San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo: luoghi di culto della cristianità

San Giovanni Rotondo e Monte Sant’AngeloSan Giovanni Rotondo by Renzo Piano | Foto di Pietro & Silvia (CC)

Questo articolo fa parte del viaggio di Carla nel Gargano. Leggi l’itinerario completo qui »

La via Francigena è da oltre 1500 anni uno dei più antichi itinerari di pellegrinaggio tra i 3 principali poli della cristianità, Roma, Santiago de Compostela, Gerusalemme; e il Gargano, con la montagna sacra di San Michele, divenne nel medioevo un crocevia importante per i pellegrini e i crociati che s’imbarcavano a Brindisi per la Terra Santa. Il Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo è tuttora meta di pellegrinaggio, così come lo è diventato più recentemente San Giovanni Rotondo, famosa nel mondo grazie a San Pio da Pietralcina, più noto come Padre Pio.

Visitiamo questi luoghi sacri della cristianità in una fredda e piovosa giornata di settembre, iniziando da San Giovanni Rotondo con il Santuario di Santa Maria delle Grazie, meta di milioni di turisti. Il Santuario, formato dall’antica chiesa e dall’adiacente nuova costruzione inaugurata nel 1959 per far fronte alla sempre maggiore affluenza, è affollatissimo già di prima mattina: si attende la liturgia eucaristica con la scopertura del nuovo mosaico dedicato a Suor Teresa di Calcutta, per il 25° anniversario della sua visita. La pioggia cade a catinelle e rinunciamo al giro del centro storico di San Giovanni Rotondo, curiosi di assistere alla cerimonia d’inaugurazione che si conclude con la benedizione e un commovente applauso di tutti i presenti.

Circa 10 milioni sono stati i visitatori della cripta del vecchio Santuario di Santa Maria delle Grazie dall’aprile 2008 nei 15 mesi di ostensione del corpo di Padre Pio. Dall’aprile 2010 la salma è stata traslata nella cripta della nuova e grandiosa Chiesa di Padre Pio, detta anche Santuario di San Pio, progettata da Renzo Piano, tra le più grandi d’Italia (6000 m2). Non sono mancate aspre critiche per lo sfarzo della nuova dimora che ha così poco a che fare con il frate francescano e molto invece con il business che si è creato intorno alla sua fama mondiale. Molti pellegrini preferiscono l’atmosfera e il raccoglimento della cripta nel vecchio Santuario che ospita la tomba vuota, ma semplice e senza fronzoli, dove padre Pio era originariamente sepolto. Forse questo o il calo dei visitatori, hanno contribuito alla recente decisione di esporre per sempre nella cripta della nuova Chiesa di San Pio i resti mortali del Santo. Lasciamo il villaggio medioevale e percorriamo i 25 km che lo separano da Monte Sant’Angelo. Prima di avventurarci nelle stradine del suo antico borgo dove si fondono religione, arte e storia, andiamo alla ricerca di un albergo per la notte, trovando un’ottima soluzione a pochi km dal centro, il B&B Villa Bisceglia (altrimenti optate per il Palace Hotel San Michele).

Il Santuario di San Michele Arcangelo, dal 2011 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, è uno dei Santuari più celebri d’Europa. Secondo la tradizione ebbe origine nel V secolo d.C. nell’anno della prima apparizione ai fedeli dell’Arcangelo Michele. La bella facciata gotica dell’attuale Basilica è costituita da due arcate, la più antica a destra è opera di Simone da Monte Sant’Angelo. Superiamo il vestibolo e percorriamo una lunga e ripida scalinata a cinque rampe che conduce all’ingresso della Grotta dell’Arcangelo, immersa in una suggestiva penombra rotta solo a tratti dalla luce delle candele. In fondo alla navata si trova l’altare barocco del Sacramento e in fondo alla Grotta l’altare con la statua di San Michele realizzata da Sansovino. Manca poco alla chiusura, pochissimi i turisti rimasti e nella silenziosa semioscurità avvertiamo l’atmosfera intensa di questo luogo impregnato di storia. Peccato che non sia stato possibile visitarlo con una guida.

Monte Sant'Angelo: Junno

A breve distanza dalla Basilica vediamo il Battistero di San Giovanni, detto Tomba di Rotari e il Castello normanno-svevo-aragonese, per proseguire verso il quartiere medioevale più antico di Monte Sant’Angelo, il famoso e suggestivo rione Junno. Le tipiche case bianche dai bizzarri comignoli, addossate le une alle altre, hanno di regola un solo vano con un piccolo cortile che si affaccia su stradine ripide e tortuose. Ci accompagna per un tratto un montesantangelese del rione che in ricordo del suo trascorso lavorativo a Milano, racconta in un buffo dialetto milanese inquinato dall’accento natio, aneddoti di vita quotidiana locale. Sostiene che Padre Pio aveva intenzione di stabilirsi a Monte Sant’Angelo, ma l’ordine dei Frati locali, detti oggi Micheliti, non accettarono il Frate Cappuccino e fu così (forse…) che il futuro del piccolo e sconosciuto villaggio medioevale di San Giovanni Rotondo dove si stabilì, cambiò radicalmente.

Il sole ormai al tramonto fa finalmente capolino regalandoci uno squarcio spettacolare a 180° che dal Tavoliere arriva fino al golfo di Manfredonia. Non ci resta che andare Da Costanza in Corso Garibaldi 67 per una cena coi fiocchi.

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