Raja Ampat: l’ultima frontiera del diving

Raja Ampat divingFoto di Lakshmi Sawitri (CC)

In quella parte di terra e mare situata tra Indonesia, Papua Nuova Guinea e Filippine, dove si registra la più alta e variegata ricchezza biologica marina (ma anche terrestre), si trova l’ancora poco conosciuto arcipelago di Raja Ampat (dall’Indonesiano “I quattro Re”), nuova frontiera del diving e delle vacanze lontane dalle rotte consuete. Formato da più di 600 atolli, circa 1500 isole, di cui parecchie totalmente deserte e poco accessibili, deve il suo nome alla decisione del sultano di Tidore delle Molucche di assegnare, durante il XV sec., le 4 isole principali, Misool, Waigeo, Salawati e Batanta ad altrettanti Raja.

La storia dell’uomo in queste isole risale però ad un tempo molto più lontano, come testimoniano i graffiti nelle grotte di Misool: si crede che i primi stanziamenti umani risalgano subito dopo la fine dell’era glaciale.

Oggi Raja Ampat è meta prediletta per chi adora godersi spiagge con sabbia di borotalco, coste e lagune incontaminate. Sopra ogni cosa l’arcipelago sta diventando una ghiotta destinazione per gli amanti delle immersioni: le varianti biologiche presenti sono davvero notevoli, grazie alla privilegiata posizione dell’arcipelago che si trova sulla rotta delle correnti marine naturali del cosiddetto “Triangolo del Corallo”.

Questa provincia indonesiana di West Papua ha un’area complessiva, tra terra e mare, di circa 40 mila chilometri quadrati. Navigare tra le isole quasi disabitate, godendosi paesaggi mozzafiato, tra cui si annoverano i panettoni (grandi massi di pietra calcarea erosi alla base dall’azione dell’acqua), è il modo migliore per visitare questa zona: particolarmente apprezzate sono le crociere sub, della durata di 10 giorni circa, che partono da Sorong, come alternativa ai resort.

Si può veleggiare su magnifici pinisi, tipiche imbarcazioni indonesiane, costruite interamente con legni pregiati o su classiche piccole navi da crociera in cabine dotate di tutti i comfort. Qualunque sia la vostra scelta, diversificate i siti d’immersione o snorkeling, per assistere ad una spettacolare varietà di pesci, spugne e nudibranchi.

Pareti verticali, grotte e picchi tra i colori brillanti dei fondali creano un ambiente carsico sottomarino di incomparabile bellezza dove, se siete fortunati, riuscirete a incontrare Epaulette, lo squalo che cammina, specie che si è adattata alla vita sui fondale mutando le pinne pettorali in vere e proprie zampe, o il Wobbegong, lo squalo tappeto.

Le isole più piccole rispetto alle quattro principali, di cui Waigeo, con smisurati giardini di corallo è la più grande, non mancheranno di stupirvi: tonni e Marlin a Wajag (dove i grandi panettoni di roccia, sbucano dalla superficie nelle splendide lagune); barracuda ad Uranie; mante e tartarughe a Mansuar; il giardino di corallo nero a circa 30 metri di profondità, dove è la possibilità di avvistare i pesci mandarino, a Wafak; mentre a Kawe, situata proprio sulla linea dell’equatore, si trovano i pesci più grossi. Le immersioni sono prevalentemente in corrente e la visibilità generalmente è ottima, può cambiare nel corso del giorno ma di mattina è sempre al meglio.

Altra attrattiva sono i relitti giapponesi e statunitensi nei pressi di Manokwari. Alcuni si sono conservati in modo incredibile come il P-47 D Thunderbolt ‘Razorback’, aereo statunitense che si trova a 20 metri di profondità sfidando eccezionalmente l’inesorabile avanzare del tempo, tappa obbligata per i cultori del wreck diving.

Raja Ampat è un paradiso anche per chi preferisce la terraferma: non solo il turchese del mare è abitato da una fauna straordinaria, ma pure lo smeraldo della vegetazione ospita splendidi uccelli per i cultori del bird-watching: nobili casuari – simili agli struzzi – abitano le lussureggianti foreste, tante specie di pipistrelli, tra cui il pipistrello del nettare dalla lingua lunga, e chissà che non incontriate il leggendario uccello del paradiso – che non somiglia alla versione disneyana in UP – tanto decantato dal naturalista Alfred Russel Wallace. Senza dimenticare una bella gita in kajak per godersi meravigliose baie tra incredibili foreste di mangrovie.

Come arrivare. Facendo scalo a Singapore e poi a Jakarta, dove si pernotta per una notte, proseguendo poi per Sorong facendo scalo a Makassar. Da Sorong si parte per la crociera o comunque si naviga per raggiungere l’isola.
Dove dormire.Raja Ampat Dive Lodge e HamuEco Raja Ampat.
Periodo consigliato. Il periodo migliore va da dicembre a marzo. Fra settembre e novembre infatti c’è maggior umidità, con precipitazioni e possibilità di uragani.