilica. Ogni anno alla stessa data, in ricordo della Madonna della Neve, durante una suggestiva cerimonia viene fatta scendere dal bellissimo soffitto a cassettoni una cascata di petali bianchi. La serie di mosaici e il pavimento valgono da soli una visita. Il campanile del 1300 è il più alto di Roma, e una delle cinque campane è stata realizzata verso la fine del 1200. Curiosa la storia del nome “La Sperduta” affibbiato dai romani a una delle cinque campane: pare che i suoi rintocchi, nel buio della notte, abbiano guidato alla salvezza una pellegrina del 1600 che si era persa sul colle dell’Esquilino.

Proseguendo nel nostro peregrinare raggiungiamo dopo pochi minuti la basilica di San Pietro in Vincoli, famosa per due motivi. Si conservano le catene (vincula, in latino) con le quali fu tenuto prigioniero San Pietro a Gerusalemme, e lo spettacolare e poderoso Mosè di Michelangelo, la tomba di Papa Giulio II. La statua in marmo bianco rappresenta Mosè seduto con in mano le tavole della Legge mentre, in un certo senso, si accarezza la lunga barba. Nonostante la grande e insolita dimensione di m. 2,35, il capolavoro è talmente… umano che, si narra, lo stesso Michelangelo ammirando estasiato la sua opera finita esclamò “Perché mi guardi e non favelli?” Il Mosè ha uno sguardo severo, arcigno, quasi terribile. Michelangelo probabilmente ha trasfuso nel capolavoro il suo stesso sguardo. Miracolo dell’arte suprema.

Ma l’arte senza una buona tavola lascia insoddisfatti… Ci addentriamo nel più antico rione romano, quello di Monti così chiamato perché comprendeva Esquilino, Viminale, Celio e Quirinale. Qui nacque addirittura Giulio Cesare. Poco frequentato da turisti , ha un suo fascino discreto e riservato con molti palazzi dalle facciate in fase di restauro, alcune ancora grigie per lo smog, altre del seicento e settecento. Anticamente era la “suburra”, ovvero la più degradata periferia, ricettacolo di uomini e donne di malaffare, teatro di liti e di incendi. Oggi le sue strette e tortuose stradine, sempre in salita, ospitano molte boutique, botteghe artigiane e una buona scelta di bar, ristoranti, trattorie che consentono di passare un paio d’ore piacevoli e rilassanti. Lasciandoci guidare dal nostro “infallibile” istinto andiamo alla ricerca di un gradevole posto per cena. Siamo attratti dalla Carbonara – osteria con cucina dal 1906 – al n.214 della famosa via Panisperna. Famosa perché nella sede dell’Istituto di Fisica dell’Università di Roma un gruppetto di giovani fisici coordinati da Enrico Fermi fece importanti scoperte riguardanti l’atomo. Furono definiti “i ragazzi di via Panisperna”. Ma torniamo alla nostra osteria: l’accoglienza e calda ed amichevole, il locale dotato di personalità mette subito a proprio agio. Le pareti, in ruvido intonaco bianco, ospitano centinaia di firme, dediche, poesiole, aforismi e pensieri della clientela succedutasi nel tempo. Scegliamo la tipica frittura alla carbonara – carciofi e fiori di zucca delicatamente fritti – maccheroncini ai carciofi ed un abbondante assaggio di pecorino romano. Ottimo vino, piacevole atmosfera, qualche battuta, e risate, scambiata con giovani romani e attempati ma arzilli stranieri, hanno concluso in bellezza la serata.

Decidiamo di tornare in albergo con una passeggiata di una ventina di minuti risalendo via Nazionale; sosta in piazza dell’Esedra per ammirare in visione notturna la stupefacente Fontana delle Naiadi. La serata è tiepida, a conferma che le famose “ottobrate romane” sono una piacevole realtà e invitano a tirar tardi. Buona notte.

Cosa vedere a Roma in 4 giorni continua… Con la giornata ai Musei Vaticani

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Adriano Frosi

Adriano Frosi

Con i capelli ormai bianchi sono più turista che viaggiatore. Occhi sempre attenti a cogliere caratteristiche e sfumature di persone e luoghi, ricercando ed apprezzandone le diversità. Da bambino ho fatto viaggi immaginari grazie ad un atlante in bianco e nero; poi la fortuna di conoscere la realtà che supera, quasi sempre, la fantasia... e la curiosità aumenta con il passare degli anni. Il denaro per i viaggi è un investimento, non una spesa!

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